| Maninalto! | ||||
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Nuovo mese e nuova tappa del nostro percorso attraverso le etichette indipendenti italiane. Il salto nell'indie arriva a Milano alla scoperta della Maninalto! Ne abbiamo parlato con Dava, voce dei Vallanzaska e anima del progetto discografico. Maninalto! è una minaccia o un'esortazione? Maninalto!, si, si scrive con il punto esclamativo, è un nome che ben si abbina al colore e alle tematiche del mondo gangsteristico-musicale dei Vallanzaska. Nel 2004, prima di entrare in sala di registrazione per registrare Sisisi nonno abbiamo prima pensato e poi deciso di fondare una nostra etichetta per autoprodurci. Desiderio che derivava dalla nostra lunga esperienza in campo musicale. Sono 15 anni che i Vallanzaska suonano e si affidano a strutture esterne (booking, produzione etc.). L'esperienza e l'osservazione di queste strutture organizzative e lavorative ci ha permesso di apprendere il know how necessario ad intraprendere questa avventura. Dando uno sguardo al vostro catalogo salta all'occhio la passione per i ritmi in levare, ce ne parli? Il mondo dello ska è quello che più conosciamo. Suonandolo da così tanto tempo abbiamo l'orecchio giusto per trovare tra le mille bande quelle che hanno qualcosa da dire veramente, sia nello scelta dello stile che nei testi, scelta che mai deve esser banale. Da qui la nostra attenzione si è concentrata oltre che sui Vallanzaska, anche su gruppi emergenti come i Lemon Squeezers, giovani e bravissimi, I Catwalk, di grande raffinatezza, e gli Harddiscount, ottimi musicisti dal gusto latino. Non solo ska, ma anche rock, rock e ska insieme. Sono queste le due anime della Maninalto!? La Maninalto! piano piano cresce. Noi tre soci, Christian, Lucio ed io (Dava), stiamo allargando il rooster dei gruppi anche in senso stilistico. I Mesas, le Officinalkemiche sono i primi esempi di questa evoluzione. Ma la cifra stilistica dell'etichetta non cambia. Si è alla continua ricerca della qualità, che, come si sa, spazia e si trova un po' in tutti i generi. Basta saperla vedere. Questo numero di Coolclub.it è dedicato al mestiere di scrivere, lavoro bello ma allo stesso tempo difficile, come quello del musicista e del discografico, come si muove la Maninalto! nel burrascoso mare dell'industria discografica indipendente? Per ora seguendo strade che ben conosciamo. Per la stampa dei dischi, la loro distribuzione ci affidiamo a professionisti con i quali c'è una conoscenza e una fiducia che va oltre i rapporti di lavoro. Fiducia nata nel corso degli anni e che si alimenta anche proponendo prodotti che vale la pena di distribuire e stampare. Ma questo lavoro è fatto anche di ufficio stampa, e noi ne abbiamo uno molto forte curato da Christian. Ma anche di rapporti con fornitori, riviste, altre etichette, gruppi, tv, radio. Noi tre soci abbiamo di fatto capacità e ambienti di influenza diversissimi, e questa è la nostra forza. Ho visto che Maninalto! non è solo un'etichetta ma offre anche una serie di servizi legati alla musica. Appunto, per esempio Lucio oltre a fare booking crea siti ad alta professionalità. Abbiamo inoltre uno studio mobile per potere fare riprese live ai concerti, e altri servizi che potete trovare sul nostro sito: www.maninaltoweb.com Lo ska, lo ska-core, il punk-rock sono generi musicali che in questo periodo stanno attraversando una fase di grosso rilancio, penso al ritorno dei Bluebeaters al fenomeno Ska-p. Tu come lo vedi? Sono 20 anni che ascolto ska, 15 che lo suono. Potrei dire che lo ska non muore mai, ma anche che non esplode mai, tranne rari exploit (nel 1980 Gangsters degli Specials vendette 2 milioni di copie). Rimane sempre in ambito underground, e per questo lo considero di una forza fenomenale. Un po' come il reattore numero 4 di Chernobyl che sta sotto terra da 20 anni e ancora produce energia, però nel caso della musica ska è energia positiva e sana. La settimana scorsa ho visto un concerto dei Bluebeaters e uno degli elementi del gruppo mi ha riferito che il loro disco è quinto in classifica. Un exploit che mi fa piacere perché permette di alimentare ancora questo fuoco. Ci parli un po' delle vostre ultime produzioni? Le ultime riguardano i Mesas e gli Harddiscount, di cui ho già parlato. Posso aggiungere che i Mesas sono il gruppo che ha inventato lo "spaghetti stoner". Molto testosteronici, una voce coinvolgente, chitarre molto presenti, molto bravi. E gli Harddiscount, che ho descritto come latineggianti, di fatto hanno lavorato il disco a Città del Messico. Le difficoltà per portare avanti tutto questo non crediate che non ci siano, ma noi andiamo avanti per la nostra strada, tenendo gli occhi sempre bene aperti. Anche perché tra breve partirà un lavoro veramente immenso che richiederà parecchio tempo: la produzione dalla a alla z del nuovo disco dei Vallanzaska.
Osvaldo Piliego
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