| Madcap records | ||||
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Quando la passione si riflette nell’amicizia nascono cose preziose come il collettivo Madcap. Ragazzi uniti dall’amore per la musica un po’ pazzi, un po’ artigiani. Abbiamo parlato con Fred e Paolo. Innanzitutto perché Madcap. È un tributo ad Alice nel paese delle meraviglie o a Syd Barrett? Fred: Paolo: Vi presentate come un collettivo e non come un’etichetta in senso classico, ce lo spieghi? Fred: Paolo: Se dovessi in breve spiegare il vostro orientamento musicale...ce la faresti? Fred: Paolo: Il vostro catalogo presenta un serie di produzioni con una precisa immagine, un’estetica. È parte anche questo del progetto Madcap? Fred: Paolo: Avete proposte musicali abbastanza trasversali, ce ne parli un po’? Fred: Paolo: Domanda di rito per chi, come voi, non gode di grandi distribuzioni. Dove e come si possono trovare i dischi della Madcap? Paolo: Fred: Osvaldo Piliego a quanto detto da Paolo aggiungo solo che, oltre a maledetto.it, ad ogni concerto di ciascun progetto di Madcap sono disponibili sempre tutti i titoli prodotti. E che a volte, il non aver la distribuzione come almeno è concepita adesso, può anche essere un bene. Che internet e il mailorder trionfino! Ci sono dei punti di vendita "fidelizzati", ma in linea di massima il metodo più veloce di comprare dischi Madcap è il web. www.maledetto.it e si trovano tutti i dischi in vendita. Se non si ha la possibilità di comprarli via paypal, utilizzate il servizio di mailorder e verrete subito ricontattati. Su questo non ho molto da dire. Madcap è nata per promuovere la musica dei tre artisti che inizialmente la componevano (Littlebrown, Father Murphy e Oswald). Da qui ci siamo sempre più "ingranditi" facendoci ammaliare da progetti musicali. Fondamentalmente Madcap, a tutt’oggi, è costituita da: Father Murphy, Littlebrown, Oswald, Gomma Workshop, Franklin Delano (si si, so che escono per Ghost adesso, ma fanno sempre parte del Collettivo) Stop the Wheel e Beatrice Antolini. Più supporta altre realtà come Pentolino’s Orchestra, Princesa e Lorenzo Fragiacomo. Vedendo le varie recensioni, articoli apparsi a proposito dei progetti Madcap penso che uno degli aggettivi più utilizzati sia "obliquo" e quindi anche appunto "trasversale". Penso che, in forme e con caratteristiche tutte differenti, parta comunque tutto da un gusto diverso nell’approcciare il pop e, tirandola un po’ per il collo, la psichedelia. Ecco un’idea: credo che tutti noi riteniamo la produzione solista di Barrett come una delle espressioni più riuscite di psichedelia acustica (anche se non so cosa possa voler dire), per quanto almeno concerne i nostri gusti. Da qui poi aggiungi un po’ di attitudine che non può non essere contaminata dal punk, e dall’amore per la melodia, viva viva la melodia! Si, anche se non vorrei che si pensasse che Madcap veicola gli artisti nella scelta grafica. Per rifarmi a quanto detto prima, siamo persone con attitudini molto vicine. Ecco perché l’estetica è omogenea. È una tacita comunanza che parte anche da piccole cose, come la scelta di cercare di evitare il più possibile la plastica nel packaging dei cd. Paolo si occupa della veste grafica del sito (www.maledetto.it) e supervisiona un po’ tutte le produzioni, ma molte altre sono le persone che hanno collaborato o continuano a collaborare con noi per la grafica dei dischi o dei libretti, e non ho mai notato alcuna discrepanza con quello fatto fino a quel momento. Oddio. no. È come chiedere a un gatto di dirti cosa farà durante il giorno. Potrei risponderti che siamo convinti che l’orientamento musicale di Madcap derivi dal fatto che, essendo Madcap stessa 6, tutti le proposte sonore che ne fanno parte non possano che partire dal 3. Penso che ogni progetto di Madcap sia contraddistinto dal fatto che all’interno della propria produzione ci siano tantissime piccole dichiarazioni d’amore. Contraddistinte da un’attitudine comune e da un forte credenza nella cabala. E per questo ci possono essere produzioni davvero molto diverse l’una dall’altra, ma rese vicine quasi da un "puzzo" comune... La scelta è abbastanza semplice. Non siamo un’etichetta in senso classico. Madcap è composta da persone che collaborano attivamente allo sviluppo del collettivo. Non esiste un rapporto "etichetta/artista", piuttosto un rapporto "persona/persona" e proprio per questo abbiamo sempre lavorato con artisti che ci vanno a genio prima di tutto come persone e poi, ovviamente, per quello che fanno. Altra precisazione: Madcap non è solo musica. È una questione di sincerità, trasparenza e conoscenza dei propri mezzi. Abbiamo deciso di definirci Collettivo perché è il termine che meglio descrive i rapporti e le dinamiche che esistono tra i vari progetti che ne fanno parte. Mi accorgo che effettivamente non è facilissimo spiegarlo in poche parole... ecco, il lato "etichetta" rientra in parte nel macrocosmo del collettivo, ma non è che una parte del tutto. Ci sono le produzioni video, c’è la nostra piccola St.Louis & Lawrence Books... ci sono i reading qui e lì... Se Madcap dovesse essere vista dal suo lato promozionale/distributivo/organizzativo per quanto riguarda i soli progetti musicali, allora la vedrei forse più come un trampolino che come appunto un’etichetta. La risposta non mi è chiara, ma penso di propendere verso Syd Barrett. È tanto noioso quanto necessario dare un nome a qualsiasi cosa, e anche per Madcap doveva essere così. Syd Barrett è un artista che sicuramente ci unisce tutti, Roger stesso ha voluto assemblare il collettivo dandoci ancora, di tanto in tanto, qualche indicazione. Non posso però tralasciare del tutto Alice… Il nome Madcap fu suggerito da Andrea (Oswald) durante una merenda pomeridiana tra il sottoscritto, Andrea appunto e Paolo (Littlebrown). Se non ricordo male, non distante c’era anche Chiara Lee. Avevamo appena scoperto quanto i rispettivi nostri primi dischi, da poco scambiati l’uno con l’altro, fossero contraddistinti da una sorta di dichiarazione d’amore nei confronti del buon Barrett. Quando poi arrivò Roger Keith, che a quel tempo viveva ancora nella campagna vicino a Treviso, ottenemmo anche tutta la sua approvazione, e quindi Madcap fu.
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