| Urtovox | ||||
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Prima di tutto, le presentazioni di rito, chi siete, cosa portate, dove andate? Urtovox nasce nel Marzo del 2000 a seguito di un decennale percorso negli anfratti della scena alternative rock Italiana. Fondamentale la frequentazione del CentroMusica di Modena in occasione del "RockImpresa 2000", progetto pilota per la formazione di competenze specifiche in campo discografico finanziato dal fondo sociale europeo, che è risultato determinante per l'assetto organizzativo della Label. Urtovox dimostra già di avere buon carattere attraverso le prime produzioni: Elle, Goodmorningboy, Nest, Hogwash, Ultraviolet Makes Me Sick , Vegaenduro, Jokifocu e A Toys orchestra. Si caratterizza per i suoi gusti indie/pop/rock chitarristico e sonico che la vorrebbe vicina ad esperienze U.S.A. quali Matador, Domino , BigCat e Touch&Go dei tempi migliori. Attraverso un paziente e tenace lavoro di comunicazione è riuscita a tessere importanti relazioni dando vita ad un network di conoscenze e rapporti umani e lavorativi utili per espandere il proprio operato fuori dai classici confini dell'alternative italiano guadagnandosi velocemente il riconoscimento della stampa specializzata italiana ed estera (e più in generale della critica..), e di una buona fetta di pubblico. Da dove nasce l'idea di mettere su un'etichetta indipendente? Desiderio, passione, amore, follia, senso di sfida, voglia di orientare positivamente il senso autolesionista che contraddistingue tutti noi alla urtovox. Quale gusto segue Urtovox? Se ce n'è uno. Un gusto puramente emozionale per tutto ciò che gravita intorno all'alternative indie rock di matrice anglofona. Qui in urtovox abbiamo tutti più di 30 anni di rock'n'roll sul groppone e ne abbiamo visto di cotte e di crude. Pubblichiamo solo i progetti che ci emozionano. Ho visto che lavorate molto con l'estero, molti dei vostri gruppi cantano in inglese...è una fascinazione, la convinzione che il nostro rock sia da esportazione...cosa? Crediamo nei pochi aspetti positivi della globalizzazione. Neil Young come Lou Reed sono patrimonio indiscusso dell'umanità, appartengono a tutti. Tutti possono rielaborare le lezioni dei giganti del rock. Non importa se sei canadese, australiano o italiano. Per ciò che riguarda la musica italiana cantata in inglese preferisco chiamarla musica europea. Cosa sono dEus, Notwist, Lalipuna, International noise cospiracy, Hives se non bands europee prima che tedesche, svedesi o scandinave? Credo che in Italia ci siano progetti internazionali che conservano la qualità e la credibilità per essere portati all'estero con pari dignità di tante altre bands non specificatamente americane o inglesi. Cos'è e come nasce "Songs for another place"? Songs for another place è una doppia compilation formata da un cd di bands americane e un cd di bands italiane. Le prime sulla scia della nuova ondata indie folk/alt country, le seconde invece con una connotazione più indie. Il tutto è confezionato in un mega packaging quadrimensionale cartonato e numerato copia per copia. La produzione condivisa con Awfull bliss , neo etichetta campana fondata sulla sconfinata passione e conoscenza di Giulio Pescatori e Patrizio Marchini. Due umanoidi fuori dal comune! La compilation sottolinea l'idea di interscambio, canzoni che creino dei ponti sui quali la musica possa viaggiare libera da ogni limitazione culturale e territoriale per permettere che la sua conoscenza, la sua bellezza possa arrivare ed essere messa a disposizione di tutti. Un general intellect che sottolinei quanto bisogno ci sia di fare in modo che il linguaggio musicale sia vero mezzo produttivo di comunicazione. La globalizzazione nella sua accezione maggiormente (pro)positiva... Considerare la musica (e ancor di più certa musica) come un qualcosa che non sia necessariamente americana, inglese italiana o giapponese ma che sia invece patrimonio dell'umanità senza legami strettamente territoriali.... soppiantare la reverenza preferendo la riconoscenza più pura nei confronti di un mondo musicale, quello propriamente americano, che è stato linfa vitale per generazioni di musicisti sparsi in tutto il mondo. Non produzione discografica in senso stretto ma produzione di comunicazione in senso ampio. Parlaci un po' delle vostre produzioni e delle vostre nuove uscite. Psycho sun "Silly Thinghs". Sudore, puzzo di birra e rock'n'roll ruvido e tagliente se pur fontamentalmente legato ad una matrice melodica che rimane immediatamente incastonata nella testa. Le influenze spaziano dai già citati Television ai Velvet Underground, Radio Birdman e Replacement per arrivare al traguardo dei giorni nostri alla pari di Strokes, Hives ed International noise cospiracy. Appaloosa " Non posso stare senza di te" . Una delle band più infuocate e travolgenti del panorama Crossover noise-dance strumentale Italiano. Dinamite allo stato puro: ritmi serrati e un sound incendiario che vi porterà immancabilmente a cercarli sui palchi dei migliori rockclub italiani ed internazionali. I figli legittimi di NomeansNo, Melvins, Don Caballero e Shellac rielaborati originalmente attraverso certe propensioni Kraftwerk ed Aphex Twin. Quali realtà discografiche segui e apprezzi in Italia e cosa credi non vada nel mercato della musica. Ultimamente ho conosciuto e molto apprezzato i ragazzi della Madcap collective di Treviso, l'etichetta di Franklin Delano, Father Murfhy , Stop the wheel e Vittorio Demarin (videomaker ed appassionato di arti visive veramente molto promettente).Apprezzo anche la Unhip records di Bologna con i suoi Discodrive e Settlefish e Bar la muerte che con gli Ovo mi ha lasciato a ganasce spalancate per l'impeto e l'animalismo dadaista e futurista: rock'n'roll allo stato puro. La Wallace records nei cui confronti esprimo invidia (in senso positivo , ovviamente) per i Rosolina Mar, una band veramente mondiale! Per ciò che riguarda il mercato italiano il problema sta nella sua inesistenza. Dov'è sto mercato italiano? Osvaldo Piliego
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