Black Candy
Scritto da Osvaldo Piliego    Venerdì 13 Luglio 2007 17:21    PDF Stampa E-mail
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Questo mese il nostro salto nell'indie arriva a Firenze per conoscere una nuova etichetta discografica: la Black Candy. Tra passione, sperimentazione, rock, letteratura e video questi ragazzi hanno i piedi in Italia ma le orecchie e le mani nel mondo.

Chi siete, da dove venite, cosa portate?

Siamo in due, Giuseppe e Leonardo... la nascita dell'etichetta risale al 2003, anno in cui abbiamo deciso di provare a portare qualcosa di emozionante nel panorama italiano. Non sappiamo se ci siamo riusciti, ma dal nostro punto di vista siamo veramente contenti del lavoro fatto fin qui.... e la voglia di andare avanti c'è e ci sarà ancora per molto molto tempo!

Abbiamo già avuto modo di parlare delle vostre produzioni, tutte belle e diverse tra loro. Dove e come trovate i gruppi o sono loro che vi cercano?

Non c'è una regola precisa... è come in un rapporto tra un ragazzo ed una ragazza: in alcuni casi siamo stati noi a corteggiare e mostrare per primi interesse e voglia di lavorare con loro, in altri casi sono stati loro a cercarci; in altri ancora si è trattato di amore a prima vista! La passione e la curiosità sono elementi fondamentali del nostro vivere la musica, è per questo che ci piace ascoltarla, ed è quindi per questo che ci piace produrla.

Noto che oltre all'etichetta in sé avete in piedi varie collaborazioni.

Si, ci piace vivere questa esperienza come una "factory" fatta di rapporti grazie ai quali poterci arricchire di sempre nuove esperienze. Oltre ad Audioglobe, che provvede alla distribuzione delle nostre produzioni, abbiamo ottimi rapporti con diverse agenzie di booking come Locusta (Pecksniff), Labile (Joe Leman, Milaus e Fine Before You Came) o De Stijl (Three In One Gentleman Suit, Santo Niente), con la Shinseiki, società di edizioni che ci dà una mano a sbrigare le noiose pratiche relative alla SIAE, e con un paio di locali nella nostra zona (Limonaia e Mulligans), preziosi punti di incontro nei quali organizziamo spesso concerti dei nostri gruppi ma non solo... Si tratta di persone che abbiamo avuto la fortuna di conoscere in questi anni e che condividono il nostro modo di intendere la musica ed assieme alle quali formiamo una grande "famiglia".

Tra le vostre ultime uscite c'è il nuovo album dei Fine Before You Came, un progetto che unisce immagine e musica, di cosa si tratta?

Si tratta di un lavoro di cui andiamo molto orgogliosi, l'ultima fatica di una delle più belle ed interessanti realtà della scena post-punk italiana. Un lavoro maturo che lascia senza fiato dal punto di vista della raffinatezza, correlato ad un DVD intitolato I Was Fine Before You Came, cortometraggio nato da un'idea del quintetto milanese e del film-maker Antonio Rovaldi. Attraverso immagini in movimento e fotografie, riprese a New York, che descrivono stati di solitudine ed alienazione, il regista evoca le sensazioni messe in musica da brani strumentali inediti che ricalcano i temi principali dei pezzi del disco. Un lavoro bello e ambizioso, nonché molto impegnativo realizzato con persone magnifiche, che vi assicuriamo... vale qualsiasi sacrificio.

Musica e immagini ma anche musica e letteratura ... Enrico Brizzi e i Frida X, Umberto Palazzo e il Santo Niente ... Black Candy allarga i suoi orizzonti?

Siamo sempre stati dei grandissimi ammiratori di Enrico, quindi provate ad immaginare la nostra sorpresa, quando sul suo blog (http://www.archiviomagnetico.splinder.com) consigliò ai suoi lettori "tre ottimi album di cui temo non sentirete parlare in tivù": The Book Of Stanley Creep dei Pecksniff, Occhiali Scuri al Mattino del Santo Niente e Days dei Brother James... per noi due fu un'enorme sorpresa... uno dei maggiori scrittori italiani dell'ultimo decennio invitava all'acquisto di alcune nostre produzioni: puoi immaginarti quale sia stata la nostra reazione. Dopo neanche un mese, nel febbraio dello scorso anno, abbiamo avuto il piacere di conoscere Enrico in occasione di una Black Candy Night tenutasi al Covo di Bologna; ci siamo da subito trovati in perfetta sintonia, siamo rimasti in contatto ed abbiamo deciso di suggellare questa nostra amicizia con la produzione dell'album dal titolo Nessuno lo saprà, Concerto per voce e rock'n'roll band, ispirato all'ultimo suo romanzo, collaborazione che crediamo e speriamo non si fermerà, ma proseguirà nel tempo. Di Umberto che dire... oltre essere un grande musicista, è una persona incredibile che purtroppo non ha ancora raccolto quello che si merita.

Ho visto che siete orientati anche all'estero, come va l'indie italiano fuori dai confini?

Sinceramente abbastanza bene... abbiamo raggiunto accordi per la distribuzione dell'intero nostro catalogo in Giappone, Cina e Hong Kong, Canada, Belgio e Olanda, Spagna, Portogallo, Francia e Inghilterra; le cose sembrano andare molto bene: in Estremo Oriente hanno apprezzato molto i nostri lavori ed è stato per lo meno curioso vedere al di sotto dei nostri cd delle note in giapponese! In Italia ci sono alcuni gruppi ed etichette ai quali i confini nazionali vanno decisamente stretti, ad esempio non ci meraviglieremmo affatto di vedere l'ottimo lavoro di gruppi come Studio Davoli, Rosolina Mar, Settlefish, e Midwest riconosciuto anche all'estero... o almeno ci piacerebbe fosse così!

Una piccola descrizione per ognuna delle vostre ultime produzioni.

Che dire...il cd di Enrico e dei Frida X è un disco emozionante, un insieme imprescindibile di parole, suoni e colori che racchiude la poesia di un viaggio a bassa velocità attraverso un'Italia autentica... un disco da amare.

L'album dei Fine Before You Came è invece proprio uno di quei dischi senza confine, una musica che va oltre la classificazione dei generi e non può che arrivare dritta al cuore... inoltre ha un booklet unico e davvero bellissimo realizzato dai ragazzi di Heartfelt (www.heartfelt.it).

Tomviolence, Milaus e Three In One Gentleman Suit hanno realizzato tre dischi diversi l'uno dall'altro: tutti e tre mostrano un'urgente necessità di esprimersi, un approccio ed una passione per il rock'n'roll davvero unici, tre band da amare e, per chi non lo avesse ancora fatto, da scoprire senza alcuna esitazione... Provare per credere.

Osvaldo Piliego

 

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