Suiteside records
Scritto da Osvaldo Piliego    Venerdì 13 Luglio 2007 17:12    PDF Stampa E-mail
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L'etichetta protagonista di questo numero di Cooclub.it è la Suiteside Records. Monica Melissano, di chiare origini salentine, è da anni animatrice della scena indie italiana. Oggi Suiteside cambia casa, da Bologna a Genova, ma non cambia stile: aperta ai generi e al nuovo, sempre in movimento. Ne abbiamo parlato con Monica.

Assolutamente sì. La musica non può essere qualcosa di avulso dalla vita quotidiana. Ricordate i versi di Morrissey? "Hang the dj, ‘cause the music he constantly plays don't tell nothing to me about my life". Ecco, suonare senza l'impulso di comunicare è - posso scriverlo? - una masturbazione. Che poi la canzone, o perlomeno un riff, un ritornello, siano spesso il mezzo più efficace per farlo è un'esperienza di ognuno. Per me la musica ha sempre avuto un'importanza non certo di sottofondo. Credo nelle canzoni che si riascoltano dopo anni e anni e fanno provare le stesse sensazioni ed emozioni, credo in frasi che entrano in testa e danno un senso ai propri pensieri e al proprio vissuto. E non sopporto l'idea che ci voglia una preparazione specifica e settoriale per poter "comprendere".

Come nasce l'idea di un'etichetta, quale folle meccanismo ti ha spinto in questa impervia avventura?

Il caso, solo il caso. Ho iniziato per passione e amicizia a curare il booking e la promozione dei Rollercoaster; vedendo che le cose andavano bene altri gruppi mi hanno chiesto di fare lo stesso. Poi io sono un po' accentratrice, nel senso che non mi piace delegare, non avere il controllo su quel che accade, e allora piuttosto che far uscire il loro primo album per un'etichetta già esistente si è preferito aprirne un'altra. Quando (nel 2001) in giro comunque di indies ce n'erano ancora poche.

Tu sei da molti anni nella scena indie italiana, come si è evoluta o meglio com'è cambiata?

Bhè, appunto, all'inizio eravamo in pochi, e ci si arrangiava. A volte facendo passi azzardati. Sbagli dai quali chi è arrivato dopo ha tratto vantaggio, nel senso che le nuove indies hanno le spalle parate a livello di budget fin dall'inizio, si sanno muovere meglio a livello di accordi di mercato. Molti ora mettono comunque la sopravvivenza dell'etichetta come fine ultimo, anni fa si credeva di più nei gruppi, ci si "sporcava" di più le mani, si azzardavano scommesse non da poco per spingere un disco. Ora mi sembra che i gruppi siano soprattutto manager di se stessi, e l'etichetta sia solo un aspetto della loro attività. Un po' come il calcio... i giocatori il cui nome è indissolubilmente legato a quello di una squadra non ci sono più.

Quale tipo di rapporto stabilisci con le tue band, se non sbaglio sei un po' come una mamma, ti occupi anche del booking...

Macchè mamma.... hai presente la signorina Rottenmeier di Heidi? Ecco, così bisogna fare! A parte gli scherzi, il booking è la prima cosa, se il gruppo non suona è insoddisfatto, e non si recuperano le spese. Il disco alla fine è solo un mezzo per far parlare del gruppo e procurargli date. Poi più che altro mi sento un "tramite", nel senso che a volte sto ore a parlare coi gruppi per fargli capire come funzionano le cose a livello di live, di promozione, per non creare false aspettative, per non deluderne altre, per concordare assieme le priorità. Che non sono uguali per tutti.

Il tuo catalogo, o almeno le ultime produzioni in pochissime righe...

Sono molto fiera di aver pubblicato due album agli antipodi. Il nuovo album dei Morose, On the back of Each Day, prodotto da Fabrizio Palumbo dei Larsen, che è intenso, doloroso, oscuro. E Public Talks, l'esordio dei genovesi The Banshee, registrato da Giuseppe Barone (Valvola, Shado rec.), che è graffiante, scanzonato, garage pop vintage con un orecchio ai Jam e l'altro ai Franz Ferdinand. Sarebbe come dire che Il Cielo sopra Berlino è meglio del primo Guerre Stellari. Sono due cose diverse, e per fortuna, in momenti diversi, mi ritengo in grado di apprezzare entrambi.

Cosa bolle in pentola, in casa Suiteside?

Il nuovo album di Prague, coprodotto con la label di Alessandro, Eaten by Squirrels, in uscita in primavera. Poi vediamo, ho contatti per un altro bel gruppo all'esordio, e vorrei finalmente avere in catalogo qualche licenza dall'estero.

Che rapporto hai con il Salento?

Pesante. Nel senso che ci sono tornata dopo due anni e i parenti mi hanno "bbinchiata" di orecchiette con le cime di rapa, carciofi fritti, caffettini con panna della Chantilly, rustici...1 kilo e mezzo in più in quattro giorni! A parte questo, il fatto che due anni e mezzo fa mi sia trasferita da Bologna a Genova la dice lunga su quanto mi mancavano il mare, il clima mite, lu ientu e il pesce fresco. Mi piacerebbe poter contribuire a qualche evento salentino, prima o poi, per portare un po' della mia esperienza e contatti a creare qualcosa lì, come voi state facendo.

Osvaldo Piliego

Ascoltando il vostro catalogo, la prima cosa che colpisce è la varietà delle proposte, poi si scopre che esiste una traccia, un solco che accomuna i gruppi: la canzone. Alla Suiteside piacciono le canzoni?

 

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