| EMILIO SOLFRIZZI | ||||
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Tutti pazzi per... Emilio. Continua senza sosta l'ascesa dell'attore barese Emilio Solfrizzi tra tv (a novembre ritorna sugli schermi con Tutti pazzi per amore 3) e cinema.
Dal successo di Femmine contro maschi alla nuova opera di Eugenio Cappuccio Se sei così ti dico di sì, che uscirà nelle sale il 15 aprile, la carriera di Solfrizzi vive un momento particolarmente felice. Intanto la scena del bacio tra Emilio e Belen Rodriguez stuzzica la curiosità dei fan e non solo. Ne abbiamo parlato con l'attore. Emilio, cosa hai provato durante la scena del bacio?È stato un bacio professionale e poi Belen era molto tesa non avendo esperienze cinematografiche alle spalle. È stato un bacio bello e facile proprio perché si trattava di Belen, l'emblema del terzo millennio. Se al suo posto ci fosse stato Nino Frassica non sarebbe stato così facile... Com'è stata l'esperienza con Eugenio Cappuccio? Eugenio è un regista di grande talento e avevo voglia di lavorare con lui. Sono entusiasta di essere stato diretto da un regista innamorato della Puglia. Quando mi ha detto che avremmo girato a Savelletri mi ha aperto le porte del cuore. Ancora una volta è la Puglia la location di lungometraggi "nazionali". In effetti c'è una fotografia eccezionale, merito anche di Gian Filippo Corticelli, poi c'è la forza del mare, le luci e i colori tipici della nostra regione. Raccontaci in breve la trama del film. È la storia di un cantante di successo, Piero Cicala, che ama molto poco la sua unica hit estiva che lo ha reso famoso negli anni Ottanta. Nel corso degli anni, però, non è riuscito a riannodare i fili con il suo pubblico ed è caduto nell'oblio. Lo ritroviamo a lavorare come cuoco nel ristorante della ex moglie. È un ex marito, un ex cantante, insomma un fallito a tutti gli effetti. Come un fulmine a ciel sereno viene invitato ad una trasmissione dedicata alle meteore della musica, a Roma. Qui sfiora per caso Talìta Cortes (Belen), una stella mondiale del mondo dello spettacolo molto chiacchierata nel gossip. Talìta è un'icona del momento e del nuovo modo di fare fortuna tramite bugie e sotterfugi. Improvvisamente la vita di Piero cambia, parte per l'America e riesce a riscattarsi, eseguendo una sua canzone che era stata scartata a Sanremo. Sei uno tra i protagonisti di Femmine contro Maschi di Fausto Brizzi. Cosa ne pensi della guerra dei sessi? Ma quale guerra? Io mi auguro che si arrivi presto alla parità dei diritti. L'8 marzo ho partecipato con onore ad una manifestazione dedicata alla festa della donna e vorrei dare concretamente il mio contributo a rendere il nostro paese più adatto alle donne. Se le donne si emancipassero e fossero davvero a loro agio, vivremmo in un paese più evoluto. Guardando il film di Brizzi si capisce che vi siete divertiti a girarlo... Infatti con Luciana Littizzetto, Claudio Bisio, Fabio de Luigi e gli altri si è trattato di tanto divertimento e poco lavoro! Con Luciana, poi, è stata un'esperienza di lavoro memorabile. Domanda banale: come mai Toti e Tata non hanno sfondato a livello nazionale? Era un'epoca diversa e le distanze per girare l'Italia sembravano incolmabili. Noi ce la mettemmo tutta, ma forse il paese non era ancora pronto per accogliere benevolmente un duo comico con la parlata barese. I comici attuali hanno la fortuna di vivere in condizioni nettamente migliori. Ci rincuora il fatto che Toti e Tata siano rimasti nel cuore di tanti meridionali. È evidente, inoltre, che i comici pugliesi venuti dopo hanno saccheggiato molto spesso il nostro repertorio e farebbero bene a ringraziarci ogni tanto. Segui ancora la scena culturale pugliese? Vivo a Roma però continuo a seguire la scena culturale pugliese e devo dire che mi piace tanto. La cultura ha permesso alla nostra regione di fare uno scatto in avanti nella considerazione nazionale e internazionale. È molto importante, ad esempio, il contributo dell'Apulia Film Commission, che ha permesso di attrarre in Puglia risorse economiche ingenti e attraverso la creazione di nuove professionalità è stato reso accessibile ciò che prima non lo era. Lucio Lussi
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