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Pugliesi trapiantati a Bologna, da anni sulla scena, Jolaurlo è un collettivo di musicisti eclettico. Li abbiamo sentiti in occasione del loro tour con i mitici Stereo Total. Saranno ad Acquaviva delle Fonti il 26 marzo.
La vostra musica è da sempre un mix di influenze varie in modo quasi anarchico si fondono per costruire un genere nuovo, ci definisci il vostro sound? Vorrei... ma non posso, o meglio non potrei senza correre il rischio di scrivere un'antologia di tutte quelle che sono le influenze contenute nella nostra produzione musicale. E poi le definizioni le lascio ai giornalisti, che si divertono tanto con le definizioni di genere. Io posso solo svelare qualcosa sul nostro nuovo lavoro. In questo terzo disco l'attitudine punk degli Jolaurlo resta intatta ma di diverso c'è il tentativo di "attuare" quell'anarchia di cui parli, con un linguaggio molto preciso e imperativo: l'elettronica. Lessi una bellissima intervista a Brian Eno dove descriveva la musica elettronica come un linguaggio perfetto, traducibile in numeri, frequenze, bpm puntuali. Mentre il Rock e il Punk li descriveva come il caos, l'imprecisione, l'imprevedibilità. "Meccanica e Natura" è il nostro ennesimo tentativo di convivenza fra gli opposti un "modo" di essere , non solo di suonare.
Siete da molti anni sulla scena musicale, come siete cambiati e come avete visto cambiare la musica intorno a voi? Sono cambiate tante cose dal 2000 ad oggi, la gente passa molte più ore al pc che nelle piazze. La musica si ascolta molto più su youtube che ai concerti. Siamo tutti un pò più distratti, fagocitiamo input con la velocità della fibra ottica, adoriamo un gruppo per un mese e il mese dopo è già vecchio. Dall' ipod, all'hard disk e dall'hard disk al cestino, tanto poi li "riscarico" quando mi va. Mentre prima passavo ore da Nannucci, ora brancolo nei meandri della rete dove mi capita di conoscere progetti interessanti e con sound molto ricercati e precisi. L'età media si è abbassata, scopro dischi d'esordio di ragazzi giovanissimi con produzioni della madonna e con una consapevolezza che chissà se io avrò mai. Parlo di band come The XX, Anna Calvi e altri fenomeni britannici con dischi d'esordio da cui trarre spunti per almeno altri dieci anni. In Italia la tendenza nell'indie non è poi tanto differente, ci sono progetti molto interessanti che in questi dieci anni sono emersi piacevolmente, dal neo cantautorato Italiano con la giovanissima e ruvida esponente Simona Gratchen, al Pop onirico di Denise, dal Synth Rock dei giovanissimi Phinx alla Dub Step dei precoci e validissimi Aucan.
Sempre in giro, un po' nomadi anche per natura, siete pugliesi trapiantati a Bologna, quest'anima migrante è parte della vostra musica? Senz'altro la nostra provenienza Pugliese ha influenzato la nostra produzione, Bologna per fortuna è ancora un teatro dove va in scena di tutto, ed è stato il luogo ideale dove sperimentare il cambiamento. La Puglia è una regione meravigliosa, solo che quando ci vivevamo non lo sapevamo ancora. Come in tutte le cose, se ne capisce l'immensa bellezza solo quando la si osserva da lontano. In generale comunque tutto ciò che avviene nella nostra vita viene frullato e digerito dai nostri amplificatori, in questo nuovo disco a questo punto c'è anche Londra e un pò di Berlino!
Cosa raccontano le vostre canzoni? Quale immaginario ti stuzzica quando scrivi? La realtà è la cosa più assurda e bizzarra che io conosca, quindi diciamo che traggo spunto da ciò che vivo e che mi accade e se un giorno non mi accade nulla, apro il giornale e traggo ispirazione da un mondo che sembra lo scenario descritto da George Orwell in 1984. Scrivo di libertà sessuale, di amori finiti male, critico fortemente i media classici come la televisione e scrivo di tutte le paure che ci perseguitano e che ci rendono fragili, insomma scrivo canzoni allegre...
Ci parli della vostra natura elettro/acustica? L'anno scorso abbiamo fatto un minitour in trio in cui suonavamo macchine, synth e strumenti acustici. Ci è piaciuta molto come esperienza, perché ci ha messo a stretto contatto con il pubblico e perché le due dimensioni, apparentemente molto lontane, dialogavano in maniera coerente e solida fra loro. Penso che siano l'espressione del passato e del futuro che incontrandosi danno origine al presente.
Presto sarete in tour con i mitici Stereo Total, a tal proposito ci parli un po' delle vostre influenze? Sì..siamo ultracontenti di questa cosa. Gli Stereo Total sono i genitori di quell'estetica dove la parola d'ordine è DO IT YOUR SELF, che ha ispirato prima il punk e poi il rock'n'roll e tutta la scena electro Low-Fi britannico, e franco-berlinese. Noi li adoriamo, abbiamo fatto centinaia di festini con la loro musica e ora condivideremo il palco e i camerini. Non vedo l'ora. Le nostre influenze? Faccio prima nel dirti cosa non influenza gli Jolaurlo: la televisione, gli accordi maggiori, i ritornelli con i violini, le soluzioni definitive!
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