Mathew Jonson
Scritto da Ludovico Fontana    Martedì 08 Luglio 2008 11:39    PDF Stampa E-mail
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Adora Bach e Rachmaninov, e la sua musica trae ispirazione (anche) dai culi delle ragazze che ballano davanti a lui. Niente di nuovo, l'arte è stata spesso ispirata dalle forme. Mathew Jonson, 29 anni, nato e cresciuto in Canada (con una piccola parentesi da bambino in Nuova Zelanda), da novembre a Berlino, è uno dei guru della techno-jazz, anzi "tech-fusion", come è stata definita. In sostanza, è osannato dai critici musicali per i raffinati progetti musicali di cui fa parte come Cobblestone Jazz e Modern Deep Left Quartet, e nel frattempo gira il mondo come deejay solista, facendo muovere i ragazzi certamente poco attenti alle sue ricercatezze musicali. Lo scorso aprile è giunto anche allo Zenzero di Bari.

Nelle tue biografie c'è scritto che sei un bambino prodigio, che suonavi sin da piccolo.

Sono cresciuto in Canada, vicino Vancouver. Suonavo nella banda cittadina e ho studiato la musica classica. Ero abbastanza bravo. Poi a 10 anni ho scoperto l'elettronica, a 18 ho cominciato a esibirmi ed è cominciata la mia carriera.

Che musica ascolti?

Di tutto: classica, jazz, hip hop.

Di musica classica cosa ascolti?

Mi piacciono Bach e Rachmaninov. Di quest'ultimo, in particolare, ascolto spesso il secondo dei Cinque pezzi per pianoforte.

Di jazz cosa ti piace?

Miles Davis e Thelonious Monk. E poi adoro il rap, lo ascolto sin da ragazzino. Amo la Old school: Public Enemy, Nas...

Ascolti o conosci la musica italiana?

Mi piace la musica italiana tradizionale, ma non mi ricordo i titoli (ride)

La critica ti osanna per il tuo progetto Copplestone jazz, che condividi con Danuel Tate e Tyger Dhula Ti piace di più esibirti con loro o da solo, nei club, come deejay?

Sono sicuramente due cose diverse. Con i Cobblestone ci divertiamo molto. Dialoghiamo musicalmente, come nei gruppi jazz, anche se usiamo strumenti elettronici. Il pubblico è forse più esigente. Ma mi piace anche esibirmi come deejay techno, vedo la gente divertirsi ed è molto bello.

Da cosa trai ispirazione per la tua musica? Per esempio, questa serata allo Zenzero ti ha ispirato qualche nuovo pezzo?

No, la musica che compongo è molto meditativa, nasce da stati d'animo, nasce a casa mia, nel mio studio. Quando faccio il deejay non penso a musica nuova da comporre. L'ispirazione però può nascere anche dai culi delle ragazze che ballano davanti a me (ride ancora)...

Chi ti piace di più tra Aphex Twin e i Chemical Brothers, per i quali hai realizzato un remix?

Aphex Twin, senza dubbio. Quando ero più giovane, mi piacevano di più i secondi, ma ora i miei gusti musicali sono cambiati. Mi piacerebbe tantissimo lavorare con Aphex Twin, Squarepusher e altri grandi nel loro genere.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Vivo a Berlino dallo scorso novembre, e stiamo sistemando lo studio di registrazione.  E in cantiere c'è anche una collaborazione con Goldie.

Sei soddisfatto della tua etichetta, la Wagon Repair?

Molto. È un'esperienza molto bella perché siamo tutti amici. E ho la possibilità di produrre tanti generi musicali diversi, dall'elettronica al rock'n'roll.

 Ludovico Fontana

 

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