FAUSTO BRIZZI
Scritto da Lucio Lussi    Lunedì 21 Febbraio 2011 11:11    PDF Stampa E-mail
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Fausto Brizzi fa parte della nutrita schiera di giovani registi italiani pur viaggiando intorno ai 43 anni. "Nel nostro paese solo gli sportivi hanno la fortuna di essere dei pensionati straricchi a 35 anni - dichiara il regista di Notte prima degli esami, Ex e Maschi contro femmine - se tornassi indietro scegliere la carriera sportiva, non quella cinematografica". Brizzi in queste settimane sta sbancando nuovamente il botteghino con Femmine contro maschi, sequel di Maschi contro femmine uscito in autunno. "Sono due film sui difetti degli uomini e delle donne e sulla guerra tra i sessi", spiega il regista romano, che ha finito di scrivere il suo nuovo lungometraggio, Sex, che sarà girato interamente in 3d. Nella guerra tra i sessi chi ne esce vincitore? Questo il regista non lo dice, ma dà una delucidazione molto attuale del tradimento: "Le coppie più felici sono formate da persone che si tradiscono vicendevolmente". Giudizio personalissimo ma non tanto lontano dal vero! Per il momento, attendiamo il suo nuovo film sulle ipocrisie legate al sesso e continuiamo a sperare che scelga presto il Salento come scenografia di un futuro lungometraggio: "I miei amici mi invitano spesso giù da voi, sia per le vacanze che per girare un film. E prima o poi lo farò".

Fausto, quando dirigi o scrivi un film il tuo obiettivo è far ridere o dipingere un ritratto agrodolce del nostro paese?
"Entrambe le cose vengono in automatico. In primo luogo voglio far ridere, poi il resto viene da sé. Attraverso le scene comiche viene fuori la realtà".

Maschi contro femmine e Femmine contro maschi: da quale idea sei partito per fare questi due film?
"Ho voluto mettere in scena un conflitto universale, quello tra l'uomo e la donna. La "tecnica del conflitto" è uno dei fondamenti che vengono insegnati nelle scuole di sceneggiatura. Ho fatto due capitoli per elencare in uno i difetti degli uomini e nell'altro i difetti delle donne. Le due parti, però, sono autonome, infatti si può vedere il secondo senza aver visto il primo".

La guerra dei sessi era già presente in Ex, il tuo terzo lungometraggio.
"Si. La guerra dei sessi è in corso nella nostra società che sta vivendo una trasformazione sotterranea: i maschi stanno diventando più femminili e le donne più maschili, anche se le differenze di base rimangono incancellabili".

Molto spesso parli del tradimento. E' un'eccezione o una condizione normale delle coppie attuali?
"Io ne parlo perché dovrebbe essere una cosa superabile. Banalmente potrei dire che si tratta di un condizionamento culturale ma, a ben guardare, il tradimento sembra essere diventato un dono per la coppia. Le coppie dei miei amici che funzionano meglio sono quelle che si tradiscono vicendevolmente e in maniera autorizzata, ma preferiscono non dirselo perché ammetterlo farebbe molto male. La conclusione è che il tradimento rivitalizza il rapporto di coppia".

In Femmine contro maschi, il benzinaio Piero (Emilio Solfrizzi) perde la memoria in seguito ad un incidente. La moglie (Luciana Littizzetto) decide di riformattarlo trasformandolo nell'uomo perfetto, ma alla lunga non sembra una mossa vincente. Se dovessi formattare qualcuno o qualcosa cosa formatteresti?
"Il mio carattere sinceramente mi piaciucchia. Forse cambierei alcune scelte professionali e tenterei la carriera sportiva al posto di quella cinematografica. Nel cinema a 35 anni sei ancora un giovanissimo, nello sport invece sei un pensionato straricco e puoi dedicare il resto della vita agli hobbies. Chi fa sport ha tanti privilegi. Io mi accontento di inserire scene "sportive" nei miei film".

In che modo hai scelto il cast?
"Il cast era stato scelto da tempo e il copione è stato scritto su misura per gli attori. Con alcuni avevo già lavorato, con altri, invece, aveva voglia di lavorarci. Adesso invece sto finendo di scrivere il prossimo film, intitolato Sex, e so già chi sarà l'attore protagonista".

Qual è il legame tra Ex e Maschi contro femmine / Femmine contro maschi?
"Impianto corale a parte, non c'è nessun legame. Sono due film piuttosto lontani. Ex è più malinconico, almeno nelle intenzioni, infatti non stupisce che gli ultimi due film siano andati meglio al botteghino. Bisio all'inizio di Ex afferma che l'amore è una faccenda che dura mille giorni e poi svanisce".

Com'è stato dirigere l'attore pugliese Emilio Solfrizzi?
"Anch'io ho origine pugliesi e poi Emilio mi fa ridere da sempre. Quando parla sembra mio zio o mio padre, che è originario di Minervino Murge. In Puglia ho ancora infornate lunghissime di cugini, ecco perché sbanco al botteghino soprattutto nei cinema pugliesi. Avevo già lavorato con Emilio per Sei forte maestro".

Come ben sai faceva parte del duo Toti e Tata. Come mai secondo te non hanno sfondato insieme a livello nazionale?

"Nel loro periodo c'è stato un buco di trasmissioni comiche. Loro si sono trovati in mezzo tra Drive in e Zelig e in tutti quegli anni non c'è stata una trasmissione comica di levatura nazionale".

Notte prima degli esami è un film generazionale. Dopo 5 anni quali sensazioni ed emozioni ti ha lasciato?
"E' un film che non ho più visto. Non amo rivedere le mie cose perché le trovo piene zeppe di difetti. Soltanto l'applauso in coda al film è un godimento. Notte prima degli esami è l'unico film autobiografico che abbia scritto e il protagonista interpretato da Nicolas Vaporidis, ricalca perfettamente la mia esperienza, anch'io infatti ho mandato a quel paese un professore e ho dovuto cambiare liceo. La stanza del protagonista, inoltre, è stata riempita con i miei poster, i miei oggetti e tutte le mie cose che sono ancora nella stanza a casa dei miei genitori. E' stato questo il modo per creare una camera identica a quelle di allora, non c'era scenografo che tenesse".

Dove va il cinema italiano nel 2011?
"E' un momento falsamente trionfale. Hanno successo le commedie ma ad essere indietro sono gli autori. L'anno scorso è uscito Vincere di Marco Bellocchio, un film ricercato e ben fatto che mi ha entusiasmato molto, ma non è una novità che Bellocchio sia uno dei più grandi registi del nostro paese, il problema è che i giovani registi, i trentenni per intenderci, hanno paura di osare".

La paura sembra essere una costante delle giovani generazioni. Quali sono le cause secondo te?
"Sinceramente non lo so, a volte serve un'idea e spesso è proprio quella che manca. Chiediamoci come mai in Italia non ci sia mai stato qualcosa di simile a The Blair witch project".

Il mondo della cultura è stato colpito dai tagli ai finanziamenti pubblici. Un problema in più che lo spettacolo e il cinema devono affrontare.
"E' un grave danno. Le opere prime e seconde devono essere salvaguardate. Io sarei il primo a non essere qui senza il Fondo unico per lo spettacolo, infatti Notte prima degli esami è stato in parte finanziato dal Fondo, tutti soldi che poi ho restituito".

Che te ne pare dell'attuale situazione politica italiana?
"E' molto più comica di quella che possiamo creare noi registi saltimbanchi. I film di Albanese, di Giulio Manfredonia ad esempio... La realtà supera davvero la fantasia. Dovrebbero essere i comici e i pagliacci a far ridere, non i politici, ma ormai è tutto capovolto".

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
"Ho quasi finito di scrivere il nuovo film, Sex, e presto inizierò a girarlo. E' un film sulle ipocrisie relative al sesso, sarà girato a Torino interamente in 3d e sarà un film molto americano".

Un film esportabile all'estero?
"Si, ma anche Ex è stato esportato in 40 paesi e sono già iniziate le trattative per Maschi contro Femmine. Se il film è legato all'oggi, alla situazione attuale, e non troppo all'Italia, è più facile esportarlo".

Girerai mai un film nel Salento?
"Penso proprio di si, ho tanti amici nel Salento che mi invitano sia per le vacanze che per girare un film. Sicuramente mi sentirei a casa e prima di girarlo mi farei una scorpacciata di tutti i film ambientati in Puglia".

Per concludere, ti chiedo un giudizio sincero sui tuoi colleghi.
"Una cosa buffa, e che non tutti sanno, è che i registi che stanno avendo successo in questo periodo sono amici nella vita di tutti i giorni e hanno collaborato. Nunziante, Miniero, Lucini e tanti altri. Tra noi ci conosciamo tutti e stiamo dando vita ad una benefica concorrenza, simile a quella che c'è nelle partite di calcetto tra amici.

Lucio Lussi (da Il Paese Nuovo)

 

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