Scritto da Lucio Lussi
Giovedì 17 Febbraio 2011 13:19
A qualche mese dall'uscita del secondo album "Vivere negli anni X", abbiamo intervistato Alessandra Contini e Gianluca de Rubertis, ideatori e membri de Il Genio. Tra il resoconto dei pro e dei contro dell'anno appena trascorso e la previsione dei progetti per il 2011, con Alessandra e Gianluca abbiamo parlato della scena musicale salentina, del giovane cantautorato italiano, della musica indie e del nuovo album che... non ha un tormentone.
2010: i pro e i contro dal punto di vista professionale Alessandra Contini (A.C.): "Allora, tra i pro sicuramente il molto tempo che abbiamo avuto per preparare il nuovo album, un album che ci soddisfa molto! Nonostante sia uscito in estate, non avendo molto rilievo in fase di lancio, in autunno la situazione è migliorata nettamente e il singolo "Tahiti Tahiti", uscito ottobre, è andato molto meglio. Mentre il primo singolo ("Cosa dubiti", nda) aveva girato solo sulle radio più piccole, "Tahiti Tahiti" è passato anche sulle radio nazionali, come Deejay. Tra i contro, sicuramente la poca attività live che ho fatto quest'anno". Gianluca de Rubertis (G.d.R.): "Far uscire l'album a giugno non è stata una scelta azzeccatissima, perché l'estate è un periodo strano. La vera uscita è slittata all'autunno permettendoci di non essere nuovamente fagocitati dal punto di vista della promozione".
Quali sono i progetti per il 2011? A.C.:"Mi costruirò un bunker per il 2012 (ride) e starò sempre in giro a suonare". G.d.R.: "Per adesso abbiamo fatto uscire due singoli, e ora è in circolazione "Roberta" il secondo singolo tratto dall'album "Romanzo Criminale il cd", prodotto dalla Emi e ispirato ai personaggi della serie televisiva di successo. Lasciamogli un po' di tempo per circolare al meglio.A febbraio potrebbe uscire un terzo singolo dell'album "Vivere negli anni X", ma ancora non ne siamo sicuri. Nel nuovo anno, inoltre, faremo tanti concerti ora che siamo approdati ad una nuova agenzia, la Virus, e a fine gennaio partirà il nuovo tour con in programma molte date e tutte le tappe che non sono state fatte fino ad ora".
Qual è il fil rouge che unisce il singolo del primo album "Pop porno" al nuovo singolo "Tahiti Tahiti"? A.C.: "Sono due pezzi scritti dalle stesse persone". G.d.R.: "Sono due pezzi dalla forte componente ludica, nei quali è prevalente il gioco, forse perché li abbiamo scritti insieme divertendoci".
Come nascono le vostre liriche? G.d.R.: "Liriche? Mi viene in mente Carducci... Le odi barbare di Alessandra Contini (ride). I testi del primo disco erano il frutto di un contatto più stretto tra me e Alessandra, che mi ha ospitato nella sua casa di Milano. Il secondo disco è, invece, più episodico dal punto di vista della vicinanza fisica. I due singoli li abbiamo scritti insieme, e infatti rappresentano alla perfezione Il Genio, altri episodi, però, sono più personali". A.C.: "Alla base c'è sempre la forte voglia di scrivere un pezzo e suonarlo. Con Gianluca a volte lavoriamo insieme, altre volte individualmente. Partiamo da un provino e poi facciamo una bozza. L'inizio è rappresentato dal suono presente nel provino al quale vengono applicate le sonorità del finto cantato. Molti testi, poi, sono ispirati dalle nostre frequenti discussioni, proprio come "Non è possibile" che tratta un argomento (l'uomo sulla luna) di cui avevamo ampiamente discusso".
Com'è nato il testo di "Cosa dubiti"? A.C.: " È nato in casa, abbiamo fatto un provino sul Mac e poi abbiamo buttato giù un pezzo con sonorità "spy". Ci è venuta voglia di dare vita ad un dialogo in cui l'uno e l'altra si contendono alcune motivazioni per giustificare un ipotetico tradimento".
Ditemi un artista locale, uno italiano e uno internazionale che siano alla base delle vostre influenze - ispirazioni A.C.:"Di locale.... sono influenzata dalla vocalità di Adriano Pappalardo. Nel panorama nazionale, invece, apprezzo molto Max Gazzè, ma visto che sono una persona contaminata musicalmente non sempre mi rendo conto delle ispirazioni. Internazionalmente parlando, invece, sono sempre stata patita dei gruppi con bassiste donne, come i Pixies... Fanno parte del mio bagaglio musicale anche i Blonde Readhead, Charlotte Gainsbourg e la musica che viene dal Giappone, Cibo Matto e Pizzicato Five su tutti". G.d.R.: "A 34 anni mi ritengo già ben formato. La mia esperienza parte dalla musica classica, che ho suonato, amato e continuo ad ascoltare. Sono stato influenzato da tante cose, ma ascolto molto poco la musica in generale, quella che ci viene propinata da altri, e preferisco ascoltare la musica che vado a ricercare tra mille difficoltà. A livello locale, non saprei davvero quale nome fare, forse perché la nostra musica è più esterofila che italiana. Piero Ciampi, invece, può essere uno degli ispiratori nel panorama nazionale. Della musica internazionale un nome su tutti è quello dei Pink Floyd, retaggio del mio passato di tastierista degli Studio Davoli".
Avete suonato all'estero. Ci parlate di questa esperienza? A.C.: "A Parigi abbiamo avuto un'accoglienza molto calorosa. Abbiamo suonato con altri due gruppi in un teatro ed era un giovedì sera dedicato alla musica italiana. É stata un'esperienza affascinante. In Belgio si è trattato di una data gestita da un italiano, e sembrava davvero di essere in Italia". G.d.R.: "Abbiamo suonato a Parigi e in Belgio e mi sono reso conto che la nostra musica può essere veicolata meglio all'estero che in Italia. Nonostante questo, viviamo a Milano, una città che ci sta dando uno spazio importante dal punto di vista musicale e dove collaboriamo con tanti amici, e la nostra base di partenza resta l'Italia".
Beatrice Antolini ha detto che all'estero il pubblico è più empatico e colto. Confermate? G.d.R.: "Si è vero, c'è un sostrato di attenzione molto più alto rispetto alla nostra cara Italietta bloccata quasi su tutto". A.C.: "É vero. Soprattutto a Parigi ho avuto questa sensazione, forse perché prima di suonare ci hanno fatto un'intervista lunghissima con domande molto interessanti. Si vedeva che erano realmente interessati alla nostra musica. "Pop Porno" ha acceso i riflettori sulle nostre personalità, infatti in molti casi troviamo gente interessata più a noi due che alla nostra musica. In Francia, invece, è avvenuto il contrario".
Come stanno andando le vendite dell'album? G.d.R.: "Molto bene, considerati i tempi e la situazione generale del mercato discografico. Abbiamo raggiunto un risultato di tutto rispetto: 2500 copie vendute".
Cosa deve fare un gruppo salentino per far circolare stabilmente la propria musica al di là di Bari?
A.C.: "La divulgazione adesso va oltre la questione geografica. Chiunque da casa può far arrivare la propria musica in tutto il mondo. Internet ha il potere, e il merito, di aver unificato la musica mondiale. E noi siamo l'esempio lampante di queste nuove dinamiche: avevamo messo i primi pezzi de Il Genio su Myspace e da lì siamo stati contattati da quella che poi è diventata la nostra casa discografica. In qualunque parte del mondo, quindi, si possono avere le stesse possibilità. Non sempre però, questa facilità di fare musica implica automaticamente la creazione di musica di qualità". G.d.R.: "Oggi è tutto più facile ed è possibile far ascoltare la propria musica anche a New York. Probabilmente il tutto dipende da quanto un artista sia capace di proporsi. Questo porta ad avere in giro tantissima musica, non tutta di qualità ovviamente, ma ogni tanto qualcuno riesce a spiccare e distinguersi anche nella nostra piatta e mediocre democrazia".
Cosa ne pensate della scena musicale salentina? A.C. "É copiosa, ci sono tantissime persone che suonano e molti sono riusciti ad emergere dal Salento e dalla Puglia. Il cd Puglia Sounds uscito con XL è la prova del profondo interesse che circonda la musica della nostra terra". G.d.R.: "Il Salento è un posto singolare, popolato da molti artisti, alcuni di essi capaci di venir fuori sia nel mainstream che nella musica di nicchia e indipendente".
Appunto, indipendente. Secondo voi "indie" è un genere musicale? G.d.R.: "No, indie non è un genere musicale. Ormai la differenza tra mainstream e indie è davvero sottilissima, e questo grazie anche a Facebook che ha più seguito dei Tg". A.C.: "Non è un genere musicale. Molti gruppi amano definirsi indie, ma non riesco a capire molto bene cosa vogliano dire. In teoria sono indie quei gruppi che non hanno una major, ma noi ad esempio, che siamo con la Universal, sembriamo indie a molti. Quindi è una definizione che regge poco alla prova dei fatti. Negli ultimi tempi essere indie è diventata una moda, utile per superare i problemi di etichettatura musicale e identificare un genere maturo, una musica alternativa e di qualità a prescindere".
Essere indie è un pregio o un difetto? A.C.: "Né l'uno né l'altro, ma è un pregio avere un'etichetta indipendente che ti produce e ti permette di fare musica. La possibilità di produrre la propria musica ha reso la scena musicale italiana meno esterofila. Purtroppo festeggiamo ancora Halloween" (ride). G.d.R.: "Non è né un pregio né un difetto. Ci sono due alternative: o un artista decide a tutti i costi di essere indie, oppure lo è per disgrazia perché non riesce a trovare finanziamenti aggiuntivi per fare la propria musica, e si limita a sognare le donne in pelliccia e le limousine".
Com'è cambiata la vostra vita dopo il successo di Pop Porno? A.C.: "É diventata più stressante, ma sono molto contenta perché finalmente vivo di musica. É poi è molto bello scrivere un pezzo sapendo che c'è qualcuno che aspetta di ascoltarlo". G.d.R.: "Economicamente è cambiata in maniera molto lieve. Adesso continuo a vivere a stento, ma almeno faccio a tutti gli effetti il musicista".
Quali sono stati i cambiamenti e le evoluzioni tra il primo e il secondo album? G.d.R.: "I testi e la musica sono diversi ed è avvenuto un mutamento stilistico. Del resto si cambia in continuazione anche nella musica. La nostra musica è cambiata come siamo cambiati noi". A.C.: "La differenza sostanziale è stato il tempo avuto a disposizione per dare vita all'album. Il primo album l'abbiamo composto in fretta, in un mese circa, dopo aver messo i primi pezzi su Myspace. Abbiamo composto e registrato mentre facevamo i primi concerti. Con il secondo album, invece, abbiamo avuto un anno di tempo per la scrittura dei pezzi, senza avere l'obbligo di presentarli subito. E inoltre abbiamo dato molto spazio agli arrangiamenti. Per quanto riguarda il genere, non abbiamo pensato a quale fosse il genere della nostra musica. Vediamo un po' cosa verrà fuori con il terzo album e poi ne riparleremo".
La giovane scena cantautorale italiana è molto attiva. Quali artisti seguite con maggiore interesse e curiosità? A.C.: "I Lombroso, un duo milanese eccezionale, Dente, Max Gazzè e sicuramente Morgan, un ottimo esempio di buona musica". G.d.R.: "La profonda vivacità della giovane scena cantautorale italiana è la prova che tutta quella massa di persone che cercavano di fare il verso ai Franz Ferdinand e ai Radiohead non avevano un'ascendenza reale tra la gente. Fortunatamente siamo tornati al cantautorato, il genere che viene meglio agli italiani. Purtroppo, sono ancora pochi gli artisti che usano e nobilitano la lingua italiana. In mezzo a tanta brodaglia, meglio i giovani cantautori che tanto manierismo esterofilo che lascia il tempo che trova. Un nome su tutti è quello di Dente, un amico, oltre che un talentuoso artista, capace di essere allo stesso tempo semplice ed efficace".
Di questa scena cantautorale, quale artista potrebbe degnamente rappresentare l'Italia all'estero? A.C. e G.d.R.: "Il Genio!".
Esiste secondo voi musica di serie A e una musica di serie B? G.d.R.: "No, esistono soltanto rumori che possono essere assemblati in musica o in fastidio". A.C.: "Questa è una domanda difficile. Non saprei cosa rispondere. In molti pensano che indie sia fico e commerciale sia brutto, ma in realtà non è così semplice. Non credo che esista musica di serie A e di serie B, ma è tutto molto soggettivo e ognuno sceglie la musica che preferisce. Qualche anno fa, ad esempio, ho apprezzato molto "Rosso relativo" di Tiziano Ferro.".
Per Alessandra: dai testi non è molto chiaro se la tua figura incarni o no la sensibilità femminile del gruppo A.C.: "Rappresento la figura femminile perché nel mio corpo ho in prevalenza il cromosoma X, ma la gente può vedere quello che vuole".
Nei confronti delle regole del music business apparite sempre di più come dei cani sciolti, è vero? A.C.: "Si in effetti è così, anche se molti purtroppo pensano di avere di avere di fronte due persone che amano pavoneggiarsi. Noi non siamo costruiti e siamo sinceri, ma a volte la sincerità è vista come una cosa bizzarra. Forse costruirsi secondo dei canoni ben precisi arreca più vantaggi".
Quali sono i vostri album preferiti tra quelli usciti nel 2010? A.C.: "Non saprei dire, fra tanti, quale sia stato il miglior album del 2010, ma ci sono quattro titoli che ho apprezzato molto: "High Violet" dei The National, "IRM" di Charlotte Gainsbourg, "Head first" dei Goldfrapp e "American VI: Ain't no Grave" di Johnny Cash, un album postumo, le cui tracce, però, sono state registrate nel 2003".
E per finire, vi faccio un elenco di artisti salentini. Per ognuno ditemi il primo aggettivo che vi viene in mente G.d.R.: Sud Sound System: "Antartici"; Negramaro: "Tannici"; Cesare dell'Anna: "Rapido"; Tobia Lamare and The Sellers: "Consorziali"; Superpartner: "Rosanero, non palermitani"; Fonokit: "Trini"; Populous: "Mor(r)esco, per via della Morr Music (la prestigiosa etichetta berlinese che lo produce, nda)"; Lucia Manca: "Cinciallegresca"; Banda Adriatica: "Caspica".
Lucio Lussi (da Il Paese Nuovo)
L\'Adobe Flash Player non installato o piu vecchio della versione 9.0.115!
La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...