Assalti Frontali
Scritto da Ilario Galati    Martedì 08 Luglio 2008 11:32    PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

La band capitanata da Militant A è tornata ed è più arrabbiata che mai. Un'Intesa Perfetta, appena pubblicato dalle edizioni musicali de il manifesto, rappresenta il settimo capitolo in quasi venti anni di storia per la crew romana. Il disco vede confermata l'ultima formazione degli Assalti, quella del fortunato Mi Sa Che Stanotte: accanto a Militant A ritroviamo infatti Pol G e Glasnost, le basi di Bonnot e la postproduzione di Casasonica. Ancora una volta radicali e militanti, ma lontani da ideologie ingessate, gli Assalti partono come consuetudine dalla periferia per spiegare il loro mondo e per creare inclusione difendendo le proprie basi sociali e cercando di conquistare territori alternativi. È la vita nelle "banlieue" che inventa nuove forme di resistenza e si fa poesia.

Un'intesa perfetta rappresenta il terzo disco per Assalti in quattro anni. L'ultimo periodo sembra essere davvero fecondo, soprattutto se paragonato al primo vostro decennio di storia. A partire da Hsl mi pare chiaro che qualcosa è cambiato.

Siamo diventati iperproduttivi (ride). Abbiamo scelto di suonare tantissimo negli ultimi anni e la voglia di fare nuove canzoni è venuta spontaneamente. Mentre chiudevamo questo disco ti confesso che stavamo già pensando al successivo. La voglia di fare è tanta.

Il nuovo lavoro conferma la formazione del disco precedente, compresa la collaborazione con Casasonica...

...si, anche perché Mi Sa Che Stanotte è stato un disco riuscito, al di là dei premi ricevuti (al Mei è risultato il miglior disco indipendente del 2006, ndr) grazie alla sintonia creativa che era nata tra di noi. Il nuovo disco sfrutta proprio questo: lo trovo particolarmente solido e potente. Mi sembra il più coerente, sia dal punto di vista sia musicale che dei testi. Poi le esperienze fanno crescere e per fortuna l'ispirazione resta sempre forte. Stando in giro, vivendo determinate situazioni, alla fine raccontiamo quello che vediamo. Siamo chiaramente politici ma raccontiamo le esperienze che viviamo sulla nostra pelle. Conosciamo il territorio e sappiamo da che parte stare... a Vicenza contro la base militare, ad Aprilia contro la Turbogas. Oggi la gente ha paura dello straniero ma le vere devastazioni le fanno le multinazionali e le banche. Noi raccontiamo quello che vediamo e cerchiamo di metterlo in musica, utilizzando anche l'ironia e la gioia perché al di là di tutto la musica è anche divertimento affinché possano nascere situazioni comunitarie.

Insomma, se non te le vivi certe cose poi non le puoi cantare...

...è la cosa fondamentale. Io capisco la disaffezione dalla politica...magari oggi fare un comizio durante un concerto può avere poco senso perché i linguaggi cambiano. Se uno racconta delle storie però, cose che ha vissuto davvero, arriva alla gente meglio che attraverso gli slogan.

Anche in questo disco c'è molta periferia, un luogo che conosci bene e magari puoi aiutarci a capire come sta cambiando.

Quello che è successo a Roma ha dell'incredibile. Un sindaco fascista... sembrava impossibile fino a non molto tempo fa. Ci propinano valori fasulli come la sicurezza e l'identità nazionale e poi non dicono che senza l'immigrazione l'economia sarebbe in ginocchio. Le nostre periferie sono attraversate da contraddizioni enormi. Ormai ricchi e poveri vivono gomito a gomito e i primi cercano di mantenere i loro privilegi. Quello che a noi interessa particolarmente è quel fenomeno che vede gli esclusi, gente altrimenti condannata ad una vita di miserie, cercare di riprendersi il diritto di parola, gli spazi, un modo di vivere dignitoso. Questo destino di esclusione per noi diventa un progetto di inclusione.

Le vostre copertine hanno sempre dei significati ben precisi. Stavolta avete scelto il simbolo dei pirati. Come mai?

Perché cercavamo una copertina che fosse un cazzotto immediato. In un momento in cui crollano i simboli abbiamo scelto il simbolo dei senza potere per antonomasia. Qualcuno mi dirà che è un po' inflazionato e commercializzato, ma il nostro teschio è particolarmente cattivo e per niente ammiccante (ride)... sembra quasi vero. E poi i pirati vivevano in una sorta di democrazia totale. Non c'era nessuna autorità che riconoscevano fuori e dentro di loro. Riconoscevano un unico capo che era quello con maggiore esperienza durante la battaglia. Per il resto dividevano tutto e conducevano una vita di fratellanza... adesso sembra difficile da ritrovare ma è quella a cui noi tendiamo sempre.

Ilario Galati

 

Contatti

Soc. Coop. CoolClub a r.l.
Sede Legale: P.tta Montale 1
Sede Operativa: Piazza Baglivi 10
73100 Lecce
Tel/Fax: 0832303707
E-mail: redazione@coolclub.it
P.IVA: 03790750750
Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

Chi Siamo

La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...


 

Social & RSS

Facebook CoolClub
Myspace CoolCLub
Editoriali
News