| The Whip | ||||
|
|
The Whip sono una delle next big thing inglesi, vengono dalla mitica Manchester e sono pronti ad atterrare da noi quest'estate al sempre verde e inossidabile Italia Wave festival. Dopo varie peripezie il festival approda quest'anno a Livorno e promette scintille. Dal 16 al 19 Luglio tutto quello che vi passa per la mente e anche un pizzico di più sarà in Toscana. Chemical Brothers, The Verve, Elio e le Storie Tese, solo per citarne alcuni, saranno affiancati dalle realtà emergenti più interessanti come The Whip. Abbiamo parlato con Bruce, frontman della band. Tu e Danny suonavate nei Nylon Pylon (amici di Kbc e Performance) che firmarono per London records nel 2003: poi il sogno si è infranto. Perché? Abbiamo imparato molto dalle esperienze con l'altra band, tecniche di produzione, errori da non fare, ma siamo rimasti chiusi nello studio di registrazione per un anno, cosa abbastanza ridicola; alla fine di quell'anno, con tre produttori nello stesso momento ed uno studio di registrazione fin troppo costoso, il risultato finale non suonava come la band di cui facevamo parte e siamo scoppiati: eravamo esausti e ci siamo separati, ma io e Dani avevamo delle nuove canzoni... ...e Nathan e Fiona? Ci conoscevamo perché giravamo tutti a Manchester; Dani e io abbiamo registrato delle canzoni nella cantina di un pub e gli abbiamo chiesto di unirsi a noi per suonarle dal vivo; all'epoca erano fidanzati, poi si sono lasciati, ma oramai The Whip era in pista... Una vibrazione dark vi avvicina al post-punk, ai New Order. Potreste già essere la nuova "Madchester" (il movimento indie-dance di New Order, H.Mondays, Stone Roses, n.d.t.). In più coltivate amicizie con molte band e dimostrate comunione d'intenti e fratellanza: esiste davvero la scena "new rave"? Comunque si voglia chiamare la scena, la gente con cui abbiamo avuto a che fare (Hadouken!, Simian Mobile Disco, ecc) è davvero amichevole. Ci sono gruppi che cercano di fare i duri e generare conflitti con altre band. Le persone con cui abbiamo collaborato non sono in competizione, cercano solo di stare bene creando belle feste... sono vere collaborazioni. Abbiamo remixato Hadouken! e loro hanno fatto lo stesso con noi... o per esempio tramite internet abbiamo collaborato con gli italiani Crookers: ho cantato in un pezzo e ci hanno remixato Trash... con altri ci siamo conosciuti ai party. La vostra musica è influenzata dai club e dai rave. Blackout è un tributo alla Hacienda. Come è cambiata la scena in 20 anni? Ero troppo giovane per andare nei club Acid House all'inizio, ma gli amici raccontavano dell'Hacienda: ad un certo punto spegnevano le luci e la gente cominciava ad urlare "Blackout, blackout"... è solo una storiella, ma negli anni Manchester ha mantenuto una buona "club culture", quindi alla fine è bello sapere che a casa ti aspetta altro divertimento! Avete suonato con Simian Mobile Disco: J.Ford ha registrato con Brian Eno, ArcticMonkeys, Last Shadow Puppets: lavorerete ancora insieme? Si, è stato bello lavorare con loro, sono bravi ragazzi; abbiamo iniziato a registrare l'altro disco con Jas Shaw, l'altra metà dei Simian MD (e Arctic Monkeys, n.d.t.), ma alla fine per una questione di impegni non abbiamo finito il lavoro con lui ed è subentrata altra gente. Lo Shoegaze ritorna; "Madchester" anche; molte band emergenti ripropongono sonorità anni ‘80 (Hard-fi, Franz Ferdinand, Mystery Jets). Fa piacere, ma viene da chiedersi: se non è un revival, che cos'è? Credo che tutta la musica ritorni in maniera circolare dal passato: c'è talmente tanta roba interessante! Per far muovere la musica e mettere insieme una band, devi per forza essere influenzato da qualcuno e poi spingerti oltre. Credo sia la stessa cosa che è accaduta a The Whip, partendo dai Nylon Pylon: adesso siamo diversi, ma i punti di contatto sono rimasti. In Trash dici che hai una pistola; come va a Manchester, fra armi ed uccisioni fra giovani? Tengo la testa bassa ed evito sempre la "roba dura". Sarà un po'così dappertutto, siamo persone buone armate di sorrisi, piuttosto che di pistole. Sembra che stia per uscire un nuovo album: siete velocissimi! Si! Per il primo ci è voluto tanto a causa del tour incessante; nel frattempo ci sono state altre session e i nuovi pezzi scritti fra una data e l'altra sono stati registrati nei giorni "liberi". Si parla a gran voce dei vostri live: siete potenti già su disco, quanto conta per voi la comunicazione col pubblico? Cerchiamo di metterci tutta l'energia che abbiamo, siamo spontanei, vogliamo tirar fuori dal pubblico la stessa energia così che la festa riesca per il meglio. Sarete a Glastonbury: ci sono sempre i festival "alternativi" e gli after-party che riempiono l'intera vallata? Amo quel posto; la cosa migliore è, appunto, trovare le feste parallele delle quali non conosci il programma: puoi vedere grandi band. L'anno scorso dopo quella ufficiale c'è stata una performance "segreta" in un tendone: forse è stato meglio della mattina! Divecomb ha una linea di synth quasi "giapponese" e avete eseguito il singolo proprio in Giappone: come è andata? Ci siamo andati due volte lo scorso anno ed i fan sono fuori di testa laggiù... preparano ogni sorta di regali. Poi ho potuto farmi spedire tonnellate di noodles (spaghetti giapponesi, n.d.t.)...spero di poterci tornare quest'anno perché siamo stati accolti veramente benissimo. Come vedi Lil'Fee "front-girl" del gruppo? Tanta energia e talento sembrano sprecati dietro la batteria! Scherzi a parte, è precisa come un orologio svizzero, sa anche cantare? Beh, non saprei dirtelo; non ha mai cantato più di tanto...potrebbe provarci Arriverete da noi per ItaliaWave, che accoglienza vi aspettate? Penso che ci divertiremo. Siamo venuti a Milano a marzo, ma arrivati nel locale non c'erano "spie": per problemi tecnici siamo andati via senza show... ecco perché non vediamo l'ora di tornare da voi! Buona fortuna per il tour ed il lavoro in studio. Hai qualche desiderio particolare riguardante la tua carriera? Continuare così, suonando la nostra musica, sarebbe fantastico, visti gli sforzi sostenuti fino ad oggi. Penso che ciò che amiamo coincida con l'aspirazione di qualunque band: girare il mondo.
|






