| Roberto Angelini | ||||
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Dopo il successo con Gatto Matto, improvvisamente sono ritornato sulla terra e mi sono ricordato che avrei voluto fare le mie cose. Ho avuto una forte rottura con il mio produttore e con l'etichetta. Da lì ho pensato di ripartire da zero, ricominciando a suonare nei locali di Roma, come facevo all'inizio, ricreando il terreno per una composizione iniziale. Contemporaneamente ho aperto una piccola etichetta, uno studio di registrazione. Ho deciso di vivere di musica facendo l'artigiano. Lavoro da tempo con lo stesso fonico, con una squadra di musicisti. Abbiamo tanti progetti, uno dei più importanti è questo disco. Cosa c'è dentro La vita concessa? Quali influenze, quali ascolti? C'è anche un po' di "scuola romana"? Ci sono tante cose. Nick Drake, ad esempio, influenzava la mia musica anche prima di conoscerlo bene. Poi c'è l'amore per la psichedelica, l'esempio più facile è quello dei Pink Floyd, ma c'è anche tanta musica di oggi come quella di Sigur Ros, Mogwai, Kings of Convenience, Damien Rice. Prediligo certi suoni acustici e le composizioni fatte con la chitarra. I Radiohead sono un gruppo che amo, forse quello che amo di più. In questo disco ci sono certe loro cupezze. Infine c'è un po' di scuola romana, come dici tu, giacché ci conosciamo tutti. Io e Pino Marino, ad esempio, suoniamo insieme da tanti anni. Poi mi piacciono Iron & Wine, Calexico, Piers Faccini e tanti altri. Dicembre è da un paio di anni in giro su you tube con un video particolare con sculture in plastilina realizzate da te e Stefano Argentero. La tua passione è modellare il pongo. Lo si vede anche dalle copertine. Mi è sempre piaciuto modellare il pongo e usarlo per le copertine perché mi piace l'idea di approfittare della cover del disco come se fosse un'opera. Il faccione mi rompe le scatole. Il disco così diventa una cosa mia, particolare e caratterizza il mio pensiero. Il pongo lo vedo bene con la mia musica. In questo caso mi sono affidato ad un ragazzo molto bravo che ha interpretato il titolo con il falconiere bendato. Qual è la situazione della musica indipendente italiana? Cosa pensi degli After Hours a Sanremo? Negli ultimi anni ho ascoltato tante cose belle e ogni tanto ho l'impressione che alcune abbiano anche visibilità. Credo che tutti sognino di fare una carriera come quella degli After hours, di girare con il furgone e fare tante serate a cantare le proprie canzoni. La partecipazione a Sanremo la vedo come una loro voglia di dimostrare che possono andare anche al Festival senza mediazioni, visto che sono stati invitati con i tappeti rossi. La loro presenza è un segnale importante ma contraddittorio. A Sanremo vanno tanti cantanti che non vendono dischi e non possono fare concerti con il biglietto. Quindi mi sembra più Bonolis che cerca di creare uno spettacolo interessante e invita un gruppo importante. Nell'attuale scena mi piacciono poi Alessandro Grazian, Dente, Calibro 35, Massimo Giangrande. In Italia ci sono tante cose interessanti che hanno avuto anche un buon successo come Le Luci della Centrale Elettrica, Baustelle, Il Genio. Strano tu mi risponda con tanta dovizia di particolari. Di solito la risposta è... ascolto solo musica classica... Spesso chi fa musica ascolta solo se stesso e alla fine perde il contatto con il mondo. Negli ultimi anni hai dato vita anche all'etichetta Fiorirari. Ci parli un po' di questa esperienza? La cosa che mi poteva permettere di continuare a fare la mia musica era mettere in piedi uno studio di registrazione e una etichetta per sbrigare tutta la parte burocratica. Le case discografiche si sono sempre approfittate di molti giovani ma ne pagano il conto. Oggi i musicisti devono imparare anche cosa sono le edizioni, i diritti connessi. Già ci sono pochi soldi in giro, se non si è neanche tutelati è ancora più dura. (pila)
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La carriera musicale di Roberto Angelini, cantante e chitarrista romano, sembrava destinata a quel settore dedicato alle boy band. Un ragazzo "figo", con una bella voce, con brani per adolescenti urlanti. Dopo il buon esordio con Il signor domani, premio della critica a Sanremo nel 2001, e il successivo cd celebre per il Gatto Matto, il cantautore entra in crisi, straccia il suo contratto discografico e riparte dalla sua musica, dalla sua chitarra, dai piccoli locali. Si appassiona a Nick Drake e pubblica con il violinista Rodrigo D'Erasmo, il tributo Pong Moon. Qualche giorno fa è uscito La vista concessa, il suo nuovo, atteso da cinque anni, cd di inediti. Abbiamo parlato con Roberto della sua storia e del futuro della musica italiana.


