Cesareo (Elio e le storie tese)
Scritto da Pierpaolo Lala    Domenica 08 Febbraio 2009 10:45    PDF Stampa E-mail
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La musica demenziale in Italia è sinomino da una ventina di anni a questa parte di Elio e le storie tese. Non esiste nessun cantante di questo filone e che non indichi la band milanese con un sole da seguire. Negli anni ‘80 le loro canzoni erano già diventate culto, poi con il secondo posto al Festival di Sanremo nel 1996 e con le partecipazioni sempre più stabili in trasmissioni televisive gli Eelst sono divenuti celebri anche al grande pubblico. Ironia dissacrante e testi politicamente scorretti; la loro capacità musicale però è il tratto distintivo. Nel numero dedicato alla musica demenziale loro, ovviamente, non potevano mancare. Abbiamo fatto qualche domanda al chitarrista Cesareo.

 

Com’è cambiata la musica demenziale in Italia nel corso di questi trent’anni?

Quando abbiamo iniziato la situazione in Italia era molto diversa da quella attuale. C’eravamo solo noi e gli Skiantos. Ora c’è un sacco di gente che pensa di far ridere con una chitarra e un semplice motivetto farcito di doppi sensi. In realtà è sempre importante una buona preparazione musicale per poter anche interpretare un gesto leggero e ironico. Un aspetto positivo è che in questi anni hanno inventato quel meraviglioso accessorio chiamato accordatore elettronico e in molti hanno anche deciso di usarlo.

 

Esistono secondo voi dei filoni in Italia? A chi vi siete ispirati nei vostri esordi?

Ci siamo ispirati ai Gufi, agli Skiantos, alla comicità di Monty Python ma anche a Frank Zappa. Questi sono i gruppi dai quali abbiamo attinto per quanto riguarda la nostra ironia. Poi, all’interno della band, ognuno ha le proprie preferenze e i propri gusti.

 

Nel 1996 arrivaste secondi a Sanremo, fu una sorta di sdoganamento per tutto il movimento?

In realtà c’è stato un piccolo errore - che abbiamo perdonato - in fase di conteggio delle schede. Eravamo arrivati primi; in ogni caso il nostro percorso era già definito e la partecipazione al Festival è stata sì una vetrina ma anche la conferma delle nostre potenzialità come musicisti.

 

Cosa pensate della comicità televisiva di oggi?

Fra i tanti ci piacciono tantissimo Maurizio Milani, Ale e Franz, i Guzzanti, Aldo Giovanni e Giacomo, ma anche altri come Stanlio e Ollio.

 

Progetti per il futuro?

Costruire autostrade per i giovani e stradine per gli anziani

Pierpaolo Lala

 

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