| Cesareo (Elio e le storie tese) | ||||
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Com’è cambiata la musica demenziale in Italia nel corso di questi trent’anni? Quando abbiamo iniziato la situazione in Italia era molto diversa da quella attuale. C’eravamo solo noi e gli Skiantos. Ora c’è un sacco di gente che pensa di far ridere con una chitarra e un semplice motivetto farcito di doppi sensi. In realtà è sempre importante una buona preparazione musicale per poter anche interpretare un gesto leggero e ironico. Un aspetto positivo è che in questi anni hanno inventato quel meraviglioso accessorio chiamato accordatore elettronico e in molti hanno anche deciso di usarlo.
Esistono secondo voi dei filoni in Italia? A chi vi siete ispirati nei vostri esordi? Ci siamo ispirati ai Gufi, agli Skiantos, alla comicità di Monty Python ma anche a Frank Zappa. Questi sono i gruppi dai quali abbiamo attinto per quanto riguarda la nostra ironia. Poi, all’interno della band, ognuno ha le proprie preferenze e i propri gusti.
Nel 1996 arrivaste secondi a Sanremo, fu una sorta di sdoganamento per tutto il movimento? In realtà c’è stato un piccolo errore - che abbiamo perdonato - in fase di conteggio delle schede. Eravamo arrivati primi; in ogni caso il nostro percorso era già definito e la partecipazione al Festival è stata sì una vetrina ma anche la conferma delle nostre potenzialità come musicisti.
Cosa pensate della comicità televisiva di oggi? Fra i tanti ci piacciono tantissimo Maurizio Milani, Ale e Franz, i Guzzanti, Aldo Giovanni e Giacomo, ma anche altri come Stanlio e Ollio.
Progetti per il futuro? Costruire autostrade per i giovani e stradine per gli anziani Pierpaolo Lala
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