Gianluca Morozzi
Scritto da Antonietta Rosato    Domenica 08 Febbraio 2009 10:33    PDF Stampa E-mail
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Gianluca Morozzi è uno degli autori più duttili e prolifici. Bolognese, di nascita e di sfegatata fede calcistica, classe 1971, dopo l'incontro con Giorgio Pozzi della Fernandel inizia la sua brillante carriera di scrittore che prosegue tra la piccola casa editrice ravennate e la Guanda. I suoi romanzi e racconti spaziano dal calcio alla musica, dal giallo alla comicità. Da poco è uscito (per Guanda) Colui che gli dei vogliono distruggere nel quale entrano le due grandi passioni di Morozzi: i fumetti e la musica.  Sulla Terra L (un mondo quasi uguale al nostro) fra i tetti di Bologna vive Leviatan un supereroe particolare i cui poteri cambiano ogni dodici ore, in maniera incontrollabile. Nella sua identità segreta, Leviatan (che cambia faccia serrando la mascella) si fa chiamare Daniel, vende dischi e fumetti rari (che recupera viaggiando nel tempo) ed è fidanzato con un'isterica scrittrice di romanzi erotici che ha una storia "segreta" con Leviatan. Sulla nostra terra Kabra ha pochi giorni per scrivere la canzone che rilancerà i Despero e sfuggire ai tentativi di seduzione della bella Elettra. Il musicista si imbatte in un edicolante che blatera di supereroi e di supercriminali dai nomi molto noti.

Colui che gli dei vogliono distruggere racconta di uno strano supereroe Leviatan. Ci racconti un po' la genesi di questo curioso personaggio?

Nasce da un'idea di supereroe che avevo avuto creando Shatterthunder, il giornalaio pazzo de L'era del porco e L'abisso. Mi sarebbe piaciuto giocare con un supereroe con tutti i poteri del mondo. Ma che potesse disporre soltanto di due di quei poteri alla volta, in modo random e incontrollabile. E poi mi piaceva molto il triangolo sentimentale con se stesso, tra il supereroe, la ragazza, e l'alter ego del supereroe. Ci ho messo dentro un sacco di cose, dal western al mondo distorto del rock alla Legione dei Supereroi. Avrei potuto scrivere ottomila pagine con protagonista Leviatan senza stancarmi mai.   

Nel libro però riappare il leader dei Despero che dà il titolo al tuo primo romanzo. Come mai questo ritorno?

Per la parte "normale" del romanzo mi occorreva un artista in crisi di ispirazione. Il solito scrittore no, della figura dello scrittore ne ho abusato. Allora, ho pensato, dovrei usare un musicista in crisi creativa, uno un po' di nicchia, tipo Kabra dei Despero. E perché non Kabra dei Despero?, mi sono detto. Così, ho pensato, il mio lettore di vecchia data terrorizzato da questa storia del supereroe almeno ritrova un vecchio amico e si sente rassicurato...

Continui a cambiare genere. È una tua necessità?

Sì. Considera che nell'ultimo anno ho partecipato a un'antologia di racconti erotici, a una noir, ho scritto fumetti... odio ripetermi. Mi sembrerebbe di scrivere sempre le stesse cose. Ora sto scrivendo tre romanzi alla volta, tutti diversi: un chick-lit surreale a quattro mani con Elisa Genghini, un noir con un io narrante femminile, una storia d'amore quasi fantasy... Più un romanzone che mi impegnerà ancora per molto tempo, una cosa alla De Sade che si chiama La tempesta.

Hai già sentito il nuovo disco di Bruce Springsteen? Cosa ne pensi?

Che mi piace molto! A differenza di Magic, che faticavo ad ascoltare dall'inizio alla fine pur apprezzando le singole canzoni, questo mi scorre via dalla prima alla tredicesima canzone come un bicchier d'acqua. È gioioso, ben arrangiato, un omaggio al pop orchestrale di Phil Spector, con una parentesi bluesettona (Good Eye) un breve ripasso della Seeger Session (Tomorrow never knows) e dei gioielli come Outlaw Pete. The last carnival e The wrestler...    

Tra i tuoi gruppi preferiti mi pare ci siano anche gli Afterhours che quest'anno saranno a Sanremo. Cosa pensi di questa scelta?

Dipende dalla canzone che porteranno e dal loro atteggiamento. Non li condanno certo a priori per volersi far conoscere a un pubblico più vasto dopo più di vent'anni di carriera integerrima. Ho visto a Sanremo Bruce Springsteen, posso vedere anche loro...

Cosa ascolta Morozzi?

Morozzi, un sacco di cose. Dagli Afterhours ai Baustelle, dai Diaframma ai Pearl Jam, dai Beatles a De Andrè. da Dylan agli Who. dagli Strokes ai Velvet Underground ecc.

Questo numero è dedicato alla musica demenziale. C'è qualche gruppo che ti piace?

Elio e le Storie Tese, naturalmente! E, da buon bolognese, gli Skiantos.

Prossimi progetti in cantiere?

I tre romanzi più la Tempesta di cui parlavo sopra... la prosecuzione della maxiserie a fumetti FactorY... e, ah, dimenticavo, un altro breve noir che mi è venuto in mente. Ah, forse anche un libro con tutti i miei racconti apparsi in giro tra riviste e antologie.

Antonietta Rosato

 

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