CRYSTAL ANTLERS
Scritto da Tobia D’Onofrio    Mercoledì 08 Luglio 2009 09:58    PDF Stampa E-mail
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Dopo un folgorante EP d'esordio, esce sempre su Touch and Go l'atteso album dei Crystal Antlers, band californiana del filone neo-psichedelico. In occasione del tour italiano, scambiamo due chiacchiere con il cantante e bassista Johnny Bell.

La vostra musica è un mix di rock psichedelico, garage, prog, ma in alcuni pezzi si sente una netta vibrazione punk-hardcore. Credo che un simile effetto si avverta nella musica dei Wolf Parade. Puoi spiegare come si mescolano tutte queste influenze?

Non sono sicuro, per quanto riguarda i Wolf Parade, perché non li ho mai ascoltati. Abbiamo suonato con gli Handsome Furs (vedi recensione in questo numero), il progetto parallelo di metà dei Wolf, Dan Boeckner. Tutti noi suonavamo in gruppi punk, in pratica è il nostro background; poi alcuni sono rimasti legati alla scena, mentre altri hanno iniziato ad esplorare sonorità diverse come il soul, la musica psichedelica anni ‘60, e sono queste influenze, prendi ad esempio l'organo, che rendono il nostro sound psichedelico, ma stiamo cercando di suonare gli strumenti anche in modo diverso.

Certo, si sente molto il soul nella tua voce e soprattutto ci sono molte più tastiere rispetto all'EP d'esordio.

Si, assolutamente! Ho scritto seduto a un organo molti pezzi del nuovo album, nonostante io sia il bassista.

Le vostre uscite hanno riscontrato un immediato successo di critica e pubblico. A parte la prestigiosa Touch and Go, il vostro EP è stato prodotto da Ikey Owens, il tastierista dei Mars Volta. Come vi siete conosciuti?

Beh, Long Beach è una città molto piccola, ha una ristretta scena musicale, quindi ci conoscevamo da tempo. Il nostro batterista (Damian Edwards), che tutti chiamano Sexual Chocolate, era un suo amico. All'inizio abbiamo suonato insieme e ci siamo divertiti un mondo; avevamo due tastiere, per un certo periodo. Grazie a questa esperienza abbiamo avuto modo di entrare sempre più in sintonia, finché Ikey ha deciso di produrre il nostro EP.

Ho letto che avete registrato l'album Tentacles in una settimana; sembra incredibile! Come avete fatto?

Beh, avevamo molti impegni, così abbiamo deciso di ritornare nello stesso studio di registrazione in cui eravamo già stati... i Closer Studios a San Francisco. Lì ci ha registrati Joe Glodring, che si è rivelato una specie di mago, è stato grandioso.

Il risultato è estremamente compatto, avete registrato in presa diretta?

Si, quasi tutto il  materiale. In realtà abbiamo sovrainciso poche tracce: qualche tastiera, piano, i fiati, il sax e qualche controcanto. Ma il grosso è tutto registrato in presa diretta.

Volevo giusto farti un'altra domanda a questo proposito. Molte delle vostre canzoni suonano un po' come delle jam sessions. Mi chiedevo se lo fossero davvero. Quanto spazio lasciate all'improvvisazione?

In realtà nessuno, è solo un impressione. Tutte le parti sono ben definite, ogni passaggio è esattamente come lo abbiamo strutturato in fase di scrittura. Non c'è improvvisazione. Fondamentalmente non mi piace improvvisare e non amo ascoltare parti improvvisate.

Parlami del rivival psichedelico in America: Animal Collective, No Age, Fleet Foxes, Bodies of Water, avete legato con qualche band in particolare e soprattutto che ne pensi di questo revival?

Non saprei, anche perché effettivamente le bands che hai nominato sono davvero molto diverse l'una dall'altra. Non so fino a che punto psichedelico sia la parola giusta, o se semplicemente indichi, più che altro, un'attitudine free alla musica. Abbiamo legato con diverse band che potremmo definire psichedeliche, per esempio i Fucked Up, con cui abbiamo girato in tour, oppure le Vivian Girls... ci sono un sacco di gruppi grandiosi che suonano musica free, al momento, semplicemente non le chiamerei bands psichedeliche.

Alcuni critici e diverse riviste vi hanno paragonato ai Comets on Fire. Pensi che il paragone sia calzante?

Ho capito a cosa ti riferisci, ma non mi sembra che tra i due gruppi ci siano molte somiglianze. Le nostre canzoni si muovono su uno spettro sonoro più ampio. Non credo che il paragone sia calzante.

Vi siete fatti un'idea della scena indipendente italiana? C'è qualche gruppo che ti piace?

Beh è la prima volta che veniamo in Italia, nessuno dei componenti della band ci era mai stato prima. Finora siamo stati a Bologna, ma non siamo ancora riusciti a farci un'idea della scena musicale. Girando, però, abbiamo avuto modo di apprezzare le bellezze di questo posto incredibile.
In questo momento non mi viene in mente nessun gruppo italiano. Forse gli Uzeda, anche se vivono in America. Steve Albini è un personaggio importante... da il meglio di sé proprio lavorando in studio, sembra riesca ad essere più critico.

Raccontaci qualche disavventura che vi è capitata mentre giravate in tour!

Beh viaggiando in tour ce ne sono capitate di tutti i colori, con innumerevoli gruppi. Quante volte abbiamo rotto i pullman! In un tour con i Fucked Up, ci fermammo nel bel mezzo di un'autostrada canadese e fummo costretti a fare l'autostop. Arrivammo a destinazione con tre ore di ritardo, ma il locale stava già chiudendo. Allora stanchi morti, in quell'atmosfera surreale, strappammo una performance di quindici minuti a testa... Fantastico!

Tobia D'Onofrio

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