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Una piccola casa editrice che produce piccoli libri di grande qualità, collane interessanti con un tema comune, persone interessanti nella loro scuderia, come Luca Moretti, Nino D’Attis e tanti altri. Diciottoetrenta ci piace e la presentiamo qui ai nostri lettori.
Come nasce 18:30 e qual è, brevemente, la vostra proposta editoriale? Diciotto e trenta...... beh, dire che nasce da me e Roberta Lepri sarebbe sbagliato. Nasce piuttosto dalla grande amicizia che lega diverse persone, tante, almeno una ventina, con cui si scrive, si organizzano reading, si cazzeggia. Io e Roberta abbiamo voluto dare a questo legame una dimensione cartacea che prevedesse visibilità nelle fiere del libro, negli eventi che spesso organizziamo, dare a tutti la possibilità di essere presenti in libreria, di poter presentare a Torino. La vita è breve (tocchiamoci le palle) e noi agli amici ci teniamo. I racconti e come li scegliamo. I racconti si scelgono da soli, sono loro stessi che ti trascinano di pagina in pagina sino alla fine, ti introducono nel loro mondo e per la loro durata tu sei altro da te. Beh, quando succede questo, il racconto finisce su carta. Qual è il ruolo che una casa editrice senza una holding alle spalle può ritagliarsi nel mercato editoriale italiano, un mercato ormai ben più che saturo? Non lo so, siamo piccoli e facciamo cose piccole, non ci piace pensare in grande. Quali sono i vostri ultimi progetti? Gaytags è la collana che abbiamo lanciato a Torino l’anno scorso, siamo contenti. Adesso abbiamo per le mani lavori di autori molto interessanti, alcuni legati al mondo del teatro. E poi la collana Propaganda, il terzo capitolo della collaborazione con Luca Moretti che, dopo Minimal e Subliminal, ci ha proposto otto saggi di argomento vario scritti da autori interessanti. Ci parli brevemente delle vostre collane? Gaytags, racconti di orgoglio gay; Geotags, racconti di viaggio; TAgs, collana generale; Poetags, poesie; Cuntags, racconti che si rifanno al cunto siciliano. Tre titoli da consigliare ai nostri lettori? Consigliarne tre comporta escludere tutti gli altri... e poi ogni lettore è diverso dall’altro. Se proprio devo, consiglio Casa Ariosto, il racconto numero uno: ha avuto il potere di farci diventare editori. Che tipo di politica avete con i manoscritti? Fondamentalmente ci piace poter intrattenere uno scambio di mail con tutti al di là dell’esito della proposta, spesso succede.... purtroppo non sempre riusciamo a rispondere. Progetti per il futuro? Siamo contenti così, non progettiamo, ci godiamo il presente. Dario Goffredo
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