AMOR FOU
Scritto da Antonietta Rosato    Martedì 08 Giugno 2010 15:51    PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Realizzare un concept come I moralisti è una cosa rara per la musica italiana. Il nuovo album degli Amor fou è una visione poetica e spietata del nostro Paese, uno sguardo neorealista che emerge attraverso dieci personaggi e dieci storie capaci di raccontare trent’anni di storia. I moralisti è un disco importante perché segna il passaggio all’età adulta dell’indie italiano che si riconcilia con la nostra canzone d’autore. Oggi gli Amor fou sono Alessandro Raina, Leziero Rescigno, Giuliano Dottori e Paolo Perego e il 27 luglio saranno a Lecce, ospiti della rassegna Sud Est Indipendente.
Un album come uno sguardo sul nostro tempo. Chi sono i moralisti di oggi?
Tutti e nessuno. I ‘nostri’ moralisti sono persone che nella loro normalità risultano immediatamente scollati o semplicemente ‘altri’ rispetto a gran parte della società che hanno attorno. Sono persone che compiono delle scelte radicali perché hanno il coraggio (o la sfrontatezza) di compierle ed andare fino in fondo. Persone la cui etica di pensiero o regola di vita costituisce di per sé una forma di radicalismo, forse l’ultima rimasta in piedi dopo il tramonto delle ideologie. Probabilmente nella società stessa ce ne sono molti di più ma per qualche motivo evitano o non riescono ad agire secondo determinati principi per un arco della propria vita tale da poter determinare un evento o un cambiamento, positivo o negativo che sia.

Musicalmente il disco sembra sospeso tra una tensione verso la canzone d’autore anni ’70 e una propensione rock che aleggia sul fondo. Come vi siete approcciati all’arrangiamento di questi brani?
Abbiamo cercato di sintetizzare le tantissime suggestioni che i generi citati ci hanno trasmesso nel passato e nel presente, cercando quindi di coniugare elementi tipicamente italiani con formule di estrazione internazionale, per vedere cosa accadeva. Non ci siamo posti il problema di coniugare canzone d’autore e new wave piuttosto che il mood francese anni ‘70 e il pop inglese. Pensiamo anzi sia uno degli elementi più stimolanti nel fare musica oggi.

Ogni canzone è una storia. Come hai scelto i personaggi e le vite che animano I moralisti?
Sono le storie ad essersi imposte. In tre anni di vita on the road si incontrano tane persone e tante Italie che poi sono sempre la stessa grande provincia che prova a diventare grande senza riuscirci mai fino in fondo. In questo abbiamo cercato di fare nostro lo sguardo neorealista e l’attitudine del Pasolini di Comizi d’Amore, ossia di eclissarci come autori e far parlare le persone, senza interpretarle più di tanto.

Di questi tempi un disco come il vostro suona come un’assunzione di responsabilità. In un momento in cui la musica sembra virare verso il disimpegno, voi chiedete attenzione. Cosa credi stia succedendo alla musica oggi?
La musica è una grande forma di intrattenimento e da sempre esiste la musica ‘disimpegnata’, spesso di grande qualità. Il problema si pone quando artisti assolutamente disimpegnati vengono fatti passare per cantautori dalla critica che dovrebbe contestualizzarli e al contempo la musica perde appeal e si assiste al ritorno in auge della figura dell’interprete come unico esponente della cultura ‘pop’ di un paese.
Si crea un panorama in cui cover e brani originali stanno sullo stesso piano, gli autori scompaiono e il virtuosismo è l’unica forma espressiva. Ognuno è libero di schierarsi dove può e come può, noi cerchiamo di fare nostro un certo artigianato e di restituire una piccola parte di dignità a una tradizione musicale altissima che ci ha reso persone migliori.

Il passaggio a un major cambia un po’ i contorni di ciò che vi circonda. Come vivete questa nuova avventura?
Con la certezza di dover essere autonomi e capaci di delineare il nostro futuro. Una major ha potenzialità enormi e al contempo pone problematiche a volte superflue ma ineludibili, per cui occorre sempre grande capacità di mediazione e interazione. Per ora siamo soddisfatti ma al contempo pensiamo si possa e si debba sempre fare di più.

Alcuni vi hanno apostrofato come gli anti-Baustelle. Cosa ne pensi?
I Baustelle sono già loro stessi gli anti-Baustelle! Scherzi a parte stimiamo moltissimo la penna di Francesco Bianconi che rispetto a me credo scriva canzoni molto più ciniche e al contempo molto più easy. Tuttava il taglio sonoro, la produzione e il modo di interpretare la musica scelto dalle due band è radicalmente diverso, al di là dei gusti, e mi pare abbastanza immediato da capire ascoltando il nostro sound o vedendo come affrontiamo il live, evitando valanghe di turnisti, post-produzioni, voci in base (…) e cercando di risultare ancora piu’ viscerali e ‘free’ rispetto al disco. In questo guardiamo molto di più a progetti esteri che non ai Baustelle che nel bene e nel male rappresentano bene la scena italiana da cui sono, peraltro meritatamente, emersi.

La vostra passione per il cinema è nota a chi vi ascolta e a chi vi ha visto suonare. I moralisti si può definire un disco neorea-lista?
Assolutamente si. Insieme la cinema inchiesta di Rosi e Petri quello del neorealismo resta uno sguardo attualissimo ed esemplare nei confronti della realtà umana che ci circonda.

Amor fou è una creatura cangiante. Chi sono oggi gli Amor fou?
Sono diventati finalmente una band che suona e condivide degli spazi, con una struttura che li dispensa da una immane mole di lavoro non strettamente artistico e un fonico con cui mettere a punto tutti gli aspetti del live che rispetto al disco si basa su variabili molto meno controllabili e richiede una enorme applicazione per offrire ogni sera al pubblico lo spettacolo che merita.
Antonietta Rosato


 

Contatti

Soc. Coop. CoolClub a r.l.
Sede Legale: P.tta Montale 1
Sede Operativa: Piazza Baglivi 10
73100 Lecce
Tel/Fax: 0832303707
E-mail: redazione@coolclub.it
P.IVA: 03790750750
Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

Chi Siamo

La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...


 

Social & RSS

Facebook CoolClub
Myspace CoolCLub
Editoriali
News