A TOYS ORCHESTRA
Scritto da Administrator    Lunedì 31 Maggio 2010 09:03    PDF Stampa E-mail
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Midnight talks è un disco che conferma la vostra attitudine musicale fedele alla melodia ma allo stesso libera e sorprendente. Il caleidoscopio di citazioni musicali a cui attingete è immenso ma convive incredibilmente. C’è una traccia che segui quando cominci a scrivere?
Beh, in effetti non seguo alcuna traccia definita o un qualunque tipo di iter. Non mi è mai capitato di pensare “adesso scrivo una canzone” o “in questo testo parlerò di questo”  o tantomeno “oggi faccio un pezzo alla Clash”. Diciamo che il mio non è un approccio di scrittura “colto”, piuttosto lo definirei istintivo, anzi impulsivo. È ovvio poi che quello che mi accade intorno confluisca nella scrittura… ma non mi limiterei a parlare di influenze provenienti dalla sola musica… L’ispirazione può essere così vasta che non può circoscriversi al solo ambito in cui si agisce…  Come dire, i pittori non si ispiravano per forza ad altri quadri. È normale però che dalla musica si denotino maggiormente le caratteristiche delle contaminazioni dei “maestri” di questa categoria… ovviamente in quanto alunni abbiamo appreso, apprendiamo ed apprenderemo sempre la lezione… Ma ci sono tanti impulsi dalla vita e dal mondo intorno a noi che è difficile affidarsi solo ad un tipo di influenze… per me sarebbe troppo meccanico.

Questo disco arriva dopo 10 anni e una serie di esperienze. Pensavi di fare tanto partendo da Agropoli?
Ovviamente agli inizi non ci preoccupavamo molto di quello che sarebbe successo poi… Certo, l’ambizione è stata sempre una costante dei Toys, tutt’ora ne è la colonna portante. Venendo poi da una piccola provincia del sud sentivamo forte l’esigenza di crearci qualcosa… In realtà non saprei dire quanto abbiamo scelto questo tipo di vita o quanto esso abbia in un certo senso scelto noi… ma quando si inizia questo percorso uno dei motivi che ti spinge a farlo è il sognare... E alle volte i sogni si costruiscono con le realtà…

Nonostante cantiate in inglese la vostra musica ha un retrogusto italiano (nel disco avete anche un brano che omaggia Celentano e non solo nel titolo). Che rapporto avete con la musica italiana d’annata? E con quella di oggi?
Personalmente sono un grandissimo cultore della tradizione italiana, davvero a tutto tondo. Partendo dagli anni trenta di Rabagliati, passando per Modugno, fino alla felicissima parentesi che va dai sessanta agli ottanta e quindi da Tenco, De Andrè, Mina, Battisti, Dalla, Gaetano, Celentano fino a Camerini, Rettore, i Decibel e così via…  Non trascurando poi l’aspetto dei grandi compositori di cinema e teatro… ovviamente Morricone, Fiorenzo Carpi, Nino Rota, Bruno Nicolai… o chessò nella tradizione teatrale napoletana, “la gatta cenerentola”  ad esempio che ha delle musuche che adoro…  La musica italiana è quella che ascolto di più. A qualcuno potrà sembrare paradossale ma è così.. C’è una tale ricchezza al solo interno del nostro piccolo stivale che non basta una vita per esplorarla tutta… Proprio qualche giorno fa ne parlavo in furgone con Beatrice (Antolini)… dicevo appunto che adesso avrei voluto dedicare la mia attenzione all’epoca prog italiana, a bands come gli Area, le Orme, gli Osanna… che avevano un approccio libero alla composizione davvero affascinante che oggi sembra essersi quasi del tutto estinto. Mi intriga moltissimo approfondirlo. Della musica attuale non saprei… ci sono delle realtà importanti, quelle che alla fine non hanno bisogno di grandi presentazioni... insomma potrei essere molto banale… Almeno per quanto concerne la musica italiana (cantata in italiano) pecco però  un po’ di “passatismo”… diciamo che a mio avviso dopo i novanta qualcosa si è rotto… con le dovute eccezioni certo, ma a mio umile parere dopo gli ottanta qualcosa forse si è spezzato…

Siete un gruppo solido, nonostante tu scriva le canzoni e i testi, l’effetto musicale sembra molto corale. Come lavorate?
Dici bene… È così perché siamo a tutti gli effetti una band. Tutti hanno un ruolo vitale per il gruppo… il mio è quello di scrivere le canzoni… Di solito funziona che io compongo a casa al piano o alla chitarra e poi le rielaboriamo insieme in sala prove… Come dire, io sono il motore… ma la macchina per muoversi ha bisogno inevitabilmente anche di ruote, sterzo, marce…

Midnight talks è un titolo molto suggestivo. Cosa vuol dire per te?
La mezzanotte nel titolo è intesa come componente di incognita,mistero… Come quel lasso di tempo sospeso tra l’oggi e il domani,quindi oniricamente tra passato e futuro. Nel booklet del cd ho scritto una frase “cos’è la mezzanotte? È l’oggi o il domani?” ecco questo è l’emblema del concetto. La mezzanotte come limbo temporale che conferisce questa accezione indefinita ai “dialoghi di mezzanotte” che poi altro non sono che dialoghi d’amore… quell’amore che però sfugge, ferisce, frastorna, stordisce… non è certo l’amore dei “tvtb”  quello di Midnight Talks… ma è il tentativo di esplorare quel sentimento che è pregno di gioia e di estasi ma che è al contempo gemello dell’odio, del dolore… ma anche della passione accecante, del desiderio carnale, o dell’istinto infantile. E ancora dell’impulso mistico e spirituale… quel sentimento che tiene in ostaggio l’umanità dall’alba dei tempi… quello stesso sentimento che può essere chiamato con un infinità di appellativi diversi e che probabilmente null’altro è che un sinonimo della vita stessa.

Nel disco ci sono una serie di ospiti che rendono il tutto più prezioso. Ce ne parli?
I musicisti con cui abbiamo collaborato sono delle persone fantastiche oltre che cari amici. Enrico Gabrielli in veste di arrangiatore d’orchestre, Rodrigo d’Erasmo (Afterhours), Luciano Macchia e Raffaele Kohler (Vinicio Capossela) come esecutori strumentisti, e Asso Stefana (Vinicio Capossela) in qualità di arrangiatore di lap steel e dobro… Tutte persone con cui abbiamo condiviso l’entusiasmo nel godere insieme la gioia della creazione... Tutto nasce quando decisi di coinvolgere Enrico Gabrielli nella stesura degli arrangiamenti.. Ci conoscevamo da tempo e le doti di Enrico non sono un segreto per nessuno. Avevo però bisogno del suo entusiasmo e del suo coinvolgimento emotivo ancor prima delle sue immense doti tecniche. Quando Enrico ascoltò i provini il suo ardore fu talmente convincente al punto da dar vita a questa collaborazione davvero in modo atipico. Infatti, nonostante l’impressionante mole di lavoro di arrangiamento da lui scritto,già di per se indice della sua sensibilità al progetto, non volli  ascoltare nulla di quanto stava facendo se non direttamente in studio a registratore acceso… Niente… neanche una sola prova,nè un provino audio… nulla… tutto affidato alla fiducia …all’alchimia empatica che ero sicuro che fosse l’ingrediente fondamentale… L’entusiasmo e l’empatia sono dunque stati la chiave del successo di questa collaborazione.. Tutti hanno “sentito” questo disco sulla propria pelle.

La vostra musica è romantica, ironica, nel vostro mondo quanta realtà entra?
Tanta… tantissima…  Poi sta noi decidere se e come elaborarla.. Si può partire da un concetto materiale per poi inerpicarsi nell’astrattismo più puro…  Per fortuna non ci sono regole nella musica…  Ovviamente per me l’imput parte dal mondo che abbiamo intorno... È incredibile quello che ogni giorno ci accade. Forse siamo solo troppo abituati e un tantino alienati… ma se si prova a soffermarsi con maggiore attenzione allora ci si accorge che l’incredibile prende vita ogni secondo, minuto, ora, giorno… e la fantasia non è altro che una delle appendici della realtà.  Diceva Bukowski “l’umanità e il più grande spettacolo del mondo, e non si paga neanche il biglietto”.

Avete molte date in programma, la dimensione live è fondamentale per gruppi come il vostro. Come sarà il vostro nuovo spettacolo?
Abbiamo riportato le canzoni di questo disco alla loro essenza più pura… Era difficile portare in giro queste canzoni così come sono sul disco… ci sarebbe voluta un intera sezione d’orchestra... magari più in là accadrà anche questo… Ma per adesso abbiamo deciso di spogliarle dall’abito sgargiante e sofisticato del disco per metterle a nudo… È un live quindi dove il tasso emotivo è molto alto.
 

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