CARLOTTA DE MELAS
Scritto da Dario Goffredo    Venerdì 02 Aprile 2010 11:48    PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Randagi, la nuova fatica letteraria di Carlotta De Melas, giovanissima narratrice che ha esordito a soli 25 anni con Una lingua sul cuore (Giraldi), è una fiaba metropolitana che pur trattando di temi anche pesanti mantiene un tono leggero e a tratti poetico. I punkabbestia non mi sono mai stati simpatici, lo confesso, e quando mi è capitato tra le mani questo romanzo ambientato in quel mondo, ero un po’ scettico. Ma Carlotta, simpatica e leggera come la sua scrittura è riuscita a farmi icredere e a farmi appassionare alle storie di questi ti un po’ scalcinati e ai margini ma che non fanno male a nessuno, se non a se stessi in alcuni casi.

Come sei arrivata a questa storia?
La storia di Randagi ha trovato me. Capita sempre per caso di incontrare nella mia mente strani personaggi che mi raccontano le loro avventure. A volte questi surreali incontri si verificano prima di cadere in un sonno profondo. A volte li dimentichi, altre volte ancora li ricordi e in casi ulteriormente diversi la stessa vita ti offre suggestioni e frammenti di quell’incontro. Così è stato per Randagi.
Ero curiosa di scavare in vite diverse dalle mie, ma farlo con pudore e trovando incanto anche negli angoli poco illuminati della città.

I punkabbestia nell’immaginario collettivo ricoprono un ruolo marginale e fastidioso. Richiamano alla mente sporcizia, droghe, cani pulciosi, collette. I tuoi personaggi invece sembrano muoversi con leggiadria tra tutto questo senza rimanerne sporcati (tranne Ursula a un certo punto della storia). Ti sei ispirata a qualcuno che hai realmente incontrato per disegnare i caratteri di Zack, Liam e Ursula?
Ho conosciuto un ragazzo dai cappelli azzurri che faceva colletta in Porta Ticinese a Milano. Mi ha raccontato la sua esperienza. Le sue parole le ho donate a Matteo, il fratello della protagonista.
Gli altri personaggi vivono da qualche parte di questo mondo o di qualche altro, ma nella quotidiana realtà nessuno mi ha ispirato il loro carattere.

Matteo è un personaggio che pur non comparendo fisicamente nel libro ne permea ogni pagina. Ci parli di lui?
Matteo è uno dei protagonisti principali. Forse il più randagio di tutti pur non vivendo realmente per strada.
Matteo è il fratello di Nina, si è tolto la vita. Leggendo il romanzo si scoprirà perché.
È la vittima dei più stupidi dei pregiudizi e del pensiero ignorante che porta a imprigionare le persone in categorie. È un anima fragile, che sopravvive nella memoria delle persone che lo hanno realmente amato. Sopravvive la sua anima.

Il tuo libro è ricco di musica, quasi una colonna sonora che sottolinea i momenti topici della storia. Ma come lavora Carlotta De Melas, ascolti musica mentre scrivi, ti lasci ispirare e guidare da quello che ascolti?
Quando scrivo cerco e ho bisogno del più assoluto silenzio. Nella vita di tutti i giorni non ascolto molta musica. La vado ad ascoltare quando ne ho bisogno. Allora metto su David Bowie, Nico con i Velvet Underground, Lou Reed, Emily Autumn… e restando nei confini italiani Morgan, Battiato, De Gregori, Vecchioni, Carmen Consoli. L’elenco potrebbe continuare molto. In questo libro si ricorda, anzi, Ursula ci parla proprio con Kurt Kobain.

Il tuo libro è diventato anche un tour per immagini e parole. Ce ne parli?
La bravissima fotografa Daze(d), vi invito a cercare il suo profilo on line, ha scattato delle immagini suggestive e poetiche ispirate a Randagi; una ragazza in nero uscita dall’oceano dell’asfalto insieme ad un ragazzo unicorno. Laddove ci è possibile portiamo fotografie e parole.

Come sei approdata alla scrittura?
Leggendo moltissimo.
Quando ero ragazzina scrivevo quaderni su quaderni sulle mie malinconie, fra quelle pagine vi erano moltissime poesie. Qualche anno dopo provai a raccontare una storia che in qualche modo fosse catartica per il tumulto che portavo nella testa e nel petto. Ora la scrittura è diventata parte di me. Non riesco a farne a meno. Scrivo con passione e totale impegno, lasciandomi suggestionare dall’esterno, divertendomi come una matta.
Il mio cuore tace, accompagna la penna ma non la governa con la sua voce, sorride spesso. La scrittura è stata una cura, mi ha permesso di capire quale fosse il mio posto e la mia inclinazione. Seguirla è fondamentale per chiunque.

I tuoi progetti per il futuro?
Sono entrata nel mondo della fantasia. Non posso, per scaramanzia, dire altro. Sono un po’ superstiziosa.
E non solo.
Ci sono ben tre storie con cui sorseggio vino rosso sulla testiera del pc.
Dario Goffredo
 

Contatti

Soc. Coop. CoolClub a r.l.
Sede Legale: P.tta Montale 1
Sede Operativa: Piazza Baglivi 10
73100 Lecce
Tel/Fax: 0832303707
E-mail: redazione@coolclub.it
P.IVA: 03790750750
Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

Chi Siamo

La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...


 

Social & RSS

Facebook CoolClub
Myspace CoolCLub
Editoriali
News