MARIO SPEZI
Scritto da Administrator    Mercoledì 08 Luglio 2009 09:25    PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

alt

Mario Spezi ha una di quelle storie che da sole sarebbero un ottimo soggetto per un romanzo o per un film, tant'è vero che nientemeno che Tom Cruise si è interessato alla vicenda che l'ha visto coinvolto nelle indagini sul "Mostro di Firenze". Mario è il giornalista che ha coniato l'espressione di cui sopra e probabilmente è il più grande esperto in Italia sui delitti del mostro. Con l'americano Douglas Preston ha scritto un libro, Dolci colline di sangue, oggi introvabile in Italia e del quale appunto Tom Cruise ha opzionato i diritti per la realizzazione di un film. Proprio a causa delle sue personali indagini sui delitti del mostro di Firenze, Mario Spezi ha attirato l'attenzione di un procuratore di Perugia che l'ha accusato di depistaggio e complicità in omicidio fino ad arrivare alla pesantissima accusa di essere lui stesso il mandante degli omicidi. Per queste accuse il giornalista della Nazione ha anche visto per qualche giorno il "sole a scacchi". Di questi giorni l'uscita in libreria di un nuovo romanzo di Mario Spezi, un giallo, naturalmente, che vede la nascita di un personaggio che non potrà che stare simpatico agli amanti del poliziotto cafone e maleducato ma tanto bravo. Il libro, Un'indagine estrema per il Commissario Lupo Belacqua, non mancherà di sorprendere e affascinare gli appassionati del genere. Abbiamo scambiato due parole con Mario Spezi che ha accettato ben volentieri di rispondere alle nostre domande.

Da dove nasce l'idea di un poliziotto così fuori dagli schemi come Lupo Belacqua che, nonostante la sua "cafonaggine" e la sua ostinata maleducazione, riesce piuttosto simpatico?

Credo che si sia formato più che dentro la mia testa, proprio nella mia pancia dando voce, certo abbastanza sgangherata, a tutti quelli che non ci vogliono stare in questa melassa politico-cultural- velinista, in cui si vuol mettere una lapide a ricordo di Pinelli in questura, i repubblichini sono uguali ai partigiani, per la fanciulla tutta curve un futuro in un calendario o in Parlamento è uguale, quelli di sinistra sono sempre i buoni, Veltroni compra l' appartamento a Manhatthan alla sua bambina con i diritti d'autore americani del suo romanzo (pubblicato in America da Rizzoli Usa, ossia dallo stesso editore italiano...), Calderoli è un ministro davvero, ecc, ecc.

Lupo Belacqua mi ricorda per certi versi il buon vecchio Ciccio Ingravallo di gaddiana memoria. È un'impressione sbagliata la mia?

Se la sua impressione è giusta, la ringrazio.

Oltre al protagonista, nel suo romanzo ci sono moltissimi comprimari piuttosto interessanti. Ce n'è qualcuno che lei ha amato o odiato particolarmente?

Mi è molto simpatica l'anziana contessa Selvaggia, nobile un po' decaduta ma con un suo autentico modo di vedere le cose e le persone, nonché inesauribile miniera di gossip. Non sopporto l'onorevole e la sua ganza consigliera regionale che sfruttano il lavoro di quei due ragazzi.

Ultimamente si sta assottigliando sempre di più la linea di confine tra romanzo giallo e inchiesta giornalistica per quanto riguarda la documentazione, la ricerca e l'uso delle fonti, l'aderenza ai fatti. È così anche per lei, o il giornalista Spezi e lo scrittore Spezi non amano farsi vedere in compagnia?

No, frequento spesso il giornalista Spezi e mi sta anche simpatico. Anzi, non riesco a separarmene. In fondo, L' indagine estrema del commissario Belacqua, a parte il plot giallo, contiene tutte cose vere... E in Dolci colline di sangue, che è scritto come un romanzo, è vero anche il plot.

A quali maestri si ispira principalmente?

Il mio irraggiungibile punto di riferimento resta il Truman Capote di A sangue freddo. Poi, subito dopo, viene quel "cafone" esagerato di James Ellroy. Quando l' estate scorsa su Time lessi un parallelo tra il nostro (mio e di Douglas Preston) The Monster of Florence e, appunto, In cold blood, credetti di svenire.

Lei ha vissuto una vicenda che si avvicina molto a un legal drama alla Grisham e che ha interessato addirittura uno come Tom Cruise. Ce ne vuole parlare brevemente?

Il problema è il "brevemente". Ci provo. Io, per il mio mestiere di cronista giudiziario de La Nazione, ho seguito i delitti del Mostro dal 1981 e, addirittura, coniai il nome "Mostro di Firenze". Divenni, per i colleghi, scherzosamente il "mostrologo", perché sostenni l'innocenza delle prime tre persone arrestate e di volta in volta "liberate" da un nuovo delitto del maniaco. Così come sono sempre stato e sono convinto dell'innocenza di Pacciani e dei compagni di merende. Nel novembre 2004, un pm di Perugia, Giuliano Mignini, lo stesso che accusa Amanda Knox e Raffaele Sollecito, convinto che un medico perugino annegato nel Trasimeno nel 1985, fu ucciso perchè membro della setta satanica composta di Vip fiorentini (nobili, magistrati, carabinieri, poliziotti...) che stava per tradire, fece perquisire la mia casa perché, a suo singolare modo di vedere, "tentavo di depistare con articoli e trasmissioni televisive" (sic!). Poi, si convinse addirittura che io sono il vero Mostro, che fui io a ordinare l' omicidio di Perugia, "visti i crescenti sospetti su di me", e questo era (per lui ancora è) il vero motivo del mio tentativo di depistare scrivendo articoli che riportano alla vecchia pista sarda. E così un bel giorno dell'aprile 2006 fui arrestato, condotto a Perugia, rinchiuso in galera e per cinque giorni non potei vedere nessuno, avvocati inclusi. Dopo 23 giorni fui scarcerato dal Tribunale del riesame, che giudicò il mio arresto, oltre che destituito di ogni fondamento, "illegale". Il mio punto di vista è che io e Preston abbiamo rotto parecchio le scatole, facendo vedere che la storia dell'indagine sul Mostro è stata in realtà una storia di acquisizione e gestione di potere. Ho parlato con Tom Cruise che mi ha detto: non mi interessa fare un film sui delitti di un serial killer, ma raccontare la storia di due amici giornalisti-scrittori, che, non convinti della giustizia di un'indagine, si mettono a loro volta a ricostruirla e come ha reagito il potere: uno lo ha rispedito in America; l' altro l'ha schiaffato in galera.

Da lettore, che cosa cerca in un giallo?

I personaggi (veri o verosimili) che abitano nel male.

Per concludere, dove sta andando secondo lei, la letteratura di genere in Italia?

Sta uscendo dal genere, finalmente. Almeno, è quello che spero.

Dario Goffredo

 

Contatti

Soc. Coop. CoolClub a r.l.
Sede Legale: P.tta Montale 1
Sede Operativa: Piazza Baglivi 10
73100 Lecce
Tel/Fax: 0832303707
E-mail: redazione@coolclub.it
P.IVA: 03790750750
Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

Chi Siamo

La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...


 

Social & RSS

Facebook CoolClub
Myspace CoolCLub
Editoriali
News