TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI
Scritto da Pierpaolo Lala    Mercoledì 31 Marzo 2010 14:43    PDF Stampa E-mail
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Primitivi del Futuro è l’undicesimo album dei Tre Allegri ragazzi morti. Sono passati 16 anni da Mondo naif e Davide e soci sono ancora capaci di sorprendere. Lo fanno musicalmente con un disco dub, emotivamente riuscendo da subito a trascinarci nel loro mondo. Questa volta la realtà sembra fare capolino più spesso nel loro immaginario e i ragazzi sembrano un po’ cresciuti. Un album che ci restituisce un gruppo inossidabile in ottima forma e che, cosa più importante, è capace di scrivere canzoni di una poeticità disarmante e agrodolce. È sempre un piacere parlare con Davide Toffolo.

La prima domanda è d'obbligo. Il disco segna una piccola "rivoluzione musicale" o meglio un avvicinamento a sonorità inedite nel mondo dei Tarm. Da dove arriva il nuovo suono dub di Primitivi del futuro?

Il suono di Primitivi del futuro arriva dalla contaminazione della nostra musica con il reggae e il dub. Una specie di viaggio in Jamaica, esotico ma anche quotidiano. È stato il modo migliore per imparare una lingua nuova. Ecco adesso siamo un gruppo bilingue. Rock e reggae.

Nonostante il cambio di rotta sonora, l'approccio è sempre quello rock and roll, un po' come facevano i Clash giusto per dirne una. I Tarm hanno sempre mantenuto una coerenza fin dalla loro nascita. Cosa avete mantenuto e cosa avete perso per strada?

Per fare il musicista qualche pezzo lo perdi inevitabilmente, ma dico proprio dei pezzi del proprio essere. È la condizione delle persone pubbliche. Ma noi abbiamo la maschera che ci rende praticamente inconsumabili nel modo tradizionale e per questo motivo anche quasi invincibili al tempo e alle mode.

Nel disco si sente una maturazione, quasi una sorta di passaggio generazionale. Anche alcuni personaggi del vostro immaginario cambiano. Di cosa parla questo disco?

Il disco parla di quello che abbiamo visto e vissuto in questi tre anni. Il mondo intorno è cambiato, la violenza dell' uomo sul pianeta e dell' uomo sull' uomo è così evidente. È un disco più realistico.

Comunque io, che sono un disegnatore, scrivo quello che ho intorno, come fossero dei disegni, degli schizzi. I nuovi personaggi che sono raccontati nel disco assomigliano a quello che vediamo intorno a noi oggi.

Chi sono i "Primitivi del futuro"?

Gli unici che sopravviveranno al degrado della nostra specie. Primitivi del futuro è quello che vorremmo essere. Forse Corona è un primitivo del futuro, Mauro Corona, lo scultore- alpinista-scrittore.

Ma anche ognuno di noi che abbia voglia di non sottostare alle regole del nuovo schiavismo che si chiama speculazione sul denaro.

Per la prima vi siete affidati a un orecchio e a mani "esterne". Ci parli del vostro incontro con Paolo Baldini?

Paolo Baldini è un grande, Giovane maestro. Lavora con macchine analogiche su supporto digitale, ha un modo di vivere romantico e titanico allo stesso tempo. Registra nella cucina di casa sua, non ha paura di niente, è competente e passionale allo stesso tempo. Qualcuno dice essere la cosa più jamaicana in circolazione oggi. Poi è anche alto, bellissimo, e suona il basso come un drago con gli Africa Unite.

Siete una famiglia molto allargata. La vita è fatta di incontri e nei vostri viaggi avete visto e ascoltato cose. Se dovessi tracciare un mappa dell'Italia rock quali band sceglieresti?

Noi ragazzi morti abbiamo una specie di discoteca ideale che si chiama La tempesta. L' Italia è piena di grande musica. Oggi che il mercato affoga. Le luci della centrale elettrica, Pan del diavolo, Teatro degli Orrori, Zen Circus, Uoki toki, Moltheni, altro per citarne qualcuno. Poi ci sono altre biblioteche altrettanto ricche. È un grande momento, per la musica nuova. Una specie di rifondazione della musica popolare italiana.

I Tarm sono da sempre non solo una band, un meta-gruppo. La musica non sempre basta oppure è solo una parte di una vita. Quante cose sono i Tre Allegri ragazzi morti?

Sono un gruppo di rock & roll, un gruppo di reggae music, sono 500 pagine di storie a fumetti, sono un' identità collettiva, sono tre maschere, con 10.000 maschere, sono tre, cinque, quattro, sono un'idea, sono tre generazioni in uno stesso palco, sono tutte le persone che si sono avvicinate in questi 15 anni, sono una grande idea in un paese dove le idee è meglio non averle, sono critici, sono divertenti e fanno pensare. Tre allegri ragazzi morti sono in tour. Da 15 anni.

Osvaldo Piliego

 

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