FRANCO NERO
Scritto da Valeria Blanco    Venerdì 05 Marzo 2010 10:09    PDF Stampa E-mail
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“Amore e amicizia sempre al primo posto”. Strano che a dirlo sia uno che invece ha avuto, e a sessantotto anni continua ad avere, una carriera a dir poco brillante. Franco Nero - più volte pistolero negli spaghetti western di Sergio Corbucci – si dichiara innamorato come il primo giorno della moglie, Vanessa Redgrave, conosciuta negli anni ‘60 su un set americano. Per lei rinunciò alle lusinghe di Hollywood e tornò a lavorare in Italia. Hollywood, però, non ha mai smesso di ammirarlo sin da quando, nel 1965, John Huston lo chiamò a interpretare Abele in La Bibbia. Ultima in ordine di tempo una dichiarazione d’amore (artistico) da parte del regista Quentin Tarantino e la promessa di girare, un giorno non troppo lontano, un western insieme.

All’inizio della sua carriera, rifiutò un contratto milionario per cinque film con la Warner Bros e scelse di tornare in Italia. Perché?
Per amore: Vanessa di lì a poco sarebbe tornata in Europa e io volevo stare vicino a lei. In più, un gruppo di amici, tra cui il premio Oscar Vittorio Storaro, voleva fare un film tratto dalla Carmen di Mèrimèe e aveva trovato i finanziamenti a patto, però, che in quel film ci fossi io. Ho rinunciato a Hollywood per amore e per amicizia.
Se ne è mai pentito?
Mai. La vita mi ha dato tanto: faccio un lavoro che mi piace, ho visto il mondo intero, ho incontrato i grandi della terra entrando sempre dalla porta principale. Sono un privilegiato. E poi, Hollywood non ha smesso di cercarmi.

Che vuol dire?
Da anni sentivo dire che il regista Quentin Tarantino voleva incontrarmi. Lui è un appassionato di western all’italiana e, a quanto pare, un mio fan. Lo ha dichiarato in tante interviste e me lo ha mandato a dire per bocca di Penelope Cruz. Qualche mese fa, alla fine, ci siamo incontrati in occasione dell’anteprima romana del suo film Bastardi senza gloria. Abbiamo cenato a Piazza del Popolo e lui continuava a recitare a memoria interi pezzi dei miei film: li aveva visti tutti. Così, gli ho parlato del progetto per un nuovo western. È andato in visibilio, ha voluto per forza che gli promettessi una piccola parte.

E quale sarà?
A un certo punto, io uccido tre banditi. Bene, Quantin ha espresso il desiderio di essere ucciso da me. Abbiamo pensato, per non farlo morire in modo convenzionale, di caricare la canna della pistola con monete d’oro: così, sommerso dalle monete, Quentin Tarantino morirà per mano mia.
Valeria Blanco
 

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