AMERIGO VERARDI E MARCO ANCONA
Scritto da Osvaldo Piliego    Giovedì 04 Febbraio 2010 10:58    PDF Stampa E-mail
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AMERIGO VERARDI E MARCO ANCONA
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È strano vedere come l’incastro di questi due artisti non sia solo un’alchimia musicale pressoché perfetta ma anche un incontro tra due modi di sentire e vedere le cose quasi complementare.
Amerigo Verardi, non ci stancheremo mai di dirlo, è uno dei musicisti italiani più influenti degli ultimi vent’anni. Marco Ancona, prima di chiunque altro ha portato il rock made in Salento (con i suoi Bludinvidia) alla ribalta nazionale ed è tra i migliori chitarristi in circolazione. Abbiamo parlato con loro della musica pugliese e del nuovo progetto scelto anche da Manuel Agnelli per Il paese è reale, raccolta delle migliori produzioni indipendenti made in Italy,

Da qualche anno la puglia è sotto i riflettori, molti artisti si sono affermati a livello nazionale. Secondo voi questa terra è cambiata? Com’è l’offerta musicale di oggi rispetto al passato?
Amerigo: Penso che il livello qualitativo della proposta musicale sia cresciuto. Al di là dell’interesse che intorno alla Puglia sicuramente da un po’ di tempo c’è, avverto comunque una tendenza interna a fare del proprio meglio. E questo mi sembra un buon momento per fare del proprio meglio.
Marco: In realtà, secondo me, la scena musicale non è cresciuta. Da sempre, almeno da quando suono, ci sono musicisti di grande talento, magari per molto tempo hanno prodotto musica più in sordina. Oggi la Puglia è semplicemente più di moda ma il buon rock’n’roll c’è sempre stato.

Mi riferisco a una crescita anche in altri ambiti, vedi il cinema, la letteratura…
Amerigo: Mah, in questo senso la Apulia Film Commission credo stia alimentando una voglia generale di fare cinema nella nostra regione e di farlo anche con un linguaggio più personale e più forte. Sarebbe interessante avere un’organizzazione analoga anche in ambito musicale… Naturalmente è bello starsene qui a parlare di progetti che crescono o che hanno una possibilità di sviluppo. E contemporaneamente vediamo un sacco di persone che avevano un posto di lavoro, e ora non lo hanno più.

Il rock tra i generi musicali è quello meno toccato dalle politiche culturali. Secondo voi perché?
Amerigo: ma è logico, e forse anche giusto, che sia così. Il rock è musica che nasce da radici socio-culturali di natura deviante, almeno nelle sue forme più genuine ed ispirate. Perché nasce da un disagio. È la musica della gente che mal si adatta alle regole, la musica ribelle per eccellenza, e così sarà sempre, mi auguro. Però può anche darsi che semplicemente le “politiche culturali” a cui accennavi considerino i ragazzi con una chitarra elettrica in collo solo un branco di inutili e fastidiosi perditempo.
Marco: Si, il rock è semplicemente scomodo per concetto da quando è nato. Se una canzone risulta “innocua” incontrando i gusti di un pubblico medio mainstream da Canale 5 - Italia 1 significa che non è rock anche se ha le chitarre distorte. E questo è un affare molto politico.

Tra le produzioni pugliesi di questi ultimi cinque anni cosa vi è piaciuto?
Amerigo: A me piace sentire la gente che ha idee e grande volontà di esprimersi. Direi che tra gli artisti più interessanti che ho ascoltato in questi ultimi tempi c’è sicuramente Creme (al secolo Maurizio Vierucci, ndr.). Poi mi piace molto il lavoro che sta portando avanti Alessandro Tommaselli (ex leader dei Senza Rancore Fran, ndr.), apprezzo molto quello che scrive. E i Leitmotiv, un gruppo che ho anche prodotto artisticamente, che rappresentano aspetti della nostra mediterraneità in modo del tutto originale e intrigante.
Marco: Devo dire che purtroppo non ho avuto modo di ascoltare niente veramente di qualità, che mi abbia colpito particolarmente. Ovviamente mi riferisco alle nuove leve, non agli sviluppi artistici di gente della mia generazione. Mi dispiace comunque avere poco tempo a disposizione per ascoltare molti dischi nuovi.


 

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