| INSINTESI | ||||
|
|
Sono una delle band che ha seminato il germe dell’elettronica nella nostra terra. La loro storia appare come un ritorno. Caratterizzati, all’inizio, da un approccio musicale che guardava alla Bristol dei Massive Attack e al drum and bass gli Insintesi hanno poi deciso di sporcarsi le mani e i suoni, conquistando una dimensione più terrena.
È così che la loro musica ha abbracciato il dub, il reaggae, si è arricchita delle sonorità del mediterraneo esplorandone anche le lingue. Dopo Subterranea del 2007 e una serie di collaborazioni e remix anche internazionali la band fa i conti con le proprie origini, con la tradizione musicale. Questo Salento in dub, prodotto da Anima Mundi, è una sorta di ponte che unisce generi che ormai sono figli di questa terra. Il disco è anche un’occasione di incontro tra tanti artisti che si confrontano su un piano musicale nuovo. Salento in dub sembra quasi una terra dove la musica che si produce in Salento trova terreno per prendere aria e tempo, un luogo musicale comodo e congeniale a tutti i suoni del mondo. Cosa ne pensi?
Direi di si, è quasi un modo per vedere le cose con occhio distaccato e con calma, potendo così avere chiara l’idea d’insieme. Il nostro ruolo di producer ci ha facilitato in questo perché buona parte dei brani sui quali abbiamo lavorato già esistevano, si trattava di metabolizzarli e capire che direzione dargli. Nel Salento poi le tradizioni del reggae e della musica popolare le respiri, le senti vive e per questo ci è sembrato naturale metterle sullo stesso piano. Operazioni come questa hanno un sapore un po’ retrò ma allo stesso tempo aprono spiragli per nuove frontiere musicali. Come vi siete approcciati a questo lavoro? La nostra è stata un’operazione che ha guardato sia al passato che al futuro; abbiamo utilizzato tecniche di missaggio della musica dub su brani della tradizione popolare e del reggae salentino, così come si usava fare nella musica giamaicana negli anni ‘70 , in più però abbiamo aggiunto anche tanta tecnologia che ha creato un suono vintage, ma anche contemporaneo. Gli ospiti sono frutto di scelte, incontri o entrambe le cose? Un elemento interessante del nostro lavoro è stato quello della ricerca su più fronti. Il punto di partenza è stato sperimentare su generi musicali differenti creando un suono comune. Da qui abbiamo individuato canzoni e voci che potessero fare al caso nostro ma è avvenuto tutto per gradi aggiungendo un tassello alla volta. Direi che a un certo punto per noi era chiaro l’obiettivo che volevamo raggiungere, ma tutto si è sviluppato lentamente. Vorrei ricordare tutti gli artisti che hanno preso parte alla realizzazione del disco: Salentorkestra, Sud Sound System, Apres la Classe, Nidi d’Arac, Treble, Opa Cupa, Raffaella Aprile, Anna Cinzia Villani, Alessia Tondo, ma anche Andrea Presa (Transalento), I-dren Marco (Black Star Line), Gianluca Milanese e ovviamente MissMykela. Il vostro percorso musicale sembra un continuo ritorno, un viaggio che parte da lontano per avvicinarsi sempre di più alle radici. Abbiamo avuto negli anni tante trasformazioni, siamo partiti dal trip hop per poi avvicinarci alla jungle e poi al reggae e alla musica popolare, ma il tutto è avvenuto anche in parallelo e le scelte spesso si sono incrociate… direi comunque che il dub è sempre stato il nostro punto di riferimento l’abbiamo applicato in tutti i generi. La sperimentazione è stata alla base delle nostre scelte e credo sia uno degli aspetti più importanti della nostra musica. Cosa ne pensate, al di là di questa esperienza, della musica popolare e del suo recente rilancio? Ho ascoltato musica popolare molto interessante, tanto che avremmo potuto ampliare la nostra ricerca, il Salento è un vivaio di talenti. Il rilancio amplifica cose belle ed anche cose brutte ovviamente, ma solitamente le brutte durano di meno. Credo che Animamundi, etichetta che ha prodotto anche il nostro album, stia svolgendo un ruolo importante per quanto riguarda la qualità delle proposte musicali. Questo numero di Coolclub.it è dedicato alla musica in Puglia negli ultimi cinque anni. Cosa ne pensate? Quali sono le realtà più interessanti maturate in questi anni? Che cosa è cambiato da quando avete cominciato? Il Salento continua a sfornare artisti, gruppi e progetti veramente interessanti, tanto da dirti che per alcuni generi non conosco bene la scena. Per quanto riguarda il reggae molto bene si stanno comportando Boom da Bash, Fido Guido, MissMykela, ma la lista sarebbe veramente lunga. Poi ci sono cantanti come Alessia Tondo che sono cresciuti apprendendo sia dalla musica popolare che dal reggae ed è molto importante. Per quanto riguarda la musica etnica mi piace tantissimo l’ultimo disco della Salentorkestra (Centueuna) e cantanti come Anna Cinzia Villani e Raffaella Aprile. Vorrei anche parlarti di una prolifica stagione di video maker salentini, tra i quali Omar Eox. Salento in dub è anche live? Come sarà il vostro spettacolo? Un live set dub molto ballabile e con tantissime influenze di musica salentina. I bassi la faranno da padrone, ma sarà notevole anche la spinta dei cantanti e degli effetti. Ci sarà un volume 2? Ci stiamo pensando, c’è tanto da esplorare e abbiamo già un po’ di idee, vedremo… per ora ci godiamo il suono del vol. 1!!! Antonietta Rosato
|






