| HACCA EDITRICE | ||||
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Ancora libri e ancora case editrici, perché di leggere nuove storie non se ne ha mai abbastanza. Questo mese abbiamo incontrato Hacca, casa editrice giovane ma con le idee ben chiare.
Le piccole case editrici riescono sempre di più a farsi strada in un mercato monopolizzato da gruppi giganti. È una questione di qualità? È una questione di qualità, certo, e di progettualità. La piccola casa editrice indipendente parte da un preciso progetto editoriale: narrativa scandinava, narrativa di genere, saggistica… Questo specializza il catalogo della casa editrice, divenendo prima di tutto punto di riferimento culturale. In questo modo è possibile occupare uno spazio preciso del mercato, lasciato libero dalla grande casa editrice, che offre un catalogo generalista. Le case editrici più o meno piccole sono caratterizzate dal rapporto umano tra scrittore e chi lavora ai suoi scritti, dalla passione e la tenacia. Cosa ne pensi? Ogni anno nascono decine di case editrici, ognuna è il frutto di una passione o di una urgenza nel fare libri. Si sa che è un mercato difficile, eppure a un certo punto una persona o un gruppo di persone decidono di fare libri. È indispensabile, per sviluppare fino in fondo un progetto editoriale, di tanta, tanta tenacia. Se non ci fosse dietro una grandissima passione per i libri che si fanno, sarebbe troppo difficile, troppo faticoso, e a volte, davvero troppo desolante. L’editore è come un contadino, semina per raccogliere solo molto tempo dopo. Nel frattempo deve curare il terreno, dare acqua, e aspettare. Un casa editrice deve distinguersi in qualche modo per essere identificabile sul mercato. Quali sono i tratti distintivi di Hacca? Il nostro progetto editoriale sta tutto nella ricerca e nella cura. Nel catalogo Hacca trova spazio soprattutto la narrativa italiana contemporanea. Romanzi e racconti che tentano di rappresentare la contemporaneità, che danno parole alle fratture del presente. Narrativa italiana e straniera, Novecento.0 e saggistica, ci racconti un po’ le vostre collane? Hacca sta tutta nella collana Novecento.0, la collana di narrativa nata insieme ad Andrea Di Consoli, che mira a portare in libreria voci autorevoli ma anche voci nuove della letteratura contemporanea. Questa è la collana che al momento stiamo sviluppando con maggiore attenzione. Ci sono state delle incursioni all’estero, e ora stiamo guardando alla narrativa romena contemporanea: speriamo di portare in Italia due romanzi nel 2010, per conoscere una letteratura che gioca con il passato e la magia. Tra le vostre novità il libro di Dora Albanese, un libro crudo e appassionato che racconta la donna e la madre da una prospettiva spogliata di orpelli e molto intima… Ce ne parli? Non dire madre è il libro d’esordio di una giovanissima autrice, Dora Albanese. I racconti che lo compongono attraversano la memoria della sua terra, e delle donne che la hanno abitata, con parole nuove eppure ancestrali. Dora racconta la maternità con coraggio e senza menzogne. Racconta le donne, l’amore, il perdono e i sogni. I loro odori e i sapori. Racconta la fuga e la riconciliazione. Antonietta Rosato
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