ERALDO BALDINI
Scritto da Administrator    Mercoledì 27 Maggio 2009 10:24    PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
Indice
ERALDO BALDINI
Pagina 2
Tutte le pagine

altEraldo Baldini è nato a Russi in provincia di Ravenna. Dopo essersi specializzato in Antropologia Culturale ed Etnografia, ed avere scritto diversi saggi in quei campi, agli inizi degli anni Novanta si dedica alla narrativa. Nel 1991 vince il Mystfest di Cattolica col racconto Re di Carnevale: è di lì che inizia la sua carriera di scrittore. Oggi è non solo romanziere affermato in Italia e all'estero, ma anche sceneggiatore, autore teatrale e organizzatore di eventi culturali. Lo ha intervistato per coolclub.it lo scrittore Omar Dimonopoli.

Partiamo da Mal'aria. Da poco Rai Uno ha mandato in onda lo sceneggiato tratto da quel libro del 1998 vincitore del Premio Fregene: dando per scontato che sia un romanzo a cui tieni molto - essendo quello che in qualche maniera ti ha portato alla ribalta come autore - sei soddisfatto della trasposizione televisiva? E inoltre, poiché nel passaggio da un media all'altro un certo grado di "tradimento" è inevitabile, ti sembra che il lavoro svolto dalla regia abbia contenuto entro un limite accettabile questo lavoro?

La fiction è abbastanza diversa dal romanzo, ma questo era scontato: si tratta di un libro estremamente duro e drammatico che, così com'è, difficilmente avrebbe potuto essere trasposto in tivù su Rai Uno e in prima serata. Al di là di ciò, io trovo che il film non sia male, soprattutto se confrontato con ciò che normalmente passa a quell'ora il piccolo schermo; sceneggiatori, regista e attori hanno svolto un lavoro più che dignitoso. Bisogna mettersi nell'ordine di idee che si tratta di un'altra cosa rispetto al romanzo: raccontata in modo diverso, per un mezzo diverso e forse anche per un pubblico diverso. Un pubblico enorme rispetto a quello dei lettori: Mal'aria in tivù ha avuto 6 milioni e mezzo di spettatori, una cifra davvero straordinaria, che ha portato il mio lavoro, per quanto rivisitato, a una visibilità che le vendite in libreria non mi avrebbero potuto dare in tutta una vita.

Televisione, appunto. Avendoci avuto a che fare, hai un'opinione sulla discussa piattezza delle nostre produzioni rispetto, ad esempio, a quelle sperimentali e innovative provenienti dall'America? Che serial come Lost, 24, E.R. et similia da un decennio a questa parte abbiano rivoltato come un guanto il modo di approcciare al racconto sul piccolo schermo è un dato di fatto: perché noi non riusciamo ad essere altrettanto innovativi? Possibile che sia solo una questione di budget?

Bé, il budget non è un problema secondario, ma forse non è neppure il principale. Gli americani fanno tivù da molto più tempo di noi e hanno una tradizione diversa e migliore non solo di quella italiana, ma in genere di tutta quella europea. Nel nostro Paese, poi, si evidenziano problemi maggiori e diversi: una tivù pubblica poco incline alla meritocrazia e condizionata da beghe politiche, poco coraggiosa e povera di idee e di stimoli; una tivù privata che mira principalmente al profitto e che non fa certo della qualità un proprio obiettivo; un confronto fra i due grandi poli televisivi che si svolge "al ribasso", in una forsennata rincorsa ad accaparrarsi il pubblico meno esigente. Insomma, non è una situazione rosea, ma speriamo che qualcosa si muova.

La letteratura "di genere" è oggi in Italia, con gran ritardo rispetto ai paesi anglosassoni, definitivamente sdoganata. Tu hai sempre sostenuto di non porre limiti al tuo lavoro e che le etichette finiscono per metterle gli altri, eppure, obiettivamente, dai tempi di Gotico rurale in poi non si può negare che la tua produzione (un mix di horror e noir, con numerose articolazioni non necessariamente definibili) s'incastoni in un filone, in una tendenza che probabilmente tu stesso hai aiutato a codificare nel nostro Paese. Cosa pensa oggi un pioniere del "genere" della diffusa moda del noir?

Il giallo e il noir in Italia negli ultimi 20 anni hanno rivitalizzato la nostra editoria, assicurato un buon numero di lettori e di acquirenti di libri e portato linfa anche a cinema e tivù. Dunque un movimento molto positivo, in grado anche di ovviare a certe assenze, come quella del romanzo d'avventura, di certo romanzo sociale, eccetera. Al di là di questi meriti, però, va segnalato un rischio: oggi ci sono troppi gialli e noir, e pare che le nuove leve di scrittori non possano esimersi dal percorrere i sentieri del "genere". Insomma, una specie di "crisi di crescita" che prima o poi presenterà il conto, temo. Credo comunque che una generazione di scrittori che si è formata e affinata nella "palestra" del noir sia oggi pronta a dare anche altro e di più, e i segni di questo passo in avanti forse si stanno già manifestando.



 

Contatti

Soc. Coop. CoolClub a r.l.
Sede Legale: P.tta Montale 1
Sede Operativa: Piazza Baglivi 10
73100 Lecce
Tel/Fax: 0832303707
E-mail: redazione@coolclub.it
P.IVA: 03790750750
Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

Chi Siamo

La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...


 

Social & RSS

Facebook CoolClub
Myspace CoolCLub
Editoriali
News