DENTE
Scritto da osvaldo piliego    Martedì 06 Ottobre 2009 17:14    PDF Stampa E-mail
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È una delle nuove voci e delle penne più interessanti del nuovo panorama  cantautorale italiano. Dopo Anice in Bocca (2006), Non c'è due senza te (2007), esce in questi giorni L'amore non è bello, un misto di ironia e poesia, tradizione italiana e fascinazioni acustiche dal sapore moderno. Nel disco ci sono una serie di ospiti d'eccezione: Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica), Gianluca De Rubertis (Il Genio), Enrico Gabrielli (Afterhours). Giuseppe Peveri, in arte Dente, è anche uno dei protagonisti di Il paese è reale, disco voluto da Manuel Agnelli che raccoglie il meglio della nuova scena indipendente italiana. Sarà a Lecce in concerto il 7 dicembre presso i Cantieri Teatrali Koreja.

Finalmente un disco serio senza prendersi troppo sul serio. Il tuo disco riesce ad avere spessore pur rimanendo leggero, è un'alchimia ricercata?

Beh direi di si...
C'è una ricerca estetica che fa sì che le canzoni emergano in quanto tali, quindi un uso ragionato degli arrangiamenti e delle parti strumentali e poi c'è la scrittura che non vuole essere pesante e si prende un po' in giro. E questo rispecchia anche il mio carattere e quindi posso dire che il disco lo sento molto naturale in questo senso.

In questo disco si respira un'aria strumentale compiuta, completa. Dente ha una band? Un sacco di amici? O è diventato un polistrumentista? A parte gli scherzi, il tuo primo lavoro era decisamente più low-fi, cosa è cambiato?
Questa volta avevo la possibilità di entrare in studio starci un po' e coinvolgere altri artisti e l'ho fatto, tutto qui. Prima non potevo e quindi facevo in casa e in quasi totale solitudine ma non è che mi disgustasse l'idea di fare le cose fatte bene, anzi, avessi avuto la possibilità di fare tutto hi-fi lo avrei fatto di certo.

Tra le righe si sente l'eredità di Battisti. Quanto della canzone d'autore italiana ti ha influenzato?

Involontariamente mi ha influenzato tutto quello che ho ascoltato fin da piccolo tra cui le canzoni italiane dei cantautori ma anche quelle degli interpreti degli anni 60, che erano le mie preferite.

I testi sono per lo più autobiografici, o almeno credo. L'amore ha un ruolo importante nelle tue canzoni. Il disco è uscito il giorno di San Valentino. Ti piace raccontare cose piccole ma che sembrano valere per tutti. Cosa ne pensi?
Non ho mai pensato che le mie storie potessero essere condivise dalla gente. Questo è successo e la cosa ancora mi stranisce ma mi da anche gioia. La canzone ed in generale la musica per me è molto terapeutica, io scrivo e suono perché poi sto meglio.

Te lo avranno chiesto in molti ma noi di Coolclub.it mai...perché Dente?
È una storia lontana nel tempo e priva di senso. Ti basti sapere che è il mio soprannome da una ventina d'anni.

Ancora un perché. Perché L'amore non è bello?
Perché può non esserlo. È la cosa più bella che ci sia ma che nasconde un potenziale distruttivo spaventoso.

Osvaldo Piliego

 

 

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