| UN VIAGGIO IN SALENTO | ||||
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Un viaggio ideale nel Salento della durata di due giorni da costa a costa, dall'alba al tramonto e poi di nuovo all'alba, attraverso paesaggi urbani e rurali, attraverso feste, sagre popolari e vita notturna, attraverso monumenti e antichi mestieri. Abbiamo parlato con il regista del documentario, Marco Leone che ci racconta come è nato questo lungometraggio sulla provincia di Lecce.
Ci racconti com'è costruito il documentario?
Il viaggio parte all'alba dalla costa adriatica e finisce al tramonto sulla costa jonica, passando attraverso l'entroterra dopo aver dato spazio al nostro bel mare. Ho seguito un itinerario dettato in gran parte da curiosità e informazioni, per dare un'idea completa della nostra provincia. Nel tuo lavoro dai moltissimo spazio alle immagini rispetto al testo. Il racconto si dipana attraverso quello che vediamo più che attraverso quello che sentiamo. Ci vuoi parlare di come hai lavorato sui testi?
Ho deciso di alleggerire i testi, per creare un racconto per immagini vista anche la lunghezza del lungometraggio (1 ora e 43 minuti, circa il doppio di un normale documentario). Ho usato delle bandiere didascaliche che appaiono sotto i monumenti e che ne indicano il nome e l' anno di costruzione, mentre altre bandiere entrano in campo quando cambia la località senza che sia la voce fuoricampo a raccontarlo come vediamo nei soliti documentari. Il tuo è un vero e proprio viaggio attraverso la provincia leccese, ma non solo il mare o i monumenti, ci racconti anche la vivacità della vita notturna..Sì, idealmente il mio viaggio dura due giorni. Volevo dare la possibilità allo spettatore di vedere quello che accade nel Salento anche nelle sere d'estate, sagre o feste patronali, o alcune città come Otranto e Lecce, dove, dopo la visita notturna ai monumenti e un giro tra la movida, dalla notte aspettiamo il giorno e il viaggio prosegue nel capoluogo (la città ha spazio nel documentario per quasi mezz'ora!) per poi spostarci e terminare sullo Jonio. Grande spazio viene dato anche alle tradizioni locali come la gastronomia e l'artigianato.
Non ho tralasciato la gastronomia e gli antichi mestieri ancora in voga, e quindi ho ripreso la preparazione della pasta fatta in casa o la creazione di statue di cartapesta, la lavorazione della pietra leccese e quella del ferro battuto. Il tuo lavoro sembra essere anche una piccola guida a uso del turista di quello che si può fare e vedere nel Salento.
Nel documentario ho cercato di dare spazio anche alle realtà turistiche del Salento documentandole con immagini dall'alto e subacquee, facendo giri su aerei turistici e divingboat per escursione nei nostri fantastici fondali vincendo alcune mie paure profonde. Nel mio "penitente" cammino ho toccato circa trenta comuni e fatto vedere che nel Salento ci si può spostare anche con i treni della sud-est. Un'ultima domanda, dove si può trovare il documentario?
Per ora, il documentario è in vendita presso il Centro servizi per il turismo in piazza Duomo a Lecce.
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