PAOLO FRESU
Scritto da Antonietta Rosato    Venerdì 24 Luglio 2009 11:10    PDF Stampa E-mail
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Ci sono persone che ascolteresti stando in silenzio per lunghissimo tempo deliziandoti con il solo suono che produce la loro voce. Paolo Fresu appartiene a questo genere.
Lo chiamo in un infuocato pomeriggio di luglio, tra mille sigarette e un inutile ventilatore; un paio di frasi smozzicate, si schiarisce la voce e dopo pochi minuti attacca a parlare veloce con quella sua voce fluida, quasi liquida.
Se conosci la sua musica non ti stupisce che il suo modo di interloquire sia altrettanto evocativo, e non puoi fare a meno di pensare che abbia una sorta di potere "immaginifico" che lo connette con il mondo.
Ad agosto sarà in Salento per il Locomotive Jazz Festival di Sogliano Cavour (4 e 5 agosto) con il suo Devil 4tet, il concerto per Frasi, Frise, Frese, Fresu e il progetto di musica itinerante "From Station to Station" nelle stazioni della linea ferroviaria Sud-Est.
Non posso fare a meno di chiedergli come ha conosciuto il sassofonista Raffaele Casarano, direttore artistico del festival, che ha da poco esordito in casa Universal con "Replay" lavoro che vede lo zampino di Fresu in ben cinque brani. "Ora che mi ci fai pensare, è proprio in una stazione ferroviaria che ci siamo conosciuti. A Parigi, qualche anno fa, Raffaele mi fermò e mi diede senza alcuna pretesa un suo CD. Lo ascoltai come faccio sempre, ma devo dire che poche volte sono rimasto colpito al primo ascolto come quella volta.
L'ho richiamato e mi sono ritrovato proiettato in una storia che un po' mi apparteneva".
Il piccolo centro lontano da tutto, la formazione nella banda del paese, gli studi al conservatorio, gli chiedo se, per alcuni versi, non ritrova le sue stesse origini nella storia di Raffaele Casarano, "Sì, assolutamente, anche se devo dire che Raffaele non è più un talento emergente, è ormai una realtà, di lui e dei musicisti del Locomotive apprezzo la serietà e la concretezza, l'attitudine a perseguire un obiettivo con semplicità aprendosi al proprio territorio".
Lo speciale concerto itinerante "From Station to Station" partirà  da San Cesario il 4 agosto e farà tappa in diverse stazioni del Salento; un viaggio musicale che vedrà come protagonisti lo stesso Fresu, Raffaele Casarano & Locomotive, Cesare dell'Anna con il suo Girodibanda.
"Ho trascorso buona parte della mia vita in treno, per me ha un fascino intrinseco, per certi versi mi rappresenta... penso a quando ci salivo su per andare fuori a studiare, a tutti gli incontri e le scoperte, a tutta la musica che ho scritto, perché scrivo prevalentemente in viaggio. È questo nesso strettissimo tra lo spazio geografico e il tempo, questo attraversamento in un tempo dato che per me è suggestivo di per sé". Gli faccio notare che in Salento ci hanno provato in molti a far viaggiare a ritmo di musica i vagoni delle ferrovie Sud Est, e che trovo fantastico che si sia riusciti a farlo in jazz e che questa musica stia finalmente uscendo fuori dal localino fighetto. "Il jazz si è chiuso nei club a partire dagli anni '70, fino a diventare musica per pochi intimi, solo ultimamente, si sta riappropriando di una dimensione popolare, che poi è quella da cui parte questa musica. Molto sta accadendo proprio grazie ai festival, qui come altrove, nel Salento per esempio il Locomotive è sicuramente un'esperienza pilota, come lo è stato il festival di Berchidda, credo che i festival in generale debbano interagire con il territorio, captarne le necessità facendo delle peculiarità di un luogo un fattore importante di diversità e di creatività". Il festival che lui dirige, Il Time in jazz di Berchidda (dal 9 al 18 agosto), giunge alla sua XXII edizione e avrà come protagonisti, tra gli altri, musicisti del calibro di Jan Garbarek, Gianluca Petrella, Eivind Aarset, Richard Galliano, Morgan, Angelique Kidjo. Quest'anno il festival è dedicato al tema dell'acqua "Molti sono i significati attribuiti all'acqua nella simbologia, nella cultura, nella religione e nelle rappresentazioni artistiche dell'uomo" sottolinea Fresu "Acqua significa anche coscienza dell'uomo stesso e della casa che ci ospita. Ancora il mondo si divide in popoli che sprecano l'acqua e in popoli che muoiono di sete". Time in jazz è un festival all'insegna della creatività che trova le sue radici nell'identità del territorio che lo accoglie. Questo stretto rapporto con la natura si è intensificato particolarmente in questi ultimi anni, portando a un maggiore impegno in senso "ecologico" del festival di Berchidda che ora, inaugurando questo ciclo dedicato ai quattro elementi - acqua, aria, terra e fuoco - mira a rafforzare la sua vocazione alla biosostenibilità.
Antonietta Rosato



 

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