| BOOSTA | ||||
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Personaggio poliedrico e cangiante Boosta passa con agilità dalle tastiere e i sinth dei Subsonica, alla consolle, riesce a reincarnarsi nei Caesar Palace e a muoversi con agio tra le pagine di un romanzo e quelle delle riviste. Sarà nel Salento ad agosto per il Cube Festival che, alla sua seconda edizione, offre una line-up d'eccezione.
A salire sul palco il 13 agosto saranno i Marlene Kuntz, di cui a gennaio è uscito il primo Best Of, i Motel Connection, progetto elettronico trasversale di dj Pisti e due dei componenti dei Subsonica, i Serpenti, giovane band milanese di genere electro-rock e Amerigo Verardi & Marco Ancona, due degli artisti più influenti della scena underground salentina. Dopo i concerti si ballerà con i dj set di Carlo Chicco, di Dj Hugo e della mitica Skin. Il 14 agosto sarà la volta degli Afterhours e di Morgan & Le Sagome. Apriranno la serata La Fame di Camilla, band pugliese emergente, The River, una delle più brillanti realtà della scena indipendente italiana, i Nena, quintetto lombardo e gli Hype, indie rock band barese. A chiudere il festival i dj set di Play Paul dei Daft Punk e Boosta dei Subsonica. con quest'ultimo Coolclub.it ha fatto una chiacchierata. Al di là dei miti... che immagine ha un torinese del panorama musicale salentino?
Vivace certamente. È stato un porto franco che, nonostante le difficoltà , ha bypassato la stanchezza della musica italiana reagendo sempre con grinta. C'è una forma di assonanza: sono i territori dove manca l'industria, musicale si intende, a generare lo sforzo creativo migliore. Dalle parte di casasonica abbiamo di casa gli Steela, e posso dirvi che se avessi qualche anno di meno... Tu arrivi da una città che ha creato l'unico festival internazionale gratuito in Italia. A quarant'anni da Woodstock... credi che i festival mantengano ancora accesa una scintilla di quel fuoco primordiale?
Con certezza. Lo dico a ragion veduta. Da spettatore e da musicista. Sono momenti ormai unici di aggregazione. In un Paese come questo nel quale uscire la sera e stare insieme è reato il festival, perdonatemi l'iperbole, diventa un momento di resistenza civile. L'affluenza e la passione di tutte le persone che scelgono di passare una serata godendo un buon concerto è dimostrazione tangibile che esistono altre vie per diffondere pensiero e parole che non sia quello della televisione o dei giornaletti. Subiamo un imbarbarimento che merita di essere combattuto con le armi che abbiamo a disposizione, perché questa lotta silenziosa ed intelligente non dovrebbe passare attraverso il concetto di festival. A proposito del tuo prossimo djset al Cube Festival di Gallipoli: non pensi che i dj abbiano raggiunto lo status di rock star? A volte sì. La medaglia ha naturalmente la doppia faccia. Il sogno di fare il musicista o il dj, viene inevitabilmente snaturato dal desiderio di celebrità fine a se stesso. Non dovrebbe essere così. La musica, elettronica e non, merita un rispetto infinito, come un rispetto infinito meritano le persone che scelgono di lasciarsi la propria quotidianità alle spalle per qualche ora ballando e vivendo gomito a gomito con i propri simili. Non è un aspetto secondario. In Caesar Palace cristallizzano diverse esperienze degli ultimi dieci anni: l'alter ego animato dei Gorillaz, il sound di gusto post-elettronico degli ultimi Depeche Mode. Ne sei consapevole? I Gorillaz non sono stati i primi ad usare alter ego bidimensionali come i Depeche non sono stati i primi ad utilizzare i sintetizzatori. È inevitabile che ci siano dei tratti in comune. Il mio punto di partenza rimane, e rimarrà , quello di fare musica così come la sento fino a quando avrò qualcosa da raccontare. Tutto qui, è meno complicato di quanto si possa pensare. Dopo L'Eclisse senti che ci siano differenze al momento di concepire una canzone con testo in inglese? Immaginario, processo creativo, riferimenti, ispirazione... I Subsonica usano un inglese maccheronico per formare la melodia delle canzoni che poi avranno il proprio testo in italiano. Amo entrambe le lingue ed ho imparato a scrivere ed amarle tutte e due. Ma sono italiano e non nascondo l'orgoglio quando una grande canzone ha un grande testo nella mia lingua. Tu sei uno scrittore e songwriter. Entrano in relazione queste esperienze creative o rimangono ciascuna per la sua strada? Sono tutti aspetti complementari dell'espressione. La musica , la scrittura, il cinema. Tutti condividono il comune denominatore dell'avere qualcosa da raccontare. Ed è altresì l'unica chance che hanno per guadagnare quell'immortalità cui, in linea di principio, ambiscono. Questo vorrei fosse il fil rouge. Avere sempre qualche cosa da raccontare. Un detto in spagnolo dice... "No hay dos sin tres". A quando il terzo romanzo? Arriverà presto, credo già l'anno prossimo. E sarà , mi auguro con tutto il cuore, un bel passo avanti nella mia scrittura e nella genesi di una nuova storia. Josè Luis Molteni
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