| LA VOCE DI JUNIOR SPREA | ||||
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Voce è il titolo del disco d'esordio di Junior Sprea, giovane cantante reggae milanese (vero nome Michele Spreafico). Dall'età di 13 anni inizia a frequentare concerti e dancehall, poco dopo inizia a suonare le tastiere in un gruppo ska e nel 2007 partecipa all'Mc reggae contest. Dal 2008 fa parte della New generation crew insieme a Gamba the lenk, dreama e Papa Sabbo. Dopo numerosi concerti in giro per l'Italia approda a questo primo lavoro solista.
Il disco è prodotto da Bonnot degli Assalti Frontali. Come mai la scelta di "affidarti" a lui?L'incontro con Bonnot è avvenuto totalmente per caso e praticamente da subito lui si è interessato alle mie produzioni e al mio stile musicale. Da qui poi la proposta di provare a lavorare su alcune sue strumentali e in seguito siamo arrivati a realizzare quest'album. Lui è sicuramente un musicista straordinario, polistrumentista e cultore della musica a 360°. Basti vedere che spazia da un progetto hip hop come quello di Assalti Frontali, a sonorità più legate al jazz nel suo progetto "Babel" (con Tino Tracanna e Roberto Cecchetto), a quelle del reggae come nel caso del mio album. Senza dimenticare che è anche un dj di musica elettronica. E non segue uno standard in quello che fa, ma reinterpreta ogni genere secondo le proprie influenze musicali. Credo che ci metta tutto sè stesso in ogni produzione che fa uscire, e posso assicurare che anche per la produzione del mio album ha dato proprio del suo meglio. Il cd presenta anche una serie di collaborazioni. Ce ne parli? In "Siamo in Italia" ho collaborato con Dreama, altro validissimo cantante reggae di Milano nonchè compagno di palco di lunga data. 2 anni fa abbiamo dato vita a un progetto insieme ("2X2") da cui è nato un album che raccoglieva un po' tutte le varie produzioni che avevamo fatto fino ad allora e attraverso cui abbiamo avuto modo di girare un po' in tutta Italia e di farci conoscere nel panorama reggae italiano. E' stato naturale che lui aggiungesse un suo contributo nel mio album solista. In "Algoritmo magico" c'è la collaborazione di Skarra Mucci, artista jamaicano che da qualche anno si sta affacciando sul panorama reggae internazionale: è stato veramente un piacere e un onore lavorare con lui, che prima di essere un artista è una persona cordiale e disponibile. Capita spesso a Milano, per questioni professionali ma anche perchè ormai qui ha trovato tante amicizie. Una volta che era qui gli ho chiesto se fosse interessato a collaborare al mio album, e lui è stato subito contento di farlo. Per quanto riguarda le strumentali sono chiaramente tutte di Bonnot ad eccezione di "Il mio Stato" prodotta da Catchy, che fa capo a Greezzly Productions, etichetta milanese di musica reggae. Con lui ho lavorato molto in passato, era il dj della crew di New Generation nonchè producer di "Precario", uno dei miei primi pezzi col quale sono riuscito ad arrivare a un pubblico più vasto. La strumentale di "Vorrei viaggiare" invece è di Raina (Villa Ada Crew), veterano della scena reggae italiana: per me è stato davvero un onore collaborare con lui. Ci siamo conosciuti diversi anni fa sul palco del Leoncavallo a Milano, io facevo l'apertura a un concerto della Villa Ada. Loro hanno apprezzato molto il mio modo di cantare ed esprimermi, e dopo un po' Raina mi ha mandato questa strumentale (che tralaltro vede la partecipazione al sax di Dean Fraser, vero colosso della musica jamaicana) chiedendomi se volessi cantarci sopra. Chiaramente non ho perso l'occasione, io con le canzoni della Villa Ada ci sono cresciuto. Ultima ma non ultima, la strumentale di "Siamo in Italia" è stata lavorata a 4 mani da Bonnot insieme a Fabiano Pagnozzi, ex tastierista di Bovisa Reggae Foundation (band con la quale ho avuto modo di esibirmi sul main stage del Rototom Sunsplash nel 2008) e musicista veramente valido nonchè amico, con cui abbiamo già avuto modo di lavorare in "2X2" anche nel singolo "Siamo così" in featuring con Julia Lenti, cantante brindisina che sta avendo sempre maggiore successo. La parola per te è fondamentale come spieghi nel brano d'apertura del disco. I testi sono ironici e impegnati e c'è spazio anche per l'attualità politica come nel caso di Siamo in Italia. Come nascono i tuoi brani? Nascono in modo del tutto spontaneo. Le mie canzoni prendono spunto quasi tutte da esperienze vissute in prima persona, sia che si tratti di temi spensierati, sia che si tratti di temi su cui rimanere a riflettere un po' di più. Inoltre io sono una persona che s'informa, legge i giornali, segue le notizie su internet; è da qui che nasce lo spunto per scrivere riguardo a temi d'attualità . Se c'è un tema che mi sta particolarmente a cuore, cerco di farlo mio andando a informarmi nel particolare ed avendo così diversi punti d'osservazione per andare a costruire il mio testo. Dopo una esperienza l'esperienza con New Generation Crew arrivi a questo esordio solista. Qual è secondo te lo stato del reggae oggi in Italia? Quali i gruppi e gli artisti che ti hanno influenzato? Con chi vorresti collaborare? Il mondo del reggae in Italia lo vedo in grande fermento: tanta gente che ha voglia di fare, per pura passione. Da nord a sud indistintamente. Forse anche grazie alla diffusione dei social network, oggi più che quando ho iniziato noto questo trend. Certo è che emerge soprattutto chi nel fare musica investe su tecnica e qualità , come in tutti i generi musicali, e anche su questo aspetto il reggae italiano non si fa mancare niente. Se devo fare dei nomi di chi mi ha influenzato maggiormente in questo ambiente musicale posso riferirmi ai veterani: Villa Ada, Brusco, Sud Sound System per citarne alcuni. Tutti coloro che hanno portato a diffondersi il reggae in Italia e hanno sempre usato questa musica per portare messaggi postivi. Penso che qualunque giovane cantante reggae italiano abbia subito l'influenza dei nostri veterani. Nonostante il reggae sia un genere di nicchia, credo che in Italia questa musica abbia creato dei veri mostri sacri. Per quanto riguarda le collaborazioni, ho sempre lavorato con gente con cui mi sono trovato umanamente bene. Ho sempre guardato la persona, prima dell'artista. Per questo farei fatica a dire un nome per una futura collaborazione. In ogni caso non ho desideri particolari da questo punto di vista, per ora vado avanti e spero che la musica mi dia modo di crescere sempre di più, proprio a livello umano. Qual è la tua impostazione live? Quali sono i tuoi progetti per l'estate?
Dal vivo giro con un dj (spesso Dj Roby, di Puppies Sound, un giovane sound system di Milano) e spesso con Dreama di supporto sul palco con me. Quest'estate spero di suonare il più possibile, specialmente al sud visto che è la zona d'Italia più viva in questa stagione. Ho anche in progetto di mettere insieme una backing band, ma per ora sembra un progetto a lungo termine. Pierpaolo Lala
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