| ACOMEANDROMEDA: ROCK E POESIA. | ||||
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Sono pugliesi, sono capaci di usare il flauto come Jethro Tull e di ringhiare come gli Afterhours. Il loro nuovo album "Occhio comanda colori" (Piccola bottega popolare) è un ponte tra gli anni 70 e il futuro prossimo. Forse, proprio come suggerisce il loro nome e la loro immagine, sono come un film di fantascienza di quarant'anni fa. Acomeandromeda è una band che sa pestare pesante ma sa anche concedersi boccate d'aria pop, ne sentiremo parlare.
Il vostro immaginario musicale e iconografico ha una forte impronta vintage, cosa vi ispira di quegli anni?Sicuramente la purezza dell'approccio alla composizione che si traduce anche nella totale libertà di sperimentazione, sia dal punto di vista sonoro che da quello riguardante la struttura armonica e schematica del brano. Allo stesso tempo avete i piedi ben piantati nel nuovo rock alternativo italiano, come vi sembra il rock che vi circonda?
C'è tanta roba! La produzione oggi è molto ampia e crediamo che la qualità media sia in continua crescita. Ciò ci sprona a mantenere la nostra identità e a fare scelte che ci impegnino in progetti interessanti, capaci di arricchire il nostro percorso artistico. I vostri testi non lasciano trasparire subito il loro messaggio, vanno immaginati, sono suggestioni che nascondono una chiave di lettura emotiva. Come vi approcciate alla scrittura?
Il fatto che i nostri testi siano di non immediata fruibilità lo dobbiamo alla poesia che, essendo sintesi, riduce tutto in immagini, quindi più che immaginato, il messaggio dei nostri testi va visto per la realtà che le immagini descrivono. Ovviamente tutto ciò va fatto ad occhi chiusi, guardando col cuore se c'è uno specchio che le riguarda in modo da rifletterle immedesimandosi e dunque emozionandosi. Il nostro approccio alla scrittura accosta le emozioni alle immagini e viceversa e scrive di riflesso alla musica che dipana ogni scenario agli "occhi" di chi l'ascolta. Siete pugliesi, in quest'ultimo periodo la puglia musicale sta attraversando un ottimo periodo, come vivete questa fervore che vi circonda?
L'interesse che sta suscitando il panorama musicale pugliese è meritato. Speriamo che questo momento sia utile per sdoganare le produzioni musicali del meridione, dando loro la stessa attenzione di cui godono le realtà artistiche da Roma in su. La riconsiderazione della cultura nella nostra Regione ha permesso, negli ultimi anni, il moltiplicarsi degli spazi dedicati al nostro ambito ma soprattutto ha riacceso la voglia di ascoltare, vedere, scrivere e vivere direttamente l'arte. Mettersi a fare le cose sul serio richiede un progetto solido. Il vostro sound lascia intendere che la dimensione live sia un vostro punto di forza. Quali sono i vostri prossimi progetti?
Sì effettivamente l'esibizione dal vivo è di importanza fondamentale per noi: tramite essa non solo possiamo dare, ma soprattutto ricevere sincerità. Per questa ragione stiamo cercando di sviluppare il concetto di live ampliandone i confini e i contesti tradizionali, in particolare indagando una fusione tra diverse forme d'arte che non sia solamente formale, ma dove si compia una vera e propria interazione tra suoni, immagini e movimenti. Osvaldo Piliego
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