UMBERTO PALAZZO E IL SANTO NIENTE
Scritto da Administrator    Venerdì 13 Gennaio 2012 13:28    PDF Stampa E-mail
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Venerdì 20 gennaio (ore 22.00 - ingresso 5 euro) all'Istanbul Cafè di Squinzano (Le) va in scena la prima edizione dell'Ill Sun Fest, a cura dalla neonata etichetta discografica indipendente salentina "Ill sun records". Sul palco si esibiranno i torinesi Dead cat in a bag, i salentini Shotgun babies, i toscani Gonzaga e i dj di Odelay. In chiusura spazio a Umberto Palazzo e il Santo Niente, storica band dell'underground italiano degli anni novanta, ora in tour con una nuova e giovane formazione. Pochi mesi fa è uscito Generazioni, un album tributo alla band che vede la partecipazione fra gli altri di Giorgio Canali, Tying Tiffany e Simona Gretchen. La band attualmente è al lavoro sul nuovo album mentre Umberto Palazzo ha pubblicato “Canzoni Della Notte E Della Controra”, cd solista molto intenso. Per "prepararci" al concerto abbiamo fatto qualche domanda al musicista e cantante.

altIl ritorno sulle scene de Il santo niente riporta alla mente un periodo della musica italiana in cui tutto nasceva e pulsava di un’energia e di un vitalismo incredibile. Anni in cui sembrava esistere una grande scena. Cosa ricordi di quegli anni?
La vita folle che facevamo, ma non sono un tipo che sia portato al rimpianto. Il mio livello d'energia vitale è sempre molto alto, ma decisamente meno autolesionista.
Nella tua carriera hai incontrato e collaborato con molti artisti (Amerigo Verardi, sei stato tra i fondatori dei Massimo Volume solo per citarne alcuni). Ci racconti come e quanto ti hanno cambiato?
Amerigo, per se più giovane di me, è stato un maestro. Era già andato tantissimo avanti completamente da solo. A poco più di vent'anni era già un musicista perfettamente formato. I Massimo Volume su di me, invece, non hanno avuto nessuna influenza. Erano totalmente inesperti e quella band e quel suono furono un'idea mia. Poi sono diventati bravi.

La tua carriera solista mantiene alcuni elementi della tua scrittura ma esplorando allo stesso tempo nuove possibilità. Cosa è cambiato e cosa è cresciuto in te?
Io non sto mai fermo e studio sempre. Non penso che mi capiterà mai di dirmi: "Ok, questo è quello che mi viene meglio, continuerò a farlo per tutta la vita". Ascoltare tanta musica senza pregiudizi è come viaggiare, ti cambia senza che tu te ne accorga. Alla fine finisci per non appartenere a nessun posto e hai un punto d'osservazione distaccato. Credo che sia una situazione ottimale per essere sempre creativi.

Oggi sembra che molto del tuo approccio musicale sia tornato di moda. Molti nuovi artisti si stanno riappropriando di una certa grammatica. Come vedi quello che ti circonda? Cosa ti piace?
Posso tranquillamente prendersi la mia grammatica, io ogni giorno me ne faccio una nuova. C'è tantissima musica fatta negli ultimi mesi che mi piace, ma casualmente, del tutto casualmente, non è quella che va per la maggiore. Si usano troppo le grammatiche vecchie. Io preferisco quelle nuove, che non contengano lemmi fuori corso e siano attente alle mutazioni del linguaggio e ai prestiti dalle altre lingue.

Osvaldo Piliego
 

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