| Pere Ubu | ||||
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David Thomas è un personaggio noto per il suo carattere brusco, diretto e senza peli della lingua, a volte addirittura oltre il limite della comune, ipocrita, buona educazione. Ma se si considera che questo atteggiamento appartiene ad un uomo che ha dedicato un'intera esistenza a fare musica in modo serio, concreto e professionale, non c'è da meravigliarsi che, dopo aver incontrato troppo spesso gente superficiale che ama non la musica ma solo quello che ci sta attorno, le sue posizioni e i suoi giudizi si siano un po' "irrigiditi" (e conditi di una non celata autostima). Da anni porta avanti due progetti distinti, quello solista (in compagnia dei Two pale boys) e quello a quanto pare immortale dei Pere Ubu, che per l'appunto tornano oggi con un nuovo album, Why I Hate Woman, da poco arrivato anche in Italia. Abbiamo colto l'occasione per fare un po' il punto della situazione con lui. Sono più di 30 anni ormai che ti dedichi alla musica, come ti senti oggi? Mi fanno male i piedi. So che in gioventù sei stato giornalista musicale con lo pseudonimo di Crocus Behemoth, e che ora però addirittura preferisci evitarli i giornalisti e le loro fastidiose domande. La cosa dipende da questioni personali e/o da un qualche atteggiamento della critica musicale moderna che non apprezzi? Io non evito i giornalisti, sono i giornalisti che evitano me e le mie fastidiose risposte! Io non ho problemi con i giornalisti, non so come ti sia venuta in mente questa idea. Tutto quello che io ho detto a riguardo è che: la maggior parte dei giornalisti non sono tanto bravi nel loro lavoro come lo sono io nel mio; la maggior parte dei giornalisti non ha una solida conoscenza di base della storia e dell'evoluzione della musica rock. Sapresti confutare una di queste due affermazioni? Leggi riviste musicali? Quali reputi valide? Certo, leggo le riviste. Non che sto davanti al giornalaio col fiato sosspeso pronto a metter le mani sulle nuove uscite, ma ne leggo un bel po'. E tutte sono valide fin quanto si tratta di pagare i giornalisti per scrivere delle opinioni. Io preferirei che fossero pagati per essere intuitivi e analitici, ma molta musica, si sa, non necessita di analisi, ma solo di opinioni. La colpa non è certo mia. Di chi è? Di solito si dice che gli artisti che durano a lungo non riusciranno mai ad eguagliare i dischi del loro primo periodo. quasi sempre è effettivamente così. Quando oggi scrivi le tue canzoni avverti questa sensazione, il pericolo cioè di non essere all'altezza del tuo pesante passato? Non mi piace guardare indietro, non sono un nostalgico. Il passato è chiuso ermeticamente. Non è una minaccia. Non mi riguarda. Niente che si applica agli altri è applicabile a me. Io faccio quello che voglio. Prendi i Pere Ubu: sarebbe impossibile comprenderli senza partire dal principio. Noi siamo una hard groove rock band del Midwest, che segue la tradizione degli MC5 e Stooges. Tom Herman diceva che la parte migliore di una chitarra è quella che richiede il minor movimento delle dita. Se non sei capace di farla suonare selvaggiamente anche con una sola corda, allora è meglio che cambi mestiere. I Rocket from the tombs furono e sono ancora una esperienza di rock brutale. Quando si sciolsero, ero determinato a trovare un altro modo per portare avanti quell'esperienza. L'ho detto per decenni: i Pere Ubu furono fondati proprio a partire da questo concetto, l'abilità di produrre un rock dal groove brutale. Questa era la base da cui sono partite tutte le nostre avventure sonore. Ma siccome avevamo dimostrato che eravamo capaci di farlo, non serviva ribadirlo in ogni nuovo album. La nostra missione è/era andare oltre quel punto di partenza. I Rocket from the tombs, la tua prima band, avevano un nome che si ispirava ai b-movie fanta-horror. Ma questo interesse non è mai stato più così evidente nei tuoi successivi progetti. Ti piace ancora guardare questi vecchi film? No, non guardo più quella roba. Li vedevo decenni fa. Ne ho fatto il punto definitivamente tempo fa. Guarda su http://www.ubuprojex.net/archives/mayhem.html In tutti questi anni hai avuto modo di incontrare e collaborare con un numero infinito di musicisti. Quali sono quelli che più hai sentito vicino e che in qualche modo hanno influenzato il tuo percorso artistico? Io sono l'influenzatore, non l'influenzato. Circa un anno fa Mayo Thompson è apparso magicamente qui nel sud italia con i suoi riformati Red krayola. Per lui, nonostante si tratti di uno dei più grandi personaggi della storia della musica americana, il suo unico vero momento di visibilità fu proprio il periodo passato con te nei primi anni '80. In che rapporti siete oggi? Abbiamo continuato a vederci molto spesso, anche se ora sono un po' di anni che non ci incontriamo. So che diffidi molto delle sovraproduzioni, che preferisci lasciare il suono al naturale, così come viene registrato, non torturarlo (tanto da definire il tuo metodo "iper-naturalistico"), ma d'altra parte, fai largo uso di una serie di particolari microfoni dai nomi bizzari. di che si tratta? Non si tratta di microfoni. Sono degli speaker adattati per essere usati come microfoni. I nomi che gli abbiamo dato rispecchiano la loro nuova funzione, sono strani solo perchè non sai che cosa fanno. Mi piace registrare il suono in range di frequenza rigidamente definiti. In tal modo l'equalizzazione rimane stampata su tape. Verrai in Italia per promuovere il disco? Si, saremo domenica 8 ottobre al Centro Stabile Cultura di San Vito di Leguzzano (Vicenza). Ho letto da qualche parte che la tua massima ambizione è diventare il più grande cantante mai esistito. Ma questo dipenderà anche da chi saranno quelli che ti giudicheranno: credi che ciò sarà possibile durante la tua vita o bisognerà aspettare che tu muoia perché qualcuno ti riconosca come tale? Beh, la mia ambizione non è diventare il più famoso cantante di tutti i tempi. Non è questo quello che ho detto. Se fosse stato davvero questo il mio obiettivo avrei impostato la mia carriera in tutt'altra maniera. Essere il migliore, questa è la mia ambizione, e questa non è determinata dalle altre persone. È qualcosa di assoluto. Il sole non sorge a est perchè lo dice la gente. È un assoluto! Davide Rufini
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