| IL NUOVO MONDO DEI VEGETABLE G | ||||
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In occasione dell'uscita del loro nuovo visionario video abbiamo intervistato i Vegetable G, una band che, dopo un lunga militanza nell'indie cantato in inglese, approda all'italiano con un disco molto bello. "L'almanacco terrestre" alza l'asticella proponendo una nuova cosmogonia del pop italiano, sintesi del passato ma anche punto di partenza verso nuove e incredibili avventure musicali.
È uscito da pochi giorni il vostro nuovo video. Ci sono le cave di bauxite di Orte (o sbaglio?) ma è solo il pretesto per omaggiare una vostra grande passione che traspare in tutto il vostro immaginario: l'astronomia. Ce ne parli?Il luogo è esattamente quello che indichi nella domanda! Non eravamo a conoscenza di un posto così bello ed è stato Gianni Troilo, fotografo e regista del video de "L'almanacco terrestre" a farcelo conoscere e volerlo utilizzare come location sia per lo scatto di copertina dell'album, scatto che gli è valso il terzo premio all'International Photography Awards 2011, sia per il video. Per noi è stata folgorazione immediata. Un luogo simile riassumeva tutte le tematiche presenti nel nostro lavoro. Alcune cose accadono come fossero, appunto, coincidenze astrali! Lì era infatti perfetto inscenare il mito greco che aveva ispirato la copertina (quello di Deucalione e Pirra), da sottolineare che i nostri cellulari prendessero quasi solo la linea greca, e lì era anche perfetto rievocare i "nostri crateri della Luna", a due passi dal mare della tranquillità ...il principio degli esseri viventi! Magia pura! Consiglierei di visitarlo all'alba, è uno spettacolo impagabile!
Quando fare pop non è più reato voi vi spingete ancora oltre, se possibile, mettete da parte l'inglese e sfornate un nuovo classico italiano. Come è stato il processo?
Già con "Genealogy", nostro terzo album, cercavamo la via del pop più autentico, e quando dico autentico alludo al fatto che si possa essere autentici nel comunicare quel che si vuole, senza compromessi nel dover comunicare necessariamente "basso" perché, musicalmente parlando, la ricetta ha in sé la potenza d'arrivare a tutti, indistintamente. "L'almanacco terrestre" parla di Universo, Amore, Miti, uomo, donna, equilibri cosmici e natura, di riflessioni, mi rendo conto, non sempre semplici e immediate, ciononostante le sue melodie e la sua ironia possono arrivare anche ad un bimbo, come fossero filastrocche. Non abbiamo vissuto l'obbligo di dover comunicare in modo banale per essere pop, com'è consuetudine soprattutto ai vertici della musica italiana, perché il linguaggio musicale da noi proposto è già un veicolo "popolare"...e poi la gente non merita le banalità ! Ne ha già troppe da sopportare. Come è accaduto? Ah. boh? In un solo giorno di estate, dall'inglese all'italiano, di getto e definitivamente, come se mi fosse caduta in testa una di quelle lingue infuocate di Babele di cui si narra nella nota vicenda biblica. Gli astri lo vollero?
Il disco sta riscuotendo moltissimi consensi di critica, segno che c'era bisogno di un disco così. Cosa ne pensi?
Le tue parole ci lusingano infinitamente! Grazie! E' vero che la critica ci sta considerando ottimamente ma, ora, non so se ci fosse bisogno di questo disco, penso che ci sia sicuramente bisogno di chi creda, in momenti storici come questo, in sferzate che possano costituire la vera alternativa o addirittura, se possibile, anticipare i tempi altrimenti si rischia creare uno stallo in fermento, un inutile movimento sul posto. Questo periodo è piuttosto fertile per la musica indipendente italiana e, se si vuol che resti tale, non c'è allora bisogno di un altro Teatro degli orrori o di un altro Brunori Sas o ancora di un altro Vasco Brondi...semplicemente perché già ci sono loro! C'è bisogno semmai di ampliare gli orizzonti e offrire agli ascoltatori una primavera dei generi e delle fioriture! La verità sta nella meravigliosa diversità .
Siete pugliesi, non posso non chiedervi cosa ne pensate di questo rinascimento della nostra terra e dell'attenzione che si sta riversando sul pianeta musica...
Questa regione, luogo che più amiamo al mondo, ha da sempre goduto di un movimento musicale di particolare qualità e rilievo. Accade, anche in questo caso, che gli astri si allineino così bene che ad un certo punto ve ne siano così tante di belle proposte, in un unico momento, da creare un fenomeno. Mi piace molto la tua definizione di "rinascimento" perché è elegante e quanto mai opportuna! Qui, a causa dei disagi del passato abbiamo imparato a far lavorare il cervello, a darci da fare da soli e senza sprecare energie, gli aperitivi delle chiacchiere superflue non vanno d'accordo con la sopravvivenza. C'è da dire che alcune operazioni, come quelle di Puglia Sounds (da molti, a mio avviso ingiustamente, criticate, poiché molta gente soffre di lamentosa incontinenza) hanno perfettamente fatto centro, permettendo di far luce sulle nostre realtà , come sfavillante paradigma di altre già ben più note (si vedano: Negramaro, Caparezza, Sud sound System, etc..).
Volevamo forse ancora parlare di Milano, delle sue squallide periferie e delle sue insopportabili circonvallazioni? O della Firenze dei Litfiba e dei Diaframma? Nel 2012? Grazie al web non siamo neanche più così lontani...
Nel disco ci sono dei vaghi rimandi a Battiato, ma anche al Morgan dei Bluvertigo. Si sente anche una certa impostazione classica e un amore per la psichedelia. Cosa è entrato dentro questo disco?
Battiato non può non essere un riferimento per chi, oggi, scrive canzoni in italiano. Ha rappresentato il pop e la sperimentazione sotto un unico sigillo, nei suoi testi la riflessione più alta e la caotica casualità terrena al contempo. Morgan ha preso le sue mosse anche da lui. Abbiamo una formazione anomala, in cui io, amante del pianoforte, della musica antica, rinascimentale e dei sintetizzatori, non posso che aver sviluppato determinati gusti, Maurizio (batteria), Luciano (chitarre) e Michele (basso) i rispettivi loro. Se in quest'album volessimo proprio vederci dei riferimenti conosciuti ai più allora dovremmo partire da me con i Talking Heads, R.E.M., Battiato, Branduardi, Battisti, passando per Luciano e i suoi Sonic Youth, Maurizio con i suoi Led Zeppelin e Michele con tutta la scena grunge anni '90. Il fattore psichedelia è gentilmente offerto dalla vita quotidiana.
A.A.A. siamo uno dei pochissimi gruppi, forse, che non fa uso di additivi chimici o di qualsivoglia, sia pur naturale, stimolante cerebrale....amato vino a parte, s'intende!
Dopo un po' di tempo si può anche fare un bilancio. Come vedi oggi L' Almanacco terrestre? Come vedi il futuro dei Vegetable G?
"L'almanacco terrestre" per noi non finirà qui, è un album in italiano e come tale dura, in potenza, più facilmente soprattutto se rappresenta una svolta. Tanta gente nuova ci ha conosciuto grazie a questo lavoro e, per quelli che da qui in poi ci resteranno affezionati, quest'album sarà un gingillo al di sopra del tempo. Siamo convinti, senza falsa modestia, che se ne parlerà ancora a lungo e nel bene.
Che il futuro sia Sanremo oppure no, Zecchino d'oro o meno, che sia Discoring oppure no...sarà sicuramente molto verde, stimolante e vegetale!
Osvaldo Piliego
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È uscito da pochi giorni il vostro nuovo video. Ci sono le cave di bauxite di Orte (o sbaglio?) ma è solo il pretesto per omaggiare una vostra grande passione che traspare in tutto il vostro immaginario: l'astronomia. Ce ne parli?


