ANTONIO IOVANE
Scritto da Pierpaolo Lala    Domenica 09 Luglio 2006 18:46    PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

È il 20 marzo 2002 quando il grande comico Gerry Bellotto entra negli studi della città televisiva minacciando di farsi saltare in aria. Una decisione maturata dopo alcuni mesi di esilio dalla scatola magica, causati da un grave incidente e dal suo "passare di moda". Il giornalista e scrittore Antonio Iovane, all'esordio sulla lunga distanza dopo la raccolta di racconti La gang dei senzamore uscita lo scorso anno sempre per Barbera Editore, ci racconta la parabola incredibile di questo ragazzo che voleva assomigliare al grande Jerry Lewis e che partendo da un ristorantino romano, dove raccontava barzellette e faceva sbellicare di risate i clienti, prima approda al cinema (nei filmettini alla Giovannona Coscialunga) e poi diventa il re della televisione trash. Un successo irresistibile che gli concede fama e denaro fino a quando qualcosa non si rompe e la carriera di Gerry, a poco più di cinquanta anni, sembra definitivamente essere conclusa.

Chi è Gerry Bellotto?

È un comico con il sogno di diventare il Jerry Lewis italiano. E che per avere successo si adatta con un talento da trasformista (Gerry è colto e intelligente) fino a scendere sull'unico piano disponibile: quello dell'orrida tv degli ultimi venticinque anni.

Il romanzo mi sembra il pretesto per raccontare un po' di Italia. Quale televisione esce da questi quarant'anni di storia?

Direi che ne è l'occasione, più che il pretesto. Un romanzo ha il dovere di rivelare gli aspetti meno battuti dell'esistenza. La televisione, finita l'epoca della genialità con personaggi come Vianello, Tognazzi, Noschese, Walter Chiari, Mina, Lelio Luttazzi, è andata degenerando e ora celebra il proprio funerale, come faccio dire al mio io narrante (che non si chiama Antonio Iovane per caso): "Quello che è accaduto negli anni '90 è chiaro: da allora la televisione non ha fatto che celebrare il proprio funerale. [.]. Il fenomeno ebbe inizio con discrezione: rievocazioni di antichi programmi degli anni '60, varietà ricalcati su antichi modelli, revival di trasmissioni e format ormai anticaglia. A tutto questo si unì presto, però, un altro curioso fenomeno. Chi interveniva in trasmissioni televisive, prendeva spunto da parole ascoltate in altre trasmissioni televisive [.] Improvvisamente ci si trovò a commentare quello che era accaduto nello schermo, e non fuori da esso, cosicché, se qualcosa doveva accadere, doveva accadere in tv".

Bellotto andrebbe sull'isola dei famosi?

Non ci andrebbe mai, no. Perché, il suo declino coincide con il successo dei reality, della tv che è cambiata. Perché lui ha creato una televisione che non si poteva immaginare peggiore, piena di volgarità, battute triviali. E invece il peggio è arrivato dopo.

Ti sei allontanato notevolmente dallo stile della tua prima raccolta di racconti che qualcuno aveva anche criticato. O meglio mi pare che la lingua e il lessico del tuo libro seguano le evoluzioni del tuo personaggio...

(Ride) Innanzitutto i nomi dei critici, please. Scherzi a parte: non sono la mia lingua e il mio lessico che seguono le evoluzioni del mio personaggio, ma per un personaggio c'è una lingua. La scrittura ha bisogno di adattarsi alla storia. Non inizio a scrivere una storia se non so "come" scriverla, e questa è forse la parte più difficile. Le storie della Gang dei senzamore potevano essere raccontate solamente così, con quel registro crudo, sboccato, audace, diretto. Questa storia doveva essere raccontata con un registro diverso, o altrimenti non sarebbe stata questa storia. Ma, ci tengo a precisarlo, non è lo "stile" - che è quello che identifica l'autore - che cambia, è il registro.

Come definiresti questo romanzo?

La storia del trionfo della mediocrità.

Sei pronto per diventare un autore televisivo?

Assolutamente no, non ne sento proprio l'esigenza. Io ho scelto come forma elettiva quella del romanzo (o del racconto) non perché non sia in grado di scrivere per altro (magari non ne sarei in grado, ma non è questo in discussione). Ho scelto la forma-romanzo perché è la sola che mi consente di svelare pieghe della realtà cui la televisione e il cinema non possono accedere.

 

Pierpaolo Lala

 

Contatti

Soc. Coop. CoolClub a r.l.
Sede Legale: P.tta Montale 1
Sede Operativa: Piazza Baglivi 10
73100 Lecce
Tel/Fax: 0832303707
E-mail: redazione@coolclub.it
P.IVA: 03790750750
Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

Chi Siamo

La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...


 

Social & RSS

Facebook CoolClub
Myspace CoolCLub
Editoriali
News