| I NUOVI SCENARI DI MOROZZI | ||||
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"Chi non muore" è il titolo del nuovo romanzo del bolognese Gianluca Morozzi, uno dei più prolifici e interessanti autori della letteratura italiana.
Il protagonista è Angie, una ragazza di vent’anni. Tutto il romanzo è costruito attraverso il suo sguardo “innocente” sul mondo, con la sua vivacità e curiosità. Com’è stato calarsi nei suoi panni? Divertente e stimolante... non volevo usare sempre il solito sguardo del bolognese rocker mio coetaneo ecc., a rischio di ripetermi. Già in Cicatrici avevo usato un Io narrante completamente diverso da me, usare una ragazza mi ha consentito di vedere le cose con occhi del tutto nuovi. Poi, a romanzo finito (prima stesura, diciamo) mi sono consultato con un paio di gentili fanciulle per sapere se ero stato credibile o no. I loro consigli sono stati molto preziosi. Il libro è intriso di musica, un romanzo progressive dicono alcuni. Per rendere credibile Angie, sei comunque partito dalla superficie, da ascolti “commerciali, per poi approfondire. Come hai svolto questo lavoro di “sottrazione”?Angie non è esattamente una musicista o una musicologa; è una che si atteggia parecchio, le piace fingere di cantare in un gruppo, quando in realtà non si applica minimamente e crea solo casini sentimentali con i suoi musicisti. L'incontro con Mizar (e anche un po' con Valentina) le fa conoscere il progressive, Demetrio Stratos, e anche un po' di cose che sarebbe meglio non avesse mai scoperto... Il tuo essere molto prolifico ti permette di scrivere libri che sono molto sulla “notizia”. In questo, ad esempio parli della morte di Michael Jackson. Come entra l’attualità nelle tue storie? Michael Jackson l'ho infilato dentro all'ultimo minuto, in pratica. è sempre rischioso usare l'attualità, perché rischia di essere superata, in un libro che consegni a settembre ed esce nel giugno successivo, magari. Ai tempi di Luglio, agosto, settembre nero del 2002 c'era un finale che si basava sul fatto che Bin Laden venisse o meno catturato (vivo o morto), e io e l'editore abbiamo mandato in stampa le bozze con un occhio molto attento ai notiziari... Questo libro è anche un omaggio a Bologna, quella degli universitari, dei posti meno conosciuti… Sì, alcuni sono inventati, come La loggia nera, altri sono verissimi, come la sala prove di Flanger (anche se il nome è stato cambiato). La consulenza richiesta alle fanciulle di cui sopra mi serviva anche per quello: io ho 40 anni e non faccio più lo studente da un bel po', magari sono legato a vecchi luoghi che sono completamente fuori dai giri attuali, e così ho domandato aiuto. Per Guanda tendi a mantenere un profilo più di scrittore di intrigo, di genere, mentre poi in giro ti diverti a sperimentare. È una mia impressione? Be', Cicatrici e Chi non muore sono un po' più rigorosi, nel filone di Blackout, ma prima Guanda mi aveva pubblicato romanzi con supereroi a Bologna, sosia di Paul McCartney, macchinari Nomad 4.0 e cose del genere senza problemi. Il prossimo anno mi faranno uscire con un romanzo decisamente comico dal titolo Uomini calvi dallo strano mestiere... è molto bella la libertà che mi lasciano in quella casa editrice. Questo libro sembra aprirti uno scenario di nuovi lettori. Sarà per una tua maggiore pulizia del linguaggio o per l’età dei protagonisti, cosa ne pensi? Speriamo. Benvenuti. E benvenute. Se io avessi ventidue anni e fossi una studentessa fuori sede questo libro mi piacerebbe molto... Osvaldo Piliego
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