LEO ORTOLANI
Scritto da Davide Castrignanò    Lunedì 09 Luglio 2007 18:24    PDF Stampa E-mail
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Difficile fare un’intervista a Leo Ortolani da fan sfegatato. Tutto è partito dalle storie di Venerdì12 e del suo fedele servitore Giuda, passatemi da un amico all’università a fine anni ‘90, poi sono arrivati Bedelia, Isolda, Ciurga, gli avventurieri dell’Ultima Burba e, ovviamente, Rat-Man, Brakko, Cinzia la barbara ... etc...etc..etc. Una serie di personaggi che vivono avventure come parodie di supereroi tra ‘sfighe’, sfortune, goffaggini, sarcasmo, ironico cinismo e tanto humour a crepapelle.

Avresti mai immaginato il successo raggiunto con i vari personaggi nati in quest’ultima quindicina d’anni?

A dire il vero non immaginavo nemmeno che sarei arrivato al 2006, con questi personaggi…

Rat-man è stato definito pavido, impacciato, brutto dalla straordinaria capacità di perdere tutte le occasioni di successo in un’escalation di brutte figure da guinness dei primati. Devo dire che mi ci ritrovo molto (eh eh eh), che sia questo il successo del topo, di venerdì12 e di tutta la cricca "Ortolani"?

L’insuccesso come fonte di successo…Peccato che non sia applicabile agli approcci in discoteca! Diciamo che questa è soltanto una delle letture più immediate che si ricavano dalla lettura dei miei fumetti. Non si ride solamente, a volte si pensa. Poi si ride. Così si dimentica quello che si è pensato. Molto liberatorio. Ah!Ah!Ah!…Uhm. Stavamo dicendo?

"Fletto i muscoli e sono nel vuoto!" – sembra il motto di battaglia dell’uomo medio, tra arguzie, piccole cattiverie, umanità e voglia di eroismo parandosi il culo al momento opportuno. Come nasce l’idea di tanti anti-eroe ossia personaggi che sono l’esatto opposto del mito dell’eroe senza macchia e senza peccato, vincitore comunque e suo malgrado sul male?

Basta guardarsi in giro. Ho visto pochissimi eroi.

I tuoi personaggi e fumetti sono ‘ecletticomico’, eccezionalmente intrisi di sagacia, ironia (non sempre politically correct!), sottile e bonaria canzonatura di atteggiamenti comuni e di alcuni malcostume che caratterizzano la società, ricchi di riferimenti e rimandi al mondo dei fumetti, a quello cinematografico, televisivo e popolare. Non è detto che siano di facile comprensione, ma una volta entrati nel ‘tunnel’, il lettore viene "accalappiato" in uno stato di religiosa dipendenza (vedi me!). Quanto assomigliano a te i vari personaggi e in quale di essi ti identifichi maggiormente?

C’è sicuramente un po’ di me in tutti i miei personaggi. Ma in fondo non mi posso identificare in nessuno in particolare, loro sono loro e io sono io…guai, se mi mescolassi con loro. Soprattutto con Cinzia.

I primi anni? Come vive un giovane disegnatore quando non lo conosce nessuno.. e... se non è cambiato molto (soprattutto in termini economici)... quando poi diventa famoso?

Economicamente vive meglio quando il lavoro ha successo, questo sarei uno sciocco a negarlo. Se invece intendi la qualità della vita, vivo come un recluso. Non riesco a trovare un equilibrio tra vita e lavoro. E questo da 11 anni. Vedi tu come son messo. Per il resto, sono sempre la solita carogna di un tempo.

Ti chiedono autografi, foto, incontri di dubbia moralità, Cinzie disperate che ti rincorrono per strada?

No. Qualche autografo, ma solo se faccio incontri con i lettori nei negozi di fumetti o alle fiere.

Alla fine, ora che ci penso, non ti avevo mai visto prima, mi daresti una tua foto con dedica

No. Credimi, è meglio così.

A volte impazzisco per riuscire a trovare il nuovo numero di Rat-man (nonostante sia riuscito a curare il mio stato di dipendenza, continuo ad andare in astinenza), è più facile vincere a qualche "gratta&vinci" che trovare l’ultimo numero. Mi domando continuamente se sia una scelta voluta o è solo il solito problema della distribuzione di prodotti

 

di nicchia in Italia?

Può darsi che sia perché abiti in una zona geografica a basso contenuto di Rat-Man. Rat-Man non viene stampato in milioni di copie, è vero, ma basta andare in fumetteria o in un giornalaio fornito e lo trovi senza grossi problemi.

Però a volte bisogna fare un piccolo sforzo all’inizio e magari costringere l’edicolante a procurartelo. Lo può fare benissimo e se non lo fa è perché è antipatico. O gli siete antipatici voi. A quel punto, passate alle minacce.

Hai mai ricevuto proposte da qualche "multinazionale" del fumetto? Se si, cosa ti ha fatto desistere? Ora che Spagna, Stati Uniti e anche altri paesi han mostrato interesse verso l’eroe-topo? Se ottenessi lo stesso successo avuto in Italia....

Cosa sono le multinazionali del fumetto?

In Spagna è stato un flop, gli USA non sanno nemmeno che esisto. Meno male che in Italia è andata bene!

Mi ha molto colpito uno degli ultimi episodi che son riuscito a beccare in uno dei viaggi lungo la penisola. Un pescatore in mare, su una barca, alla ricerca della storia da scrivere. E’ difficile creare continuamente nuove storie, gag e personaggi senza cadere nella ripetizione. Il lettore ricerca ciò che gli è piaciuto e allo stesso tempo ha fame di novità; come caspita fa uno scrittore di fumetti a dormire sonni tranquilli di fronte alle continue richieste dei fan?

Semplice. Dorme pochissimo!

Davide Castrignanò

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