| ALESSIO BERTALLOT | ||||
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Per nostra fortuna, Alessio Bertallot non disdegna il sud Italia. Affatto. E così lo abbiamo incontrato a Bari, allo ZenzeroClub, l’11 novembre, prima del suo set. Dj poliedrico (lo dimostra il suo programma, B-Side, in onda su Radio Deejay dal lunedì al giovedì, dalle 21 alle 22.30) e artista di talento (ha vinto un premio della critica nel 1992 a Sanremo con gli Aeroplanitaliani, con la canzone Zitti zitti in cui imponeva alla platea 30 secondi di silenzio assoluto durante l’esibizione), le sue considerazioni sul mondo della radiofonia e più in generale sulla musica, possono rappresentare un interessante motivo di dibattito sullo stato di salute del "sistema" oggi in Italia. La tua presenza qui oggi è veramente una fortuna. Probabilmente saremmo venuti comunque a intervistarti, a sentire la tua, ma il fatto che Coolclub.it di questo mese abbia come tema la radio ha reso quest’intervista pressoché "obbligata". A proposito di radio, qual è lo stato di forma della radiofonia oggi in Italia? La situazione non è delle migliori, il problema maggiore è legato all’assenza di creatività. Si sacrificano sempre di più la musica, in nome dell’intrattenimento, e l’originalità. Non ci sono più linee editoriali specifiche, e così ne risente la qualità generale. Tutto questo, poi, annulla di fatto la personalizzazione della radio: le emittenti hanno palinsesti troppo simili. E la crisi della Tv generalista, di cui tanto si parla? Pensi che ci sia qualcosa di simile tra i due fenomeni? Un altro difetto della radio di oggi è che insegue troppo la televisione, perciò non è difficile riscontrare analogie, anche in senso negativo. La tv è lo specchio della società, ma di una società fittizia, in cui la gente crede di potersi immedesimare, ma in fondo non accade mai. E in questo circuito è stata travolta anche la carta stampata, che infatti appare sempre più interessata ad aspetti come il gossip.. E allora perché non ci vai tu in televisione? Sono oramai quasi 10 anni che non fai nulla in tivù… (l’ultimo programma, Alt-Mtv è andato in onda su MTV nella stagione ‘98-99) Sono io che non interesso alla televisione! (sorride). Di musica si parla sempre poco, e la musica che si può sentire in tv è sempre mainstream. Tornando alla radio, su Radio Deejay, dove lavori, nasce il "Deejay Store" (e-store per il download, legale e a pagamento, di mp3): che idea ti sei fatto su questa enorme novità? La pensi più come un’evoluzione o un’involuzione? Io la vedo come una cosa tutto sommato positiva, come una potenziale evoluzione. Immagino una vera e propria "triangolazione" tra radio, musica e informazione. Inoltre, gli utenti diventano protagonisti: lo diventano soprattutto perché sono coinvolti sotto l’aspetto emotivo, perché possono ascoltare una canzone di una specifica tracklist come quella del mio programma, possono apprezzarla e scaricarla immediatamente. Questo è potenzialmente un passo in avanti, mentre un’idea come il "Deejay Store" non porterebbe niente di nuovo se si distribuissero solo pezzi "mainstream". Il tuo programma in radio vede da 2-3 anni un forte aumento della musica italiana in scaletta. Questo dipende da una tua scelta stilistica a monte oppure in Italia oggi si produce così tanta buona musica che quasi si è "imposta"? La prima…purtroppo. Non vedo grandi progressi nella musica italiana in questo ultimo periodo. Siamo storicamente ancorati a un modo provinciale di fare musica, anche se per fortuna le eccezioni non mancano. In questo senso il tuo ruolo è ritenuto da molti determinante: si attribuisce a te il merito di aver scoperto talenti indiscutibili come Amalia Grè, Ivan Segreto, Diego Mancino (gli ultimi due saranno in concerto al Teatro Antoniano di Lecce rispettivamente il 13 gennaio e il 19 maggio NDR)… magari questo può aver creato un circuito positivo… Magari! Sarebbe bello sapere che in Italia qualcuno fosse stimolato a creare prodotti di qualità per il solo fatto che possa essere io a passarlo un giorno in radio.. Dopo aver parlato dei massimi sistemi, parliamo un po’ di te…mi rendo conto che questa domanda, fatta da me che ho poco più di 20 anni, ti farà sorridere; comunque, cosa vuoi fare da grande? (effettivamente sorride)…vorrei addestrare un cane da tartufo! Attività redditizia…e nel mondo della musica? Ti sei mai immaginato come produttore, ad esempio? Si, mi immagino come produttore, ma di certo non oggi: ci vuole pazienza e passione, tanta e tale da privarti del sonno la notte, e ora come ora non ci sono questi presupposti. Magari in futuro si, mi piacerebbe, a condizione che si lavori su qualcosa di realmente originale…già come DJ mi sforzo di divulgare cose nuove, non vedo perché non dovrebbe essere così da produttore. Suggerisci ai lettori un cd in uscita che merita di essere ascoltato. Sicuramente Biscuits for Breakfast di Fink, l’ultimo cd di Trentmoller, Last Resort, perché questo dj tedesco tratta l’elettronica come pochi altri e poi, per la musica italiana, vi suggerisco I Cosi: fanno musica di stampo anni ‘60, ma in modo assolutamente originale! E se dovessi suggerire un classico? Scelgo Blue Lines dei Massive Attack! Dino Amenduni
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