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Il movimento necessario (Jato music) è il primo album dei toscani MURIèL. La loro musica è una convincente miscela di pop e atmosfere più indie, rumore e melodia. Paolo Benvegnù ai comandi è un sigillo di garanzia, i consensi della critica un invito a non perderli di vista.
Questo esordio è un disco tagliente e carezzevole insieme. È questa la mia prima impressione. Ho notato nella vostra musica questi due registri: una forte componente melodica accostata a un'attitudine più rumorosa. Come definireste il vostro sound? Il sound dei MURIèL è ricco di sfumature, di cui hai colto le due tendenze principali. Per nostra stessa natura tendiamo ad amare soluzioni inaspettate, questo fa convivere una certa attitudine alla melodia con la ricerca sonora alle sensazioni che vorremmo esprimere. Forse si può dire che il nostro sound è una forma di pop sospesa tra una vena cantautorale ed una più rock..una sorta di pop indipendente che volge realmente verso una indipendenza compositiva. Il vostro sound sembra uscire indenne dagli anni 90, decennio che ha scritto un certo modo di fare rock in Italia. In particolare ascoltandovi mi vengono in mente i C.o.d., grande band trentina. Cosa portate di quegli anni con voi? Gli anni ‘90 hanno investito in pieno sulla nostra adolescenza. Certi gruppi della scena italiana sono stati inevitabilmente dei nostri "idoli" a suo tempo. Questo però non significa che non si possa superare certi cliché e cercare di esprimersi per quel piccolo bagaglio di cose che si hanno da comunicare. Forse è per questo che la nostra attitudine alla composizione è uscita "indenne" da un certo modo di fare musica, perché è cresciuta naturalmente, seguendo la via più adatta al nostro modo di essere e comunicare. I C.o.d. li conosciamo molto bene, sicuramente abbiamo in comune un certo amore per il pop, ma se dovessimo fare un nome di un'artista italiano a cui ci sentiamo particolarmente legati, facciamo sicuramente quello di Paolo Benvegnù. Cosa vi ispira e vi affascina fuori dall'Italia? Sicuramente le straniere! No, dai, facciamo i seri...noi prima di essere MURIèL siamo feroci ascoltatori di musica di ogni tipo. Molto di quello che ci piace viene da fuori, abbiamo le più svariate influenze, ma se devo restringere il cerchio ti dico dEUS, Doves, The Notwist, Calla, Lali Puna, Soulwax, Karate, Motorpsycho, Tortoise, Slint, The Police...ma proprio per citarne pochi. La produzione artistica del disco è affidata a Paolo Benvegnù (e si sente), caro amico di Coolclub.it, come si lavora con lui e quanto ha contribuito alla confezione finale dei vostri brani? Paolo è una persona straordinaria. Questo prima di qualsiasi altra parola da spendere... con lui c'è stata un'intesa umana totale, e da lui noi abbiamo solo potuto imparare. Paolo si è immerso nel nostro mondo, cercando di lavorare soprattutto sull'attitudine, sull'approccio e sull'intenzione di certe soluzioni che adottiamo e facendo crescere fortemente la nostra determinazione per tutto quello che investe il progetto MURIèL. Non è mai intervenuto in modo invasivo sui brani, al contrario ha sempre cercato di mantenere in modo fedele la linea di certe idee di base, aiutandoci a comprendere dove potevamo migliorare e quali soluzioni alternative erano possibili per comunicare in modo più efficace. Nella fase di pre-produzione ha anche suonato con noi, ed è stata un'esperienza davvero importante. Alla fine su 11 brani, solo due risultano davvero stravolti rispetto ai provini del disco, e solo perché era realmente necessario apportare delle modifiche sostanziali. Nell'ormai sterminata scena indipendente italiana, quali gruppi seguite, quali vi piacciono, con quali collaborate? Assieme ai Dilatazione ed ai Soloincasa abbiamo creato un progetto ad ampio respiro dal nome Trydog Lab: si tratta di un vero e proprio laboratorio musicale, una piattaforma espressiva che unisce diverse realtà legate da una comune volontà comunicativa, nata con la finalità di creare uno spazio vitale all'interno della scena indipendente italiana. Come già accennato in precedenza, ascoltiamo davvero molta musica, in Italia ci sono gruppi che seguiamo con particolare attenzione, in questo caso mi limito a citare i gruppi con cui abbiamo avuto contatti di stima ed amicizia, come Perturbazione, Gatto Ciliegia vs il Grande Freddo, Ulan Bator, e nostri coetanei e conterranei come Baby Blue e Gestalt Osvaldo Piliego
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