Montecristo
Scritto da Osvaldo Piliego    Mercoledì 09 Luglio 2008 17:58    PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
Nuovi arrivati in casa Sleepingstar: sono i Montecristo. Fanno rock and roll senza fronzoli, sono romani, un piede nel passato l'altro nel presente. Si sono già esibiti al fianco di gruppi come Eagles of death metal, White flag, Raveonettes. È da poco uscito il loro primo omonimo album.

La vostra musica sembra una consacrazione. Da anni si parla di una scena rock and roll capitolina ed oggi arriva questo disco con Sleepingstar. Come vivete questo momento?

È un bel momento. Roma negli ultimi anni è in vero fermento come non la vedevamo da metà dei novanta. C'è molto indie, dell'ottimo garage, una scena hardcore e punk sempre molto attiva e di qualità. I locali chiudono e ne aprono altri, c'è confusione sotto il sole, la situazione è eccellente.

Montecristo porta alla mente tutto un immaginario che in parte traspare anche dal vostro sound, da dove viene l'idea?

Montecristo

Un progetto giovanissimo, ma che ha subito conquistato stampa e pubblico, almeno così si dice in giro. Alle spalle però avete già rodate collaborazioni, ce ne parli?

Ah, in giro si dice così? Bene. Effettivamente ci siamo formati non più di due anni fa, ma non abbiamo saltato tappe, siamo stati molto veloci, perché dalla prima prova ci siamo trovati con una grande voglia di roccheggiare. Nel giro di venti giorni abbiamo fatto i nostri primi concerti, uno con gli Eagles of death metal. Il tipo del locale voleva almeno un demo: "Non ce l'abbiamo, facce sona' e basta". È chiaro che il fatto di avere già esperienze musicali ci ha aiutato nel conseguimento di questa velocità d'azione. Flai viene dall'hardcore romano metà anni ‘90, quando suonava con Evidence, Student Zombie e qualche altra band nata e morta nel giro di un mese. Luca ha suonato il basso con Wow! e Tymes Society, Emiliano canta da sempre, ed ha inciso con i Moluart una compilation dove quasi dieci anni fa hanno suonato anche Flai e Valerio, il nostro batterista, che suona tuttora con i Cosmonauti e fa parte del progetto Ardecore con Zu e Jeoff Farina.

Ciò che è vintage o che trae comunque ispirazione dal passato, ad alcuni sembra inutile. Voi che avete nelle corde il glam, il punk, l'hard rock come vedete questa cosa?

Mah, anche il Boero sarebbe inutile, ma è buono e c'è sempre la possibilità di vincerne un altro. Le influenze di una band sono necessariamente varie, in quanto sono il vissuto musicale di ogni componente del gruppo, e possono andare indietro nel tempo fino ai canti gregoriani. Una cosa sono le influenze, ed il fatto che per alcuni di noi il mondo sia finito la serata di Roma-Liverpool, tutt'altra cosa è ciò che viene fuori quando ti metti a suonare con una band, e le tue influenze si mischiano a quelle degli altri e, perché no, al tuo vissuto quotidiano e alle canzoni che senti su "radio musica nuova" mentre sei in macchina per arrivare in sala prove.

Il revival è fenomeno comunque di moda in questi anni, credi sia l'unico rock possibile?

Decisamente no. Anche perché non sentiamo in alcun modo di essere una band "revivalista". Se c'è qualcosa che ricorda il passato, ecco che forse abbiamo in/consciamente compiuto un benjaminiano "balzo di tigre" indietro negli anni, ma solo per riportare ciò di cui avevamo bisogno nell'adesso temporale, un po' come fa la moda ai suoi più alti livelli. Ci sentiamo, nonostante tutto, un gruppo attuale, che mangia ciò che vuole da dove vuole e te lo rivomita nuovo nel 2007.

Ci parli un po' del disco?

Lo abbiamo registrato nella primavera del 2006 con la produzione artistica di Tony James, fondatore di Generation X con Billy Idol e successivamente di Sigue Sigue Sputnik ed ora Carbon/Silicon con Mick Jones dei Clash. È un disco di 12 pezzi abbastanza eterogenei, con un'impronta Rock'n'roll e un'attitudine punk, o forse è il contrario. C'è un momento acustico, un finale che potrà stupire qualcuno, e una buona dose di pezzi fatti apposta per smuovere le ossa in una serata a base di tequila e birra doppio malto.

Due salentini hanno collaborato al disco, come nasce la vostra amicizia con gli Studio Davoli?

Più che amicizia è quasi amore. Flai, il chitarrista, ha passato un paio di estati a Lecce in compagnia degli SD e della loro fantamica Alessandra e da allora tutto è iniziato: ha fatto la regia del loro video Superpartner, con Gianluca ha formato un duo/trio da piano bar con il quale si sono esibiti a Otranto e a Roma e con il quale sperano di esibirsi ancora. Con la scioltezza che ci contraddistingue, quando abbiamo avuto bisogno di tastiere e di una voce femminile il pensiero è corso subito a loro, i quali, con la naturalezza degli dei, hanno interpretato i pezzi dandogli in certi casi quello shake che serviva ed in altri una grazia vocale che ha pochi eguali in Italia. Speriamo di averli con noi in qualche data live: verrebbe fuori un concerto bomba.

è un romanzo che ci è caro. Un uomo viene rinchiuso per 14 anni e non sa il perché. Deve trovare qualcuno che gli spieghi come funziona il mondo per capire il motivo della sua reclusione. È un romanzo sulla perdita dell'ingenuità, più che sulla vendetta. Il resto del nostro immaginario ha a che vedere con i disegni di Corben, Frazetta, Kirby, Robert Williams, i fumetti di Len Wein e Bernie Wrightson, gli horror della Hammer, la fantascienza classica e quella "sociale" degli anni 60 e 70, film come Occhi bianchi sul pianeta terra e 2022: i sopravissuti...in realtà siamo ancora molto ingenui.
 

Contatti

Soc. Coop. CoolClub a r.l.
Sede Legale: P.tta Montale 1
Sede Operativa: Piazza Baglivi 10
73100 Lecce
Tel/Fax: 0832303707
E-mail: redazione@coolclub.it
P.IVA: 03790750750
Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

Chi Siamo

La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...


 

Social & RSS

Facebook CoolClub
Myspace CoolCLub
Editoriali
News