| Francesco Cerasi | ||||
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Il cinema pugliese è in netta crescita grazie a registi come Edoardo Winspeare, Fluid Video Crew, Alessandro Piva, Sergio Rubini e molti altri. Ma nel settore c’è un’altra componente che sta muovendo passi importanti. Numerosi musicisti pugliesi prestano le proprie musiche al grande schermo e, in alcuni casi, diventano protagonisti o comparse di pellicole. È il caso (ovviamente fortunato) dei salentini Negramaro che con La febbre di Francesco D’Alatri hanno lanciato il loro cd Mentre tutto scorre. Il musicista tradizionale Antonio Castrignanò ha musicato Nuovomondo di Emanuele Crialese. Cesare Dell’Anna e i suoi Opa Cupa cureranno la colonna sonora del film Frankie Faccia Tosta alla ricerca del successo, scritto e diretto da Gianni Torres con Jhonn Turturro. Sembra indissolubile il rapporto tra Ivan Iusco e Alessandro Piva (vedi intervista a pag 31). Il panorama è in continuo e perpetuo movimento e ovviamente questi sono solo alcuni esempi. Un posto di rilievo in questo settore se l’è costruito Francesco Cerasi. Il ventiseienne barese, cantautore, già anima del gruppo "Le stanze comunicanti" e ottimamente accolto dalla critica per il suo mini cd d’esordio Il Viaggiatore, nel 2004 è approdato sul grande schermo con le musiche del bel film Volevo solo dormirle addosso di Eugenio Cappuccio.
Com’è nata questa collaborazione? In maniera molto casuale. Un mio amico, che stava curando il sito del film, mi fece vedere questa sceneggiatura. Il titolo mi ispirò una canzone. La sera stessa mettemmo su insieme al gruppo tre temi strumentali. La registrazione di questi pezzi passò poi dal mio amico a Cappuccio che mi chiamò dopo alcuni mesi. Così nacque la colonna sonora del film. In realtà è stata una evoluzione casuale ma naturale del lavoro che già facevo con la band. Durante i concerti cercavamo sempre di proiettare qualcosa, di fare interagire suoni e immagini. Sei molto giovane ma hai già una lunga esperienza alle spalle Dopo il film sono stato invitato a Venezia, dove il film era in concorso, come il più giovane compositore della storia della Mostra. Da lì ho continuato su questa via. In tutto ho musicato sette lungometraggi e numerosi corti. A marzo uscirà Uno su due sempre di Capuccio con Fabio Volo. Qui farai anche una piccola parte, se non sbaglio. Si, canto una mia canzone. Insomma faccio me stesso. Qual è stato finora il rapporto tra la tua musica e i film? Finora le musiche sono state sempre scritte leggendo la sceneggiatura. Secondo me bisogna avere un grande senso della struttura narrativa altrimenti si rischia di fare solo una compilation. Invece devi avere il senso del racconto, devi sapere quale personaggio far risaltare e quali sentimenti mettere in evidenza. Nella scelta di alcuni strumenti inoltre bisogna essere influenzati dalla fotografia. Il freddo ti porta a stare su certe frequenze mentre qualcosa di più caldo ti porta ad avere propensione per altri strumenti. Nel tuo futuro non ci sono solo colonne sonore? No, cerco sempre di continuare ad essere un compositore che canta. Tra qualche mese dovrebbe uscire il mio nuovo cd. Un disco pop, diretto giacché le cose troppo di nicchia mi fanno arricciare il naso.
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