| Giuliano Dottori | ||||
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Un esordio arrivato con calma, quella necessaria per realizzare un disco così intenso, cosa ti ha portato a Lucida? Le prime registrazioni del disco risalgono al 2004: è stato un lavoro in effetti molto lungo. Non è stata in realtà una scelta, perché il progetto è nato davvero nei ritagli di tempo lasciati liberi dai vari progetti in cui sono impegnato come chitarrista. Ovviamente questo mi ha permesso di riflettere molto su questo disco, scrivendo moltissimo materiale che poi ho accantonato e provando più strade sia di arrangiamento che di produzione artistica. Nel tuo disco si sentono i Radiohead, Nick Drake, gli Air, Battisti, gli Afterhours, Moltheni, quanto di questo c’è dentro la tua musica, quant’altro? Confesso di non aver neppure un disco di Battisti: conosco alcune sue canzoni, quelle che conoscono tutti, ma devo dire (eresia!) che mi piace davvero poco, pur riconoscendone la grandezza – diciamo – "storica". Negli altri nomi che citi mi riconosco abbastanza, nel senso che sono riferimenti diretti (Nick Drake) o artisti cha apprezzo molto (Afterhours, Radiohead). La lista sarebbe poi in realtà quasi infinita: Beck, Paolo Benvegnù, Elliott Smith, Bob Dylan, Francesco De Gregori, Neil Young, Led Zeppelin, tanto per citare i nomi più celebri. Poi ho senz’altro diversi riferimenti nel campo della musica colta, applicata e non: Steve Reich, Howard Shore, Shostakovich, Debussy e centinaia di altri nomi. Che poi si sentano echi di questa musica nel mio disco non spetta a me dirlo. La tua vocazione è acustica, il disco è arrangiato con eleganza rara, ha delle piccole salite per poi rituffarsi in momenti molto intimisti, è un modo per mettere in evidenza i testi, la voce, un modo per avvicinarti alla tradizione cantautorale...cosa? Avrei voluto, in origine, che Lucida fosse un disco acustico. Poi mi sono reso conto che in un disco d’esordio è molto importante definire il più possibile il proprio mondo musicale, che nel mio caso – come ho accennato sopra – è davvero molto variegato. Così ho curato nei minimi dettagli gli arrangiamenti e mi sono volutamente sbizzarrito, chiamando a raccolta i tanti musicisti con cui ho avuto la fortuna di suonare in questi anni. Non ho fatto tutto questo per avvicinarmi a una tradizione che sinceramente non sento mia, quanto per rivendicare l’idea, in un mondo dominato da Pro Tools e Auto-Tune, che la musica si può ancora scrivere sul pentagramma e che è possibile fottersene di avere o meno un singolo "forte". Definiresti Lucida un disco triste, malinconico, riflessivo? È sicuramente un disco riflessivo. Tutti i testi sono in definitiva riflessioni sul passato che ritorna, sulla potenza dei ricordi. Esci con una indipendente ma il tuo disco ha potenzialità da major. È una scelta o un percorso? Non so se questo sia un complimento, ma lo prendo come tale e ti ringrazio. Credo che da un punto di vista strettamente musicale non sia l’etichetta discografica a fare il prodotto: ci sono meravigliosi artisti major e migliaia di artisticoli che pubblicano con una indipendente con la speranza di arrivare un giorno a una major. Io dalle major non ci sono neppure andato, c’avevo provato anni prima con altri progetti, ma non questa volta. Ho fatto una scelta di crescita, in un certo senso. Credo che da anni la major abbiano una politica del breve termine, del tipo "proviamo con un singolo e se va male addio". Viceversa nel mondo indipendente, dove si lavora più per passione che per fare fatturato, si pensa a far crescere gli artisti, anche nel corso di più anni. Penso che il percorso degli Afterhours da questo punto di vista sia stato esemplare. Osvaldo Piliego
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Un lungo percorso come chitarrista alle spalle, un presente che lo vede pubblicare il suo primo disco solista con Il re non si diverte. Nato in Canada ma milanese a tutti gli effetti, Giuliano Dottori è autore di canzoni dense di sentimento, melodia, eleganza. Lucida è un disco che ci ha subito conquistati. Mentre la radio passa sentimenti annacquati Giuliano è la risposta a chi chiede notizie sul nuovo rock. America, Inghilterra, Italia si danno appuntamento in queste tracce toccanti. Una serie di musicisti ispirati al suo fianco, elettrico e acustico alla stesso tempo, indipendente per scelta Giuliano Dottori è un talento che va scoperto.


