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Lantana: una pianta, un film, una casa editrice. La pianta è estremamente resistente, pervasiva, dai colori vividi e cangianti, modello di attaccamento alla vita e ai suoi mutevoli destini. Il film è del regista australiano Ray Lawrence, un thriller psicologico che invita a riflettere su quanto sia più utile comprendere che giudicare. Come "strumento di comprensione e confronto" si presenta Lantana, casa editrice di Roma, in libreria da alcuni mesi, che ha fatto suo questo connubio di resistenza, coraggio, vitalità, creatività. Anche la sede scelta, all'Esquilino, quartiere multietnico dalle identità multiple, sembra confermare quest'apertura al nuovo, agli incontri, a ciò che è sempre in fermento. Ne parliamo con il direttore editoriale, Alessandra Gambetti, che agli inizi degli anni novanta aveva creato con Alberto Castelvecchi l'omonimo marchio, e che poi ha portato la sua esperienza in case editrici come Einaudi, Fazi, DeriveApprodi...
Inevitabile chiederti cosa hai imparato dal tuo percorso. Cose che ho imparato: che come in tutti i campi la determinazione e la chiarezza degli obiettivi sono essenziali. Poi che non si può piacere a tutti, e che ci sono cose più importanti del lavoro.
Rispetto al momento in cui hai iniziato come è cambiato il clima letterario, culturale, in Italia? E quello editoriale? Senza dubbio la presenza e il rafforzamento di grandi raggruppamenti editoriali ha modificato radicalmente il panorama editoriale e culturale. Oggi è molto più difficile trovare spazio e permanere in libreria, c'è meno varietà nell'offerta, c'è una tendenza molto forte ad omologarsi. Un altro aspetto che mi sembra diverso è il rapporto degli autori esordienti o giovani e le case editrici: ora sono molto più ricercati rispetto a qualche decennio fa, si punta su di loro come possibili autori di best seller, e gli autori sono rappresentati da agenti già al primo o al secondo libro. Poi c'è la ricerca del personaggio televisivo come autore da proporre al grande pubblico... Insomma, se parliamo di clima, di cambiamenti ce ne sono davvero tanti. Per non parlare poi dei cambiamenti portati dalla tecnologia, sia nel modo di lavorare che nel linguaggio...
Da quale bisogno è nata Lantana, qual è il vuoto che voleva colmare? (Detto in altre parole: chi te l'ha fatto fare?) Nessun vuoto, anzi forse un pieno di esperienze. Il desiderio di voltare pagina, di dar vita a un progetto, di far convergere in una direzione costruttiva tanti fatti, storie, conoscenze, incontri, esperienze appunto, sofferenze anche.
La vostra collana di narrativa, Le stelle, raccoglie testi (apparentemente) molto diversi gli uni dagli altri... cosa accomuna il romanzo della misteriosa Principessa Saffo di fine Ottocento con quello di una scrittrice argentina o dei due giovani esordi italiani, Federica Tuzi e Maurizio Cotrona? Cosa cerchi, più in generale, in un romanzo per Lantana? Libertà, intelligenza, ostinazione, sincerità, amore per la vita, coraggio... Ironia, comicità magari! Affabulazione, consolazione...
Malafede, di Maurizio Cotrona, pugliese di Taranto e che ora vive a Roma, esce proprio in questi giorni: cos'è che, quando hai letto il dattiloscritto per la prima volta, ti ha fatto pensare che valeva la pena di pubblicarlo? Come ha benissimo detto Marco Lodoli in una sua recensione al libro: il tono "lieve e inquietante come una profezia".
Si dice che in Italia si legge poco e si scrive molto, troppo... cosa consigli a un esordiente scrittore? Di leggere molto, per il piacere di farlo. Creando un proprio canone: un mondo di frasi, di storie, di musica, immagini, e non tanto o non solo per avere un luogo dove rifugiarsi ma soprattutto strumenti per esprimersi.
La lettura Lantana consigliata per l'estate? Sono due: assolutamente I Floods, la serie junor di cui presentiamo i primi due titoli a luglio. Vicini di casa e Giochi di scuola sono brevi romanzi illustrati. L'autore, Colin Thompson, è un vero genio della narrazione e dell'illustrazione. E poi Marie-Hélène Ferrari: Il destino non c'entra è la prima delle inchieste del commissario Pierucci, in una Corsica fuori dalle rotte turistiche, originale mix di culture, sapori, affari e misfatti. Michela Carpi
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