Scritto da Osvaldo Piliego
Lunedì 20 Giugno 2011 15:28
I salentini Steela sono cresciuti, hanno visto e sentito cose nuove. Sabato 12 novembre saranno in concerto al Triade di Copertino per presentare i brani di Un passo, un dubbio, il loro secondo album. Colti che erano poco più che ragazzini dai loro idoli, sono stati svezzati da Madaski degli Africa Unite e Max Casacci dei Subsonica, hanno nel dna il reggae ma vogliono e sanno fare molto di più. Affascinati dai nuovi ritmi gli Steela danno vita a una formula pop che sa essere romantica, da spiaggia e da club. Abbiamo parlato con Moreno, voce della band.
È passato un po' dal vostro "primo livello". In questi anni siete cambiati, cosa avete fatto? Abbiamo fatto tantissime cose e abbiamo avuto così tante esperienze, positive e negative, che per forza di cose ci hanno portato a crescere, a cambiare il nostro modo di vedere e vivere la musica e quindi anche il modo di farla. È stato un percorso molto bello e travagliato quello che ci ha portato alla realizzazione del nuovo disco, ma penso sia stato essenziale per noi. Abbiamo iniziato a capire cosa vogliamo veramente, dove vogliamo far arrivare il nostro sound e sinceramente non mi sembra una cosa da poco in un momento in cui ogni artista fa musica per gli altri senza mai fermarsi veramente per chiedersi cosa vuole ascoltare lui stesso. La musica è del popolo, ma anche di chi la fa, non ti pare?
Si sente un legame profondo con il Salento anche nell'uso del dialetto. Ce ne parli? Beh, direi che da buoni salentini siamo molto legati alla nostra terra e cerchiamo di avere sempre dei brani scritti in dialetto sia nel disco che nel live... è una cosa più forte di noi. Poi ci sono delle cose che dette in dialetto salentino hanno un altro sapore e rendono decisamente meglio. In questo disco abbiamo trattato un argomento che a noi sta molto a cuore e cioè la strumentalizzazione del Salento nel periodo estivo da parte di enti locali che mirano solo ad accumulare denaro, soffocando così il vero obiettivo che è quello di promuovere il territorio e non di sfruttarlo per interessi privati. Decisamente una cosa di cattivo gusto.
La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità , continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...