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Anima dei Radiodervish insieme a Nabil Salameh, il chitarrista e compositore Michele Lobaccaro ha da poco pubblicato il libro/cd (Edizioni La Meridiana) Un'ala di riserva, messa laica per don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta, nato ad Alessano, amato da cattolici e laici per le sue prese di posizione, la sua poetica, il suo impegno. Una messa laica su sonorità mediterranee tra i canti della liturgia in latino e brani ispirati da testi del vescovo (riscritti e musicati da Lobaccaro) che coinvolge molti musicisti pugliesi da Caparezza ad Alessia Tondo e Antonio Castrignanò della Notte dalla Taranta, dalle Faraualla al gruppo italo-albanese degli Adria, da Giovannangelo de Gennaro a Fabrizio Piepoli, Alessandro Pipino, Riccardo Laganà, Antongiulio Galeandro, Davide Viterbo, la Banda G. Verdi di Sannicandro di Bari, Livio Minafra, Bepi Speranza e l'Ensemble Calixtinus. Tra gli ospiti anche il maestro Franco Battiato che duetta con Nabil nell'Agnus Dei che apre il cd. "Dalla cultura della musica e dell'arte, è possibile intendere che lo struggente, insoddisfatto bisogno di comunione, inscritto nei ritornelli delle canzoni o nei cromatismi di una tela, è il sacramento dell'inquietudine che può placarsi solo in te, Signore", diceva Don Tonino.
Come nasce l'idea di un cd dedicato al vescovo di Molfetta? Da qualche tempo ho iniziato a leggere gli scritti, la produzione poetica e saggistica, gli interventi, i discorsi di Don Tonino Bello. Il suo stile e la sua poetica, il ragionamento raffinato mi hanno subito conquistato. Tutte le emozioni che mi trasmetteva ho voluto restituirle in musica. Quando ho letto una delle sue frasi "la pace è finita andate a messa, ché se vai a messa è finita la tua pace" è scattata dentro di me una chiave di lettura. Il cd ha dunque una forma di messa come la intendeva don Tonino, non una stanca ripetizione di un rituale che rassicura, ma un rinnovamento continuo, forza centrifuga che ti butta nel mondo e ti mette in discussione. Questo disco pertanto è una messa che non lascia in pace.
Nel cd ci sono tantissimi ospiti pugliesi ma spicca la presenza di Franco Battiato. Come sei arrivato a scegliere i tuoi compagni di avventura? Mi sembrava interessante realizzare un omaggio del mondo musicale pugliese a don Tonino. Spesso sono stati i brani a suggerirmi la tipologia di canzone. Nel Magnificat è nata una collaborazione con gli Adria, poi ci sono alcuni compagni di viaggio come Nabil, Alessandro Pipino, Alessia Tondo e Riccardo Laganà. Con Caparezza c'è stata una scelta molto collegata al tipo di canzone: Auguri scomodi è un testo che parla degli auguri natalizi tutt'altro che buonisti. Avevo bisogno di una penna graffiante e irriverente e chi meglio di Caparezza che è anche di Molfetta ed è stato cresimato da Don Tonino. Infine con Franco Battiato ci sono amicizia e stima da molto tempo. Si è sentito vicino spiritualmente sia con il pezzo sia con tutto il progetto.
Qual è l'eredità di Don Tonino? Secondo me ci ha lasciato tantissimo. Don Tonino aveva una capacità profetica e credo che i semi che ha sparso nella sua vita oggi stiano dando i loro frutti nella società, nella cultura e nella politica pugliese. Credo che lui non sia estraneo a questo fermento. Avremmo anche risultati maggiori, facendo conoscere don Tonino a persone che non hanno avuto la fortuna di incrociare le sue idee. L'idea di vivere in un'arca di pace proprio ora che siamo in un arco di guerra ci porta dei valori importanti e fondamentali. (pila)
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