| FRANCESCO GUCCINI | ||||
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Da Vorrei a Cyrano, da In morte di S. F. a La Locomotiva passando per Autogrill, Francesco Guccini, nel concerto di sabato 11 giugno a Lecce, ha ripercorso la sua lunga carriera. Due ore e mezzo di spettacolo tra musica e parole, con molti ricordi (aperti dal suo periodo leccese in divisa militare) e qualche battuta sui referendum ("l'acqua è importante anche se ci sono cose migliori da bere"). Nel pubblico c'era di tutto. Giovanissimi e anziani, nostalgici "proletari" con il pugno chiuso alzato e "berlusconiani" con la passione per la musica d'autore.
Come ci si sente dall'alto della sua esperienza? Sono un semplice raccontatore di storie. Sono uno scrittore, ecco. Non sono un musicista, poeta nemmeno. Sono soltanto un narratore di storie, sia sotto forma di canzoni che di pagine scritte e quindi in prosa. È ritornato in Salento dopo tanti anni. Nel 1962, inoltre, ha fatto due mesi e mezzo di militare a Lecce. Che ricordi ha di quella esperienza? Ha composto versi che hanno fatto riflettere diverse generazioni. È una fortuna o una responsabilità? Scriverebbe ora un album di protesta sociale? Negli anni ci ha regalato varie incursioni nel mondo del cinema. Che rapporto ha con la settima arte? Ha una parte in Radiofreccia (il gestore del Bar Mario), avete scritto a quattro mano il brano Ho ancora la forza e Ligabue nell'ultimo Arrivederci mostro! ha fatto il sequel de L'avvelenata. Che rapporto c'è tra voi due? In politica da chi si sente rappresentato? A quando un nuovo album? E per concludere, Guccini com'è la vita in via Paolo Fabbri?
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