FRANCESCO GUCCINI
Scritto da Lucio Lussi    Giovedì 16 Giugno 2011 18:19    PDF Stampa E-mail
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Da Vorrei a Cyrano, da In morte di S. F. a La Locomotiva passando per Autogrill, Francesco Guccini, nel concerto di sabato 11 giugno a Lecce, ha ripercorso la sua lunga carriera. Due ore e mezzo di spettacolo tra musica e parole, con molti ricordi (aperti dal suo periodo leccese in divisa militare) e qualche battuta sui referendum ("l'acqua è importante anche se ci sono cose migliori da bere"). Nel pubblico c'era di tutto. Giovanissimi e anziani, nostalgici "proletari" con il pugno chiuso alzato e "berlusconiani" con la passione per la musica d'autore.
Come ci si sente dall'alto della sua esperienza?
Sono un semplice raccontatore di storie. Sono uno scrittore, ecco. Non sono un musicista, poeta nemmeno. Sono soltanto un narratore di storie, sia sotto forma di canzoni che di pagine scritte e quindi in prosa.

È ritornato in Salento dopo tanti anni. Nel 1962, inoltre, ha fatto due mesi e mezzo di militare a Lecce. Che ricordi ha di quella esperienza?
L'esperienza da militare non è mai simpatica, soprattutto i primi mesi. Ricordo un gran caldo. Lecce me la sono goduta dopo, quando sono ritornato senza vincoli militari. Nel 1962 non ci facevano andare in giro a lungo.

Ha composto versi che hanno fatto riflettere diverse generazioni. È una fortuna o una responsabilità?
Innanzitutto è una fortuna, anche perché non so quale tipo di responsabilità potrei avere. Se fossi stato un cattivo maestro forse avrei qualche responsabilità, ma non credo di esserlo stato.

Scriverebbe ora un album di protesta sociale?
Non credo di aver mai scritto un intero album di protesta sociale. Ho fatto canzoni che parlano di me e del mondo che vivo, e quindi inevitabilmente ci sono dentro caratterizzazioni sociali.

Negli anni ci ha regalato varie incursioni nel mondo del cinema. Che rapporto ha con la settima arte?
È un rapporto di puro gioco, piccole cose fatte per gioco. È tutto divertimento. Non ho la volontà di fare l'attore o di essere definito un attore.

Ha una parte in Radiofreccia (il gestore del Bar Mario), avete scritto a quattro mano il brano Ho ancora la forza e Ligabue nell'ultimo Arrivederci mostro! ha fatto il sequel de L'avvelenata. Che rapporto c'è tra voi due?
Con Luciano siamo grandi amici. Ogni tanto ci vediamo, stiamo assieme e andiamo a mangiare. Ligabue è un'ottima persona.

In politica da chi si sente rappresentato?
Sono di sinistra e alcuni leader della sinistra italiani mi piacciono. Una volta mi piaceva Prodi, ma non fa più politica attiva. Ora mi piace Vendola soprattutto per quello che sta facendo in Puglia.

A quando un nuovo album?
Questa è una bella domanda. Sicuramente quando avrò le canzoni giuste per farlo. Per adesso ne ho tre.

E per concludere, Guccini com'è la vita in via Paolo Fabbri?
La casa a Bologna ce l'ho ancora e a via Paolo Fabbri alcune volte ci capito, ma ormai sono dieci anni che abito a Pavana nel paese dei miei nonni. Adesso ti potrei descrivere la mia vita sull'Appennino tosco emiliano. Mi sveglio di buon ora la mattina e vedo i boschi intorno a me. E, credimi, è molto bello.
Lucio Lussi

 

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