|
Gli Spread Your Legs sono i cugini salentini degli Artic Monkeys, cresciuti macinando indie e punk mentre intorno incalzavano dance e casse dritte, hanno sintetizzato una formula musicale in sintonia con la loro naturale propensione per i party. Cassa dritta, accelerate in levare e chitarre al galoppo, schizofrenie vocali alla Pil, grandi aperture alla Weezer e cori contagiosi sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano Hooray, il primo vero album della band che, dopo aver vinto Italia Wave Puglia nel 2007, è arrivata in casa Lobello Records, neonata etichetta discografica salentina, vincitrice del premio Puglia Sounds come miglior etichetta pugliese partecipante al recente contest Push Up di Bisceglie. Un disco granitico che fotografa una band in continua crescita capace di conciliare il college rock americano, il punk funk della Dfa e la nuova onda dei Franz Ferdinand. Artisti salentini che guardano senza dubbio fuori dallo steccato della tradizione e del territorio. Ne approfittiamo per fare due chiacchiere con i ragazzi della band.
Chi sono gli Spread Your Legs? Ci siamo formati alla fine del 2006 e abbiamo fatto subito un demo per partecipare ad Italia Wave e non ci conosceva nessuno e abbiamo vinto a sorpresa. Poi da lì abbiamo fatto un sacco di concerti in giro per l'Italia e finalmente adesso abbiamo il disco. Le nostre influenze sono varie: c'è molto brit pop... non solo quello che mira a Blur e Oasis per intenderci, poi c'è l'indie rock (Artic Monkeys, Cribs, Rapture) poi infine ci sono punte di new wave ed elettro wave, anche se bisogna avere un orecchio raffinato per captarle.
Si può emergere dal Salento? Se suoni reggae o musica popolare è molto più facile esportare la tua musica, ovviamente perché è molto più di nicchia (nel mondo). Per noi è un po' più difficile però perché non provarci!
Esiste una scena salentina indie? Certo che esiste! È altrettanto vero però che fa fatica a venire fuori perché parliamoci chiaro, nel Salento non c'è la cultura dell'ascolto di nuova musica, l'ascoltatore medio è fin troppo radicato alle proprie origini, si fa sempre dell'inutile campanilismo (tipo io vado a studiare a Bologna e mi porto le friseddhre e la pizzica) che tristezza. Però devo dire che negli ultimi anni si sta muovendo più che qualcosa, nuovi nomi, nuove situazioni...
Quanto "Salento" c'è nel vostro progetto? Nulla. Direi forse solo le cene con gli amici e con le persone che ci vengono ad ascoltare.
Progetti futuri? Far conoscere un nuovo genere qui nel Salento, far girare il disco, suonare in giro possibilmente su palchi importanti... ma gli Spread di base non è che abbiano grosse ambizioni, non vogliamo diventare delle superstar! Ennio Ciotta
|