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Ho detto a tua mamma che fumi è il titolo del primo cd di Kama, nomignolo dietro al quale si nasconde Alessandro Camattini che, dopo una lunga carriera come batterista in giro per l'Italia, è approdato a questo lavoro solista, uscito per la Eclectic Circus. Undici canzoni che denotano ironia e intelligenza nei testi e poliedricità nelle musiche.
Perché questo titolo per il tuo cd? Il titolo è venuto alla luce un po' per caso. Alebasso se ne è arrivato in studio con questo Ho detto a tua mamma che fumi e ha colpito un po' tutti. Ci pensai qualche giorno e poi lo aggiudicai. Ancora adesso mi piace, mescola tutti gli ingredienti del disco: ironia, semplicità, criticismo, bastardaggine... in più mi ricollega al periodo delle medie, alle sigarette fumate di nascosto a spasso per la mia città, alle dozzine di caramelle alla menta ingurgitate, alle annusate di mia madre... Questo è un disco che parla di cose semplici analizzate restando il più possibile fuori dal coro, lontano dai luoghi comuni... Imprevedibile come uno stronzo che dice a tua mamma che fumi! Raccontaci un po' di te. Come inizia la carriera di Kama, come proseguirà... Ho suonato la batteria per tanti anni, dapprima con alcune band poi come turnista. Poi stanco decisi di smettere e di dedicarmi ad altre priorità della mia vita che avevo trascurato (l'amore, l'università, il lavoro). Ma la musica è come una di quelle gomme da masticare del discount, che si attaccano al lavoro del tuo dentista, alle dita, ai vestiti e che non riesci a scrollarti di dosso... Così Alebasso e Iki (attualmente bassista e chitarrista del tour) dopo aver sentito le mie canzoni mi spinsero a registrarle. Da lì ad un anno ho firmato il contratto con Eclectic Circus... il primo singolo e video (Ostello Comunale)... MTV... il disco... il tour... etc etc... Qualche giorno fa è uscito il terzo singolo/video, Sapore sapido (lo potete trovare sul mio sito www.alekama.it) che presto verrà programmato in radio e in tv. Poi tour e intanto si pensa al secondo disco. Nel tuo disco ci sono numerose influenze (almeno quelle che ho percepito io) dagli anni ‘60 alle nuove e vecchie generazioni della musica d'autore (Rino Gaetano, Moltheni, Bugo e Amerigo Verardi), dai Beatles a Beck. Qual è il tuo percorso, quali sono i tuoi punti di riferimento? Sono cresciuto ascoltando i Beatles, Mozart e tutta la scuola dei cantautori italiani... erano gli anni buoni, quelli di Gaetano, Bennato, De Gregori, Bertoli, Graziani, Nannini, De Andrè, Dalla. Una serie infinita di capolavori che mi son portato fino ad oggi. L'abbigliamento di un fuochista di De Gregori, per esempio, che ho registrato con Bugo, l'ho cantata a memoria nonostante non l'ascoltassi più da 15 anni! Insomma mi piacerebbe essere annoverato tra i cantautori italiani moderni, perché trovo anacronistico suonare ancora le canzoni "all'italiana" facendo finta che Beck e i Radiohead non siano mai esistiti. La loro è stata una rivoluzione copernicana... Ho letto da qualche parte che saresti interessato a scrivere musica per i film. Con quali registi ti piacerebbe lavorare e collaborare? Vorrei scrivere musiche per una commedia italiana. Mi piacciono i film italiani, (anche se smetterei di chiamare sempre Margherita Buy e Stefano Accorsi...), quelli che parlano di adolescenti mai cresciuti, di mogli in rivolta, di grandi amicizie che finiscono e poi ricominciano... Mi piacerebbe cimentarmi nella scrittura di canzoni dedicate ad immagini, sarebbe una novità, mi darebbe nuovi stimoli. Credo che le mie canzoni si prestino particolarmente... (poi magari il risultato sarà pietoso, ma che c'entra!) Cosa ascolti? Quali sono le realtà più interessanti nel panorama italiano secondo te? Credo che Samuele Bersani abbia dimostrato che la canzone italiana sia capace di rinnovarsi, di unire generazioni lontane, gusti differenti, anche scrivendo in maniera elaborata ed intelligente. Rifugge dai luoghi comuni, scrive musiche semplici e allo stesso tempo nuove, diverte... Dalla musica indipendente italiana, in questo momento, mi sento molto poco rappresentato I tuoi testi sono molto ironici. È una tua necessità? Hai mai avuto a che fare con dei bimbi? Imparano giocando perché giocando si pongono domande che altrimenti non si sarebbero mai manifestate. Gli adulti sono ancora di più sulla difensiva, competitivi, piuttosto presuntuosi, autocentranti. Credo che per penetrare questa diffusa barriera di diffidenza non ci sia altro modo che ridere tutti insieme delle idiozie che reiteriamo giornalmente. Ridi oggi ridi domani, il dubbio si insinua... Qual è oggi il ruolo del cantautore? È una definizione che ti piace? Indubbiamente una domanda tosta... Mi piace molto la definizione e mi piace immaginare che le canzoni siano opere che abbelliscono il mondo. Spero che il mio passaggio sulla terra e i miei dischi lascino questo pianeta un pochino più bello di prima. Forse è un po' presuntuoso, ma è quello che dà significato alle mie giornate. Pierpaolo Lala
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